“Il caffè, te lo paghiamo noi!”: solidarietà al Bar Follja

Iniziativa di solidarietà da parte del M5S per Bar Follja, vittima di un attentano venerdì. Rete di aiuti per ricostruzione gazebo.

Nella notte tra il giovedì 4 e venerdì 5 febbraio è stato messo a segno a Nardò un attentato contro il Bar Follja. Sono andati distrutti i gazebo posti all’esterno dell’edificio. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco di Gallipoli e i carabinieri di Nardò, che inizialmente non hanno rilevato alcun elemento utile a risalire alla causa del rogo e all’autore, o gli autori, del gesto. Grazie all’esame delle immagini degli impianti di videosorveglianza, sarebbe stato individuato un giovane che avrebbe dato fuoco deliberatamente al bar.

Il Bar Follja è gestito da due ragazze. Solidarietà e vicinanza alle due giovani sono state espresse dal Sindaco di Nardò Marcello Risi, a nome dell’Amministrazione comunale, unite alla condanna dell’ignobile gesto. “Mi auguro – ha dichiarato Risi – che l’autore del vile e ignobile gesto venga immediatamente individuato e assicurato alla giustizia. La città deve sempre reagire con forza e coesione a tutti i tentativi di infiltrazione criminosa”.

Alle parole del Sindaco è seguita una iniziativa di solidarietà da parte del Meet-up Movimento 5 Stelle – Nardò, prevista per questa domenica, chiamata “Domenica il caffè, te lo paghiamo noi!”.

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“Per Noi del Meet-up “MoVimento 5 Stelle – Nardò”, il Bar Follja, è il “bar” – scrivono gli attivisti in un comunicato – e lo è perché siamo rimasti affascinati della bellissima filosofia d’impresa che le due titolari, Alessia e Deborah, portano avanti da sempre: Accoglienza e Integrazione sociale. Per Noi, leggi universali; per altri, vittime dei pregiudizi e barriere culturali, atti illogici per un’attività neretina”.

Non è ancora noto il movente dell’attentato incendiario, se ricollegabile al racket delle estorsioni o ad altro. I pentastellati ipotizzano una ritorsione di tipo razzista. “Non sono in pochi – continuano – a vedere di cattivo occhio il lodevole esempio che da anni portano avanti queste due giovanissime ragazze. Non sono in pochi a Nardò a sposare le logiche segregazioniste (razziste). Tutta la nostra solidarietà ad Alessia e Deborah per l’accaduto. Sappiamo quanti sacrifici è costata (e continua ad esigere) la loro attività”.

E’ ancora vivo il ricordo del bracciante agricolo morto l’estate scorsa nelle campagne neretine. L’episodio accese un riflettore sul caporalato diffuso in Puglia, che ha coinvolto in modo particolare, in provincia di Lecce, proprio Nardò. La comunità neretina ha risposto alle iniziative contro il caporalato che seguirono a quel drammatico episodio, ma non proprio tutti ne furono entusiasti.

Il movimento, con l’inziativa Domenica il caffè, te lo paghiamo noi!”, si propone di organizzare una rete di aiuti al fine di aiutare le due giovani imprenditrici a ricostruire al più presto i due gazebo. “Ci sentiamo in obbligo morale, in debito, nei confronti di Alessia e Deborah – spiegano – per la loro “silenziosa” battaglia culturale. Pertanto il Meet-up dei cinque stelle di Nardò apre le porte alla cittadinanza, soprattutto ai più sensibili e solidali, invitandola domenica prossima a prendere il caffè al bar Follja. Il caffè te lo paghiamo noi, in cambio ti chiediamo di partecipare all’iniziativa che vede la ricostruzione del gazebo distrutto. Abbiamo già reclutato due tecnici che gratuitamente svolgeranno le pratiche burocratiche che occorreranno; due botanici per la ricostruzione del verde; sei manovalanze per la ricostruzione della struttura e due impresa edili che metteranno a disposizione le attrezzature occorrenti. 

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