TAP: “Verifiche di ottemperanza in linea col cronoprogramma”

Ma ad oggi nessuna delle prescrizioni imposte a TAP risulterebbe adempiuta. Il 18 gennaio previsto l’espianto degli ulivi.

Descrive un quadro completamente diverso l’ufficio stampa di TAP rispetto alla relazione tecnica esplicata dal Comune di Melendugno e dal Comitato No TAP nella giornata di ieri.
Secondo la multinazionale svizzera, che dopo settimane di silenzio torna a inviare comunicati stampa, non c’è alcun ritardo nel cronoprogramma né sull’ottemperanza delle prescrizioni imposte dal decreto di compatibilità ambientale. L’unico ostacolo sarebbe rappresentato dall’ostinazione del Comune di Melendugno, che si sarebbe “sottratto all’adempimento dei suoi doveri”.

Si legge:

“Continua in modo soddisfacente il processo di Verifica delle Ottemperanze di TAP alle prescrizioni incluse nel Decreto di Compatibilità ambientale dell’11 settembre 2014 e recepito dall’Autorizzazione Unica del 20 maggio 2015. Nell’adempimento dei compiti ad esse affidate dalla legge, in questi giorni e anche oggi sono stati acquisiti numerosi pareri positivi di uffici ed enti nazionali e regionali relativi a un consistente numero di queste prescrizioni.
Come chiaramente definito nel parere approvato lo scorso 18 dicembre dalla Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale – Via e Vas (in allegato), le Verifiche di Ottemperanza ante operam dovranno essere ottenute da TAP a gruppi prima dell’avvio di ognuna delle fasi di realizzazione del progetto.

In particolare lo stato delle ottemperanze relative alla Fase 0 “Rimozione degli ulivi e realizzazione della strada di accesso all’area di cantiere del microtunnel” consente di ribadire l’imminenza dell’avvio delle operazioni sul campo, mentre il proficuo dialogo a livello nazionale e regionale e la qualità dei lavori in corso per il gruppo di prescrizioni relative alla Fase 1a “Preparazione delle aree di cantiere e scavo del pozzo di spinta” che segnerà l’avvio della vera e propria costruzione del gasdotto in Italia, è perfettamente in linea con la data limite del 16 maggio prossimo. I successivi gruppi di prescrizioni cui ottemperare si riferiscono a fasi di cantiere che saranno avviate molto più avanti nel tempo”.

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E’ proprio così in discesa la strada per TAP?
Forse non esattamente. Il parere positivo ottenuto da TAP ed esibito come trofeo, consente alla multinazionale di frazionare l’adempimento alle prescrizioni per fasi.

La fase 0 riguarda le attività preparatorie alla cantierizzazione per la realizzazione del micro tunnel e prevede la rimozione degli ulivi e la realizzazione strada di accesso all’area di cantiere.

La fase 1 consiste nella realizzazione del micro tunnel, con la preparazione delle aree di cantiere a terra e lo scavo del pozzo di spinta (fase 1a), la realizzazione micro tunnel, la perforazione e l’uscita del micro tunnel a mare (fase 1b).

Le fasi 2 e 3 riguardano invece la realizzazione del PRT e la posa delle tubazioni.

La fase 0, che si concretizza con l’espianto di 231 ulivi, dovrebbe essere avviata il 18 gennaio e terminata entro la fine del mese, salvo deroghe. Se le operazioni non dovessero concludersi nei tempi previsti, questa fase dovrebbe essere rinviata al 2017, in quanto gli ulivi non possono essere movimentati in altri periodi dell’anno, per preservare il loro ciclo vitale e produttivo.

Un primo ordine di problemi – come già esposto in altri articoli – è legato alla possibile presenza della xylella su alcuni di questi alberi. Secondo le analisi condotte da TAP gli alberi presenti nell’area sono negativi al batterio, ma 29 aziende hanno presentato domanda di ristoro per danni da xylella o CoDiRO e alcuni di questi alberi interessano l’area di cantiere TAP. Al momento il Servizio fitosanitario regionale e la Procura di Lecce, nelle proprie rispettive competenze, si stanno occupando della vicenda.
Anche un solo albero positivo a xylella rischierebbe di bloccare l’apertura dei cantieri.

Dove non può la xylella è la tecnica a frapporsi.

