Xylella e cantieri TAP: questione al vaglio della Procura

Al centro della questione la correttezza delle analisi effettuate da TAP sugli ulivi per verificare la presenza di xylella. In ogni caso la Procura è chiamata a far luce.

In due precedenti articoli ci siamo occupati della questione dei 231 ulivi che TAP avrebbe dovuto espiantare entro fine mese, per poi ripiantare una volta ultimati i lavori. La realizzazione del gasdotto va inevitabilmente ad incrociarsi con la questione legata a disseccamento rapido degli ulivi e xylella fastidiosa e relativi provvedimenti e normative in materia.

La messa in posa del gasdotto TAP prevede la rimozione di oltre 1000 ulivi ricadetti in “zona infetta”, da ripiantare a fine lavori. Quest’area, come tutta la provincia di Lecce, ricade nella “zona infetta”, dall’interno della quale non è possibile nemmeno rimuovere un ramoscello d’ulivo. Pertanto, per gestire queste operazioni, si è reso necessario il coinvolgimento del Servizio fitosanitario nazionale di quello regionale.

TAP, in virtù di un parere dell’Servizio fitosanitario nazionale, potrebbe eseguire queste operazioni di espianto, movimentazione, stoccaggio e reimpianto, purché si attenga a determinate prescrizioni.

Uno dei presupposti per il rilascio del parere positivo risiede nelle analisi che TAP ha potuto effettuare sugli alberi di ulivo interessati, secondo le quali nessun albero sarebbe affetto da xylella fastidiosa.
Tutti negativi alla xylella dunque? Così è per TAP, ma questi risultati potrebbero essere sconfessati dal Servizio fitosanitario regionale.

Si ricorderà che 29 aziende agricole di Melendugno hanno presentato richiesta di indennizzo per danni alla produzione olivicola conseguente all’attacco della xylella fastidiosa. Alcuni di questi alberi potrebbero ricadere proprio nell’area di cantiere del micro tunnel. Questo è uno degli elementi da chiarire. Se così dovesse essere, ne conseguirebbe che: o le aziende hanno presentato domanda pur in assenza del batterio, oppure le analisi effettuate da TAP non sono corrette.

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Intanto il Comune di Melendugno ha inviato gli atti alla Procura di Lecce per accertare l’eventuale presenza di fatti a rilevanza penale. Sarebbero 13 le particelle di terreni appartenenti ad aziende che hanno presentato la richiesta di indennizzo che coinciderebbero l’area di cantiere del micro tunnel.

foglia di ulivo essiccata - xylellaDai competenti uffici regionali sarebbe giunta conferma di questa coincidenza. Ora il Servizio fitosanitario della Regione è stato investito dal Ministero per le politiche agricole del compito di verificare se TAP – che dal canto suo difende la correttezza delle analisi effettuate – ha seguito i protocolli correttamente.

Ora le ipotesi sono due: o le analisi condotte da TAP sono corrette e gli alberi sono immuni da xylella; oppure la xylella c’è e hanno ragione le aziende.

Le conseguenze per TAP non sarebbero indifferenti. Nel primo caso infatti la multinazionale potrebbe procedere con l’espianto ed il reimpianto degli ulivi, poi sarebbe compito della magistratura accertare se vi sia o meno un’ipotesi di frode alla base della richieste di indennizzo presentate dalle aziende.

Nel secondo caso sarebbe un duro colpo per TAP. Infatti, con lo stop agli abbattimenti degli ulivi imposto dalla magistratura leccese, gli alberi positivi alla xylella non possono essere abbattuti. L’ipotesi di abbattimento provocherebbe probabilmente l’emanazione di un nuovo provvedimento da parte della Procura per estendere il sequestro anche agli alberi di Melendugno.

L’espianto ed il reimpianto degli ulivi infetti non sarebbero più consentiti, dal momento che tale operazione potrebbe favorire la diffusione del patogeno.

In altre parole, se la xylella fino al 18 dicembre poteva involontariamente agevolare la realizzazione del gasdotto, ora, con il sequestro preventivo degli alberi, la situazione si è capovolta e la presenza del batterio rischia di bloccare i cantieri.
Maggiori informazioni si avranno nei prossimi giorni dal Servizio fitosanitario regionale.

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