“No alla centrale a biometano”, popolazione si mobilita

Giovedì manifestazione contro centrale a biometano a Monteroni e Conferenza servizi in Provincia. Il tutto accade mentre RePOL conferma dati preoccupanti sui tumori nel Salento.

Nel Salento, come dimostrato da diversi rapporti prodotti dagli anni, è emergenza tumori. E’ un problema drammatico e da affrontare con la massima solerzia, occorre intercettare le cause e ridurre i fattori di rischio. Un dato sembra certo e riguarda le pressioni ambientali presenti nell’aria che respiriamo, contaminata da polveri sottili, diossine e altri sostanze cancerogene. Il quadro viene confermato ancora una volta dai dati contenuti nel rapporto di RePOL (Rete per la Prevenzione Oncologica Leccese), che verrà presentato pubblicamente il 15 febbraio.

Nelle penisola salentina, in particolare nella Terra d’Otranto, bisognerebbe lavorare per ridurre drasticamente le emissioni; qui, invece, sembra accadere il contrario. Spuntano fuori di continuo nuovi progetti per la realizzazione di centrali a biomasse, a biogas, termovalorizzatori (che altro non sono che inceneritori) e perfino il progetto di un forno crematorio che dovrebbe raccogliere le richieste provenienti da gran parte del Sud Italia.

Eppure sembra esserci stato un monito definitivo su questo tipo di progetti, da parte del Direttore di Arpa Puglia, Giorgio Assennato, rimasto a quanto pare inascoltato. Lo ricorda in varie occasioni il dottor Giuseppe Serravezza, Presidente di Lilt Lecce, manifestando la propria avversione, a causa delle criticità a ambientali e sanitarie. E lo ribadì anche a noi di TagPress in un’intervista a proposito di TAP:

“La nostra avversione ad un progetto di questo tipo non è ideologica. Noi viviamo in un territorio che ha grosse criticità sia di carattere ambientale che sanitario e le due cose vanno insieme.

Non più tardi di due anni e mezzo fa, in occasione della vicenda Italgest e della vicenda Heliantos 2 a Casarano ed Heliantos 1 a Lecce (erano progetti di centrali a biomasse), il direttore dell’Arpa Assennato disse espressamente “la situazione ambientale e sanitaria nel Salento è tale da non potersi permettere ulteriori pressioni di carattere ambientale”.

Questo voleva dire che, oltre a dire no a quel tipo di progetti, anche per il futuro, per qualunque tipo di iniziativa di una certa portata, bisogna stare molto molto attenti per cercare di capire se quella iniziativa è sostenibile o no in un territorio già gravemente provato.

Uno dei progetti di maggiore attualità riguarda la realizzazione di una centrale a biometano che dovrebbe sorgere a Monteroni e che ha provocato, oltre a divisioni politiche, anche la reazione di buona parte della popolazione salentina.

La società proponente è la PAR SRL ed il progetto consiste nella creazione di una centrale che utilizzerebbe come combustibile il gas prodotto dalla decomposizione dei rifiuti organici. Va premesso che questo tipo di rifiuti, a seconda del tipo di trattamento, può essere sfruttato per ottenere del biofertilizzante o, viceversa, per ottenere del biocombustibile. Quest’ultima soluzione, sebbene il prefisso “bio” possa trarre in inganno, è quella più impattante e comporta emissioni in atmosfera.

Giovedì prossimo il progetto dovrà essere discusso in sede di Conferenza dei Servizi presso la Provincia di Lecce.

Il Movimento 5 Stelle si oppone al progetto. Per il Consigliere regionale Antonio Trevisi realizzare la centrale a biometano è la soluzione più dannosa, meno economica e meno vantaggiosa:

“Sono totalmente contrario a questo progetto, in quanto il sito individuato è assolutamente non idoneo ad ospitarlo, non avendo nessuna caratteristica industriale ed essendo troppo vicino alle abitazioni. Ricordo alla ditta proponente (la PAR srl) che questo impianto non è l’unica soluzione possibile per trattare i rifiuti organici o la panacea per tutti i mali, come sembra dal volantino diffuso in tutte le case del paese, ma esiste una precisa gerarchia di valore nei sistemi di compostaggio e la loro tecnologia non è di certo ai primi posti.

Sicuramente il compostaggio domestico in campagna o in giardino, ma anche su terrazzi e balconi per concimare fioriere e giardini pensili, è la metodologia più vantaggiosa per i cittadini perché azzera i costi di gestione e smaltimento dei rifiuti. Nei contesti più densamente popolati si può utilizzare il compostaggio di prossimità o di quartiere oppure piccoli impianti aerobici come quello presente nella vicina ad Arnesano. Invece, gli impianti di digestione anaerobica come quello che vuole realizzare la PAR srl sono proprio quelli più speculativi e impattanti per i cittadini e, per questo motivo è fondamentale che siano ubicati a giusta distanza dai centri abitati”.

Anche i cittadini si mobilitano, organizzando assemblee pubbliche e manifestazioni per dire “no” al progetto. La prossima assemblea pubblica si terrà mercoledì 10 febbraio, alle 19,30, presso l’aula consiliare, in Piazza Falconieri, a Monteroni.

Giovedì 11 febbraio, invece, alle ore 9, partirà a Lecce la manifestazione di protesta, a cui stanno aderendo diversi cittadini e associazioni; avrebbe già dato il pieno appoggio anche l’Unione dei Comuni UNION3, di cui fanno parte i Comuni di Arnesano, Carmiano, Copertino, Lequile, Leverano, Porto Cesareo, Veglie e lo stesso Comune di Monteroni.

Luogo del raduno dei manifestanti sarà via Botti, a Lecce, nei pressi del vecchio ospedale Vito Fazzi. Per l’occasione potrebbero essere organizzati dei viaggi in pullman, anche per evitare i problemi dei parcheggi.

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