TAP cita e allega il parere n. 1942, che approva – come già accennato – la divisione in fasi (fae 0, fase 1 e fase 2). Ma TAP non menziona il successivo parere, il n. 1943, rilasciato nello stesso giorno dalla stessa CTVIA. Si tratta di un parere più specifico che verte sulle modalità di ottemperanza alle prescrizioni A.3 e A.5. Con un questo atto la Commissione ha sospeso i termini per la relativa procedura di verifica in quanto i documenti presentati da TAP non sarebbero esaustivi. Ce ne eravamo occupati nell’articolo TAP, nuovo stop: progettazione micro tunnel non esaustiva.

La Commissione richiede, in relazione alla prescrizione A.3, “oltre che i rapporti contenenti i risultati degli approfondimenti geologici-geotecnici ed idrogeologici richiesti, uno Studio di dettaglio tecnico-ambientale relativo del progetto del micro tunnel, comprensivo di tutte le valutazioni relative alla sezione di progetto inclusa tra l’area a terra per la realizzazione del pozzo di spinta e l’exit point a mare; inclusivo di uno studio di dettaglio dell’interferenza con l’idrogeologica dell’area, così come richiesto anche da altre prescrizioni del DM n. 223 dell’11/09/2014, corredato di tutti i dettagli relativi al progetto della cantierizzazione, comprensivo anche della viabilità di cantiere per la realizzazione del micro tunnel”.

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In ordine alla prescrizione A.5 il parere precisa che, ai fini dell’ottemperanza, non sarà possibile presentare documentazione progettale frazionata trattandosi di un’unica procedura di Verifica di esclusione della VIA” per cui “dovrà essere presentato il progetto esecutivo di tutte le opere previste all’approdo, insieme allo Studio di dettaglio tecnico ambientale ad esso relativo.

La Commissione aggiunge inoltre che tutti i monitoraggi ante operam richiesti “dovranno essere definiti ed eseguiti in accordo con ISPRA e ARPA Puglia e, in base agli esiti degli studi, dovrà essere applicato, sempre in accordo con ISPRA e ARPA Puglia, un Sistema di Gestione Ambientale (EMAS/ISO) contenente l’indicazione analitica delle singole attività e degli accorgimenti e dispositivi previsti per il contenimento spaziale e temporale della dispersione e deposizione dei fanghi bentonici e del materiale dragato”.

Secondo il parere le prescrizioni A.3 e A.5 dovranno essere ottemperate rispettivamente all’interno della Fase 1a e della Fase 1b.

E’ vero che l’adempimento a queste prescrizioni non è richiesto per la fase 0 (espianto ulivi e preparazione cantiere), ma il rischio è che non sia possibile proseguire, perché – come evidenziato dall’analisi tecnica del Comitato No TAP – il progetto del micro tunnel, così come è presentato, potrebbe non essere realizzabile. Allora perché espiantare gli ulivi se ancora TAP non ha ancora chiarito se il micro tunnel è realizzabile? Se lo chiede il Sindaco di Melendugno Marco Potì.

tap - micro tunnel - fase 0Anche le prescrizioni richieste nella Fase 0 non risultano verificate, quantomeno ufficialmente. Si tratta delle A.29, A.44 e A.45, da ottemperare “per la sola quota parte funzionale alla realizzazione del cantiere del micro tunnel comprensivo della viabilità di accesso all’area”.
Si riferiscono rispettivamente a progetti e studi relativi: alle interferenze del progetto con la vegetazione, in particolare con gli ulivi; alle opere di mitigazione ambientale e ripristini; al monitoraggio e alla gestione dei neoecosistemi.

Da TAP trapela comunque ottimismo. “In questo quadro positivo (nel quale TAP continua anche il dialogo sollecitato dalla Regione Puglia per un approfondimento tecnico ambientale sulla localizzazione dell’approdo) duole doversi rammaricare – scrive l’ufficio stampa – del fatto che il Comune di Melendugno fino a ora si sia sottratto all’adempimento dei suoi doveri relativamente all’unica prescrizione sulla quale è chiamato ad esprimere il suo parere”.

“Caduta nel vuoto una precedente diffida ad adempiere, TAP – aggiunge – è stata costretta oggi ad attivare le procedure di legge che regolano l’intervento sostitutivo del funzionario comunale incaricato di supplire all’inerzia del titolare del procedimento amministrativo. Il parere del Comune di Melendugno dovrà essere reso dunque nel termine di quindici giorni”.

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