Martelli punta su ulivi “resistenti a xylella”

Ieri in Regione il secondo incontro dei 60 esperti chiamati ad occuparsi di xylella e CoDiRO. 7 milioni destinati allo studio del fenomeno. Martina ripropone Piano Silletti 1 senza estirpazioni.

Si è riunita ieri per la seconda volta il nuovo comitato dei 60 esperti chiamati ad affrontare la questione del disseccamento degli ulivi e della presenza del batterio xylella fastidiosa nel Salento. Pur trattandosi del secondo incontro (il primo è avvenuto il 16 novembre), è stato il primo tenutosi con la nuova formazione, dove spicca la presenza di Giovanni Martelli, emerito docente dell’Università di Bari. Fu lui a ipotizzare per primo, nel 2013, la presenza della xylella nel Salento, pur bollando in un primo momento come frutto di “congetture” l’attribuzione della responsabilità, primaria o prevalente, del disseccamento degli ulivi al batterio. Secondo il docente, prima di giungere a conclusioni certe, occorreva attendere le prove di patogenicità, mentre gli unici studi scientifici presenti rilevavano “scarsa patogenicità per l’ulivo”.

In seguito assunse delle posizioni diverse, vicine a quelle del Comitato tecnico scientifico che si è occupato del fenomeno dal 2013 al fine del 2015. Anche se ad oggi – per ammissione degli stessi scienziati del polo scientifico di Bari – le prove del nesso di patogenicità tra xylella e CoDiRO non ci sono.

Martelli, durante l’incontro di ieri, ha annunciato il completamento il lavoro di ricerca sulla resistenza del leccino alla xylella, che presto verrà pubblicato su una rivista scientifica internazionale. Viene naturale chiedersi come mai, se non si hanno le prove che la xylella sia in grado da sola di portare l’ulivo al disseccamento (le prove di inoculazione del batterio sull’ulivo effettuate in laboratorio avrebbero dato esito negativo), si possa concludere che alcune cultivar di ulivo siano più resistenti di altre al batterio.

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Come si procederà nel post-emergenza?

Fra qualche giorno avrà scadenza naturale lo stato d’emergenza. Il Governatore Michele Emiliano ha già fatto sapere che intenderà procedere in regime ordinario. La Giunta Regionale ha approvato nel bilancio di previsione uno stanziamento di altri 7 milioni di euro per finanziare lo studio del batterio e del CoDiRO.

Occorrerà anche varare un piano in comune accordo con il Governo. Lo scorso 25 gennaio il Ministro per le politiche agricole Maurizio Martina ha incontrato il Commissario europeo alla salute Vytenis Andriukaitis. Il primo obiettivo di Martina è quello di temporeggiare per allungare i termini per la procedura di infrazione contro l’Italia, facendo leva sul fatto che la normativa europea su cui poggia la normativa nazionale ed il piano di contrasto alla xylella è all’esame del Tribunale dell’Unione Europea e rischia di essere giudicato illegittimo.

Nel frattempo il Ministro ha presentato una serie di iniziative consistenti in monitoraggi, controlli e altre attività. Come a dire “non è che non stiamo facendo niente”. Tra le proposte avanzate si segnala l’istituzione dell’“area indenne da xylella” per tutto il territorio nazionale e l’operatività del “passaporto delle piante”. Il Governo intende proseguire presentando la prima versione del Piano Silletti, con l’esclusione dell’estirpazione degli ulivi.

Per i parlamentari PD Elisa Mariano, di San PietroVernotico, e Salvatore Capone “le quattro linee di lavoro illustrate dal Ministro Martina sono ampiamente condivisibili. Ancora una volta, il Governo e il Ministro dimostrano enorme attenzione su questo tema e grande determinazione ad andare avanti nel contrasto. La conferma è proprio nella decisione di potenziare il numero degli ispettori fitosanitari da 35 a 135, nella decisione di intensificare le azioni di contrasto agli stadi giovanili dell’insetto, in quella di intensificare le buone pratiche agricole e di conseguenza anche all’eliminazione di tutte le piante ospiti presenti lungo strade, fossati, canali, per una opera di necessaria cura e pulitura e nella volontà indiscutibile di attuazione del Piano di ricerca che contemplerà, come più volte da noi richiesto, la realizzazione di campi sperimentali”.

Delusione invece è stata espressa dal Consigliere regionale dela M5S e agronomo Cristian Casili: “Le proposte del Ministro Martina presentate a Bruxelles confermano l’inefficienza e inadeguatezza del Governo nella gestione del disseccamento degli ulivi salentini. Nessuna novità contenuta nel piano di azione alternativo presentato ad Andriukaitis. Nessun passo avanti, quindi, se non abdicare agli abbattimenti degli ulivi già congelati a seguito del sequestro della Magistratura leccese. Mi chiedo se almeno questa volta ci ascolteranno per tempo o se come già accaduto con il piano Silletti, dovranno prima distruggere il nostro territorio in attesa che intervenga la magistratura a confermare le nostre tesi”.

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