TAP, nuovo stop: progettazione micro tunnel non esaustiva

Entro il 18 gennaio TAP avrebbe cantierizzato l’area, con la previsione dell’espiantato 231 ulivi. Ora la procedura di verifica è sospesa.


Ancora nodi da sciogliere per la controversa realizzazione dell’opera di gasdotto TAP. Oltre alla questione delle aziende agricole che hanno avanzato richieste di indennizzo per danni da xylella o CodiRO, ad ostacolare la realizzazione del micro tunnel sono le carenze progettuali.

Dalla Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale in seno al Ministero dell’Ambiente, infatti, arriva un nuovo stop. Per usare una metafora scolastica, TAP non ha fatto i compiti, ma vorrebbe ugualmente iniziare i lavori, che prevedono tra le altre cose anche l’espianto temporaneo di 231 alberi di ulivo, da ripiantare uno volto ultimati i lavori.

L’inottemperanza evidenziata dalla Commissione riguarda le prescrizioni A.3 e A.5 del decreto di compatibilità ambientale dell’opera. Le prescrizioni si riferiscono entrambe alla realizzazione del micro tunnel, previsto in un’area che potrebbe presentare diverse cavità carsiche, che metterebbe a rischio anche Palude di Cassano senza gli accurati studi preventivi prescritti. Il Comitato No TAP ha sempre sostenuto l’impossibilità di adottare la tecnica del microtunneling in questa area, data la sua conformazione territoriale. La Commissione Tecnica, con un nuovo parere, ha ribadito la necessità di ottemperare a queste prescrizioni prima di avviare i cantieri, ritenendo non esaustiva la documentazione presentata da TAP.

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Di fatto la procedura viene sospesa in attesa di integrazione da parte di TAP, mentre i lavori di cantierizzazione, previsti per il 18 gennaio, non potranno partire.

La prescrizione A.3 del decreto di compatibilità ambientale (DM 223 del 11.09.2014) prevede:

In riferimento al progetto costruttivo relativo all’approdo ubicato tra San Foca e Torre Specchia Ruggeri:
a) dovranno essere eseguiti e approvati dalle autorità competenti, tutti i necessari rilievi ed approfondimenti geologici-geotecnici e idrogeologici atti a confermare la sostenibilità tecnica e ambientale di realizzazione del micro tunnel e delle opere connesse con riferimento in particolare alla tutela della Palude di Cassano;
b) dovranno essere altresì valutati i rischi connessi con eventuali insuccessi in fase di realizzazione del micro tunnel a causa della possibile presenza di cavità carsiche; qualora dagli studi di cui ai punti precedenti di dovesse rilevare l’impossibilità tecnico-ambientale di realizzazione del micro tunnel, qualunque soluzione alternativa dovrà essere sottoposta preventivamente a Verifica di Assoggettabilità a VIA, di cui all’art. 20 del D.Lgs. 152/2006 e ss.mm.ii. e da ciò potranno scaturire ulteriori conseguenti prescrizioni.

La Commissione Tecnica si è espressa in questo modo:

In relazione alla prescrizione A.3 si precisa che, ai fini dell’ottemperanza, dovrà essere presentato, oltre che i rapporti contenenti i risultati degli approfondimenti geologici-geotecnici ed idrogeologici richiesti, uno Studio di dettaglio tecnico-ambientale relativo del progetto del micro tunel, comprensivo di tutte le valutazioni relative alla sezione di progetto inclusa tra l’area a terra per la realizzazione del pozzo di spinta e l’exit point a mare; inclusivo di uno studio di dettaglio dell’interferenza con l’idrogeologica dell’area, così come richiesto anche da altre prescrizioni del DM n. 223 dell’11/09/2014, corredato di tutti i dettagli relativi al progetto della cantierizzazione, comprensivo anche della viabilità di cantiere per la realizzazione del micro tunnel.

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TAP intendeva frazionare la progettazione esecutiva, ma la Commissione ha ritenuto che per quanto riguarda le opere relative all’approdo del gasdotto occorra un progetto unitario, comprensivo di tutte le opere:

In relazione alla prescrizione A.5 si precisa che, ai fini dell’ottemperanza, non sarà possibile presentare documentazione progettale frazionata trattandosi di un’uica procedura di Verifica di esclusione della VIA (ex art. 20 del D.Lgs 152/06 e s.m.i.) per cui, nel pieno rispetto dei contenuti della prescrizione stessa, dovrà essere presentato il progetto esecutivo di tutte le opere previste all’approdo (inclusive della trincea di scavo di transizione all’uscita del micro tunnel) insieme allo Studio di dettaglio tecnico ambientale ad esso relativo. Tale Studio di dettaglio dovrà comprendere l’analisi di dispersione richiesta in prescrizione, inclusiva anche dei dettagli progettuali di tutte le opere propedeutiche alla realizzazione dello studio stesso.

Tutti i monitoraggi ante operam richiesti dalle lettere d) ed e) della prescrizione A.5 dovranno essere definiti ed eseguiti in accordo con ISPRA e ARPA Puglia e, in base agli esiti degli studi, dovrà essere applicato, sempre in accordo con ISPRA e ARPA Puglia, un Sistema di Gestione Ambientale (EMAS/ISO) contenente l’indicazione analitica delle singole attività e degli accorgimenti e dispositivi previsti per il contenimento spaziale e temporale della dispersione e deposizione dei fanghi bentonici e del materiale dragato.

Viene infine precisato nel parere:

La prescrizione A3 dovrà essere ottemperata all’interno della Fase “1a” afferente alla “Realizzazione del micro tunnel – Preparazione aree di cantiera a terra e scavo pozzo di spinta”.
La prescrizione A5 dovrà essere ottemperata all’interno della Fase 1b afferente alla “Realizzazione del micro tunne – “Realizzazione del micro tunnel con completamento delle attività di perforazione ed uscita micro tunnel a mare”.

Il Comitato No TAP ha commentato:

È chiaro che la data del 18 gennaio a cui TAP puntava per la cantierizzazione del pozzo di spinta e decisamente fuori luogo. Nella documentazione presentata al Ministero per l’ottemperanza A-3 il comitato NO TAP aveva notato delle incongruenze macroscopiche con il quadro prescrittivo del DM 223.
Mancano per l’ennesima volta le prospezioni basilari per progettazione relative al Microtunnel, eppure queste prospezioni sono state eseguite sia nella pineta che vicino il pozzo di spinta che in mare.
Tutto questo avalla la tesi dei tecnici del Comitato sulla impossibilità di far approdare il tubo con la tecnica proposta.

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