Ulivi, Laricchia: “Ora serve Piano olivicolo”

Un piano olivicolo per salvare l’olivicoltura, perché a minacciare gli ulivi non è solo il CoDiRO. La proposta di Antonella Laricchia del M5S.

Non c’è dubbio che il 2015 sia stato un anno di passione per gli ulivi del Salento. Tra dibattiti, tavoli tecnici, scambi di vedute, tira e molla, qualche migliaio di ulivi è diventato legna da ardere, altri sono stati salvati dall’azione di attivisti, da ordinanze del TAR Lazio e da ultimo dalla magistratura penale leccese, che avvalendosi di due consulenti ha demolito il lavoro della task force messa su per contrastare l’avanzata della xylella fastidiosa e del disseccamento rapido degli ulivi, delegittimandone di fatto le conclusioni a cui era pervenuta.

Il decreto del Procuratore Capo Cataldo Motta, convalidato dal Gip Alcide Maritati, ha provocato un terremoto politico ed anche tra i produttori olivicoli, divisi tra chi crede in quel piano fatto di estirpazioni e uso di diserbanti, e chi invece vede la soluzione in altre strade, meno impattanti.

Ad ogni modo, l’olivicoltura non è minacciata solo dal CoDiRO e dall’ormai tramontato Piano Silletti. L’olivicoltura è in crisi da anni e molti imputano una parte consistente della responsabilità alla mancanza di un piano olivicolo, in Italia e in particolare in Puglia. A tornare su questo argomento è Antonella Laricchia, Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, che dopo aver espresso soddisfazione per il lavoro della magistratura leccese – che a suo dire “ha riportato la questione del disseccamento degli ulivi sui giusti binari” – ripropone l’adozione di un piano olivicolo al fine di salvaguardare e valorizzare il patrimonio ambientale e territoriale pugliese.

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Antonella Laricchia

“Occorre, finalmente in Italia e in Puglia, un PIANO OLIVICOLO! La nuova necessaria strategia di contenimento del CoDiRo, dovrebbe prevedere come caposaldo nel contenimento della malattia, il ricorso a potature fitosanitarie frequenti”, afferma la Laricchia, la quale propone che il Governo regionale canalizzi “le risorse in questo senso, formando sul campo giovani esperti potatori e tecnici creando così anche OCCUPAZIONE”.

Facendo di necessità virtù, per il Movimento 5 Stelle, quella che sarebbe un’alternativa agli scarichi fognari a mare, rappresenterebbe un’occasione per ridare fertilità ai terreni agricoli del Salento. Infatti è nota la battaglia che organizzazioni e comitati di cittadini, oltre al Movimento 5 Stelle, stanno conducendo a Manduria, contro un progetto che prevede lo sversamento di acque reflue a mare, per giunta in aree contigue a spiagge di raro pregio.

Una delle alternative proposte prevede il refluo come una risorsa importante da recuperare e impiegare per fertilizzare i terreni. [Per approfondire si suggerisce la lettura dell’articolo Casili: “Il refluo va riutilizzato, non scaricato a mare”].

L’idea espressa da Antonella Laricchia è quella di inserire il tema del riciclo delle acque reflue nell’ambito di un piano per l’agricoltura e per l’olivicoltura in particolare.

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“È necessario – conclude – investire sulla qualità e il ripristino della fertilità e microbiologia dei nostri suoli puntando sul RIUTILIZZO in agricoltura delle ACQUE REFLUE, SALVAGUARDANDO così I NOSTRI MARI dagli scarichi a mare. La politica deve quindi puntare a irrobustire l’agroecosistema e comprendere che l’agricoltura sostenibile gioca un ruolo primario per la SALUTE del nostro ambiente e dei pugliesi e per creare nuovi posti di LAVORO. Così facendo, la Regione Puglia non potrà più sbagliare”!