Regionale 8, stop dal Consiglio di Stato

Ribaltata decisione del TAR Lecce che dava via libera ai lavori della Strada Regionale 8. Rilevati una serie di profili di illegittimità. Ma i Sindaci non ci stanno.

Il Consiglio di Stato, organo di secondo grado della giustizia amministrativa, ha pienamente accolto il ricorso presentato della Sis immobiliare SRL, contro la sentenza del TAR Lecce che aveva dato il via libera all’inizio dei lavori per la realizzazione della Strada Regionale 8, che dovrebbe collegare LecceVernole e San Foca.

La società ricorrente è proprietaria di alcuni terreni che verrebbero attraversati da questa strada, nei Comuni di Lecce, Vernole e Lizzanello. Per questo motivo era stata destinataria di provvedimenti di esproprio per pubblica utilità. Il TAR non aveva però rilevato alcuna irregolarità.

Come controinteressata si era costituita in giudizio l’associazione temporanea di imprese (ATI) capeggiata da Consorzio Cooperative Costruzioni, aggiudicataria dell’appalto, assistita dal Pier Luigi Portaluri. Il Consiglio di Stato ha ribaltato la decisione del TAR, rilevando diversi profili di illegittimità.

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In oltre 20 anni questo controverso progetto è stato più volte bocciato e modificato, ma sembra comunque presentare diverse criticità di carattere ambientale. Il progetto aveva anche ottenuto un parere negativo da parte della Soprintendenza, superato poi da una decisione del Consiglio dei Ministri.

Ad accogliere positivamente la decisione del Consiglio di Stato, oltre alla ricorrente, sono stati anche gruppi ambientalisti, imprenditori e comitati di cittadini che si sono opposti al progetto, il quale comporterebbe anche l’espianto di circa 3.500 ulivi, molti dei quali secolari, oltre a coinvolgere aree archeologiche, zone protette e aree sottoposte a vincoli idrogeologici. Anche un gruppo di senatori del Movimento 5 Stelle, si è interessato del progetto, da loro considerato uno “scempio ambientale ed agricolo”.

Ma i Sindaci dei Comuni interessati non sono dello stesso avviso e rilanciano, proponendo un confronto ragionato sulle possibili modifiche da apportare al progetto in modo da superare tutti profili di illegittimità rilevati. Per i Sindaci si tratta di un opera strategica per il territorio e necessaria per il miglioramento della sicurezza stradale.