TAP in alto mare: non ha nulla-osta per verifica ottemperanza

Avrebbe dovuto cantierizzare il 18 gennaio, ma TAP solo ieri ha annunciato che invierà la documentazione per ottenere il nulla-osta necessario ad avviare le procedure di verifica di ottemperanza alla prescrizioni.

La multinazionale TAP, impegnata nella realizzazione dell’omonimo gasdotto, è alle prese con tempi stringenti, scadenze e procedimenti autorizzativi ancora in alto mare, che rischiano di far saltare tutto.

Il 18 gennaio il consorzio TAP avrebbe dovuto iniziare le operazioni di espianto di 231 alberi di ulivo, funzionali alla cantierizzazione dell’area del microtunnel, ma vuoi per la questione xylella, vuoi per la mancata ottemperanza alla prescrizioni contenute del decreto di compatibilità ambientale del gasdotto, le ditte incaricate non si sono nemmeno fatte vedere nell’area interessata.

Nei giorni scorsi TAP aveva dichiarato di essere in linea col cronoprogramma, ma i documenti e i fatti sembrano dire qualcosa di diverso. In una nota datata 20 gennaio, inviata al Ministero dell’Ambiente, la multinazionale informa che verrà inviata la documentazione per il rilascio del nulla-osta all’avvio della procedura di verifica ottemperanza di cui al Punto 10 del Parere 1942 del 2015 emesso dalla CTVIA (Commissione Tecnica per la Valutazione di Impatto Ambientale).

Di cosa si tratta?

Bisogna premettere che TAP ha ottenuto la possibilità di frazionare le procedure di verifica di ottemperanza alle prescrizioni, nel modo seguente: fase 0, che riguarda la preparazione del cantiere per la realizzazione del microtunnel; fase 1 che consiste nella realizzazione del microtunnel; fase 2, che consiste nella realizzazione del terminale di ricezione (PRT); infine la fase 3 che prevede l’inserimento delle tubazioni.

Il Punto 10 del Parere 1942 stabilisce che “sulle prescrizioni per le quali […] si concede la verifica di ottemperanza frazionata […], risulta necessario acquisire un preventivo Nulla Osta alla procedibilità della verifica di ottemperanza stessa da parte della CTVIA, trasmettendo preliminarmente da parte del Proponente tutta le necessaria documentazione”.

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Per quanto riguarda la fase 0, viene richiesto, prima dell’avvio dei lavori, l’ottemperanza alle prescrizioni A29, A44 e A45, almeno per quanto concerne la parte funzionale alla realizzazione del cantiere del micro tunnel comprensivo della viabilità di accesso all’area”.

Ed è proprio qui che emergerebbero i ritardi più importanti. Si legge nella nota di TAP che la multinazionale “provvederà ad inviare a codesto Spettabile Ministero (dell’Ambiente, ndr), per il rilascio del relativo nulla osta alla procedibilità, in conformità a quanto previsto dal punto 10) di cui sopra, tutta la documentazione già presentata relativamente alla prima parte delle prescrizioni per cui è stata assentita la verifica di ottemperanza frazionata per fasi (nello specifico le prescrizioni A18, A28, A29, A44 ed A 45), suddivisa per singoli fascicoli aventi ad oggetto ciascuna prescrizione.
Considerata la stringente tempistica per l’avvio dei lavori preparatori si evidenzia l’importanza di poter disporre del citato nulla osta e si rimane a disposizione per quanto possa occorrere”.

I lavori relativi alla fase 0 avrebbero dovuto essere avviati il 18 gennaio, ma TAP ha solo annunciato l’invio della documentazione, sulla cui base dovrà essere emesso un nulla-osta da parte del Ministero, necessario ad avviare la procedura di verifica di ottemperanza da parte della CTVIA e altre amministrazioni competenti a vario titolo. Solo al termine di questa procedura i lavori potrebbero legittimamente iniziare. Rimarrebbe tuttavia da sciogliere l’ingarbugliata questione della eventuale presenza di xylella sugli ulivi da espiantare.

“Siamo ancora a una fase precedente alla valutazione di ottemperanza e TAP accusa il Comune di inadempienze?”, commenta il Comitato No TAP, rispondendo alle accuse che TAP, giusto qualche giorno fa, rivolgeva al Comune di Melendugno.“In questo quadro positivo […] – dichiarava TAP – duole doversi rammaricare del fatto che il Comune di Melendugno fino a ora si sia sottratto all’adempimento dei suoi doveri relativamente all’unica prescrizione sulla quale è chiamato ad esprimere il suo parere”.

Secondo il Comitato, la nota inviata da TAP dimostrerebbe che il Ministero “non solo non ha rilasciato il nulla-osta per accreditare la documentazione come valutabile, ma addirittura la documentazione da valutare non è completa o totalmente assente.

“Il colmo, TAP accusa il comune di essere inadempiente, quando ancora – aggiunge il Comitato – non si sa quale documentazione gli enti interessati devono valutare perchè la stessa TAP non ha provveduto all’invio dopo il 18/12/2015″.

“Quindi è TAP ad essere inadempiente. È chiaro che questo – conclude – significa che non c’è nessuna data certa per l’inizio dei cantieri, ammesso e non concesso che la documentazione sia considerata esaustiva dagli enti che in seguito dovranno esprimersi per le prescrizioni Ante-operam A18, A28, A29, A44, A45″.

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