Presa la banda delle finte badanti: in manette 5 italiani (1 uomo e 4 donne)

Operazione “case pulite” partita da Maglie. La banda delle finte badanti agiva un po’ in tutta Italia, derubando le persone anziane.

Si fingevano badanti, ma il loro intento era quello di mettere a segno dei furti ai danni di persone anziane benestanti. Hanno messo a segno colpi un po’ in tutta Italia, seguendo il solito modus operandi. Due colpi sono stati messi a segno a Maglie, il primo ai danni di due sorelle anziane, che lo scorso 10 settembre si videro portar via i risparmi di una vita, che tenevano in contanti a casa, dell’ammontare di quasi 40 mila euro. Il mese successivo, sempre a Maglie, avrebbero messo a segno un nuovo colpo ai danni di un’anziana, per un bottino da 300 euro.

Proprio questi furti sarebbero stati decisivi per incastrare la banda. Infatti l’operazione, denominata “case pulite”, sarebbe partita dai carabinieri della stazione di Maglie, guidati dal capitano Luigi Scalingi.

Il loro modo di operare cosisteva nel presentarsi a casa delle loro vittime, evidentemente ben studiate, chiedendo di entrare a casa con un espediente, solitamente consistente nel dire di essere la sostituta della badante o della donna delle pulizie, oppure di essere stata mandata da una persona di fiducia o, ancora, per proporsi di lavorare. Una volta entrate a casa, riuscivano a ditrarre le loro vittime, facendo entrare le complici. In pochi minuti le donne portavano via denaro e oggetti di valore. Fuori ad attendere c’erano il complice con l’auto, pronto a ripartire.

In manette sono finite 5 persone, tutte di nazionalità italiana, di etnia Rom, residenti a Roma. Alcuni organi di informazione, forse con poca dimestichezza con la geografia e con l’antropologia, hanno parlato di 5 persone di nazionalità rumena, forse ingannati dalla parola “Rom”, che nulla ha a che fare con Roma o Romania.

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Le persone di etnia Rom, infatti, costituiscono un popolo senza Stato e possono avere diverse nazionalità. Si trovano sparsi un po’ in tutto il mondo, in Europa in particolare, un po’ com’era accaduto con gli ebrei dopo la diaspora e fino alla creazione dello Stato d’Israele nel Secondo Dopoguerra. Tanto per fare un esempio, il gruppo musicale degli Gipsy King è formato da cittadini spagnoli di etnia Rom. Forse il più famoso Rom nel Salento è Claudio “Cavallo” Giannotti, di Muro Leccese, cantante, tamburellista e fondatore del gruppo Mascaramirì. Inoltre, contrariamente a quanto si crede, o si vuol far credere, non tutti i Rom sono dediti al furto.

Chiusa questa parentesi, le persone arrestate rispondo al nome di: Laila Kostantinov (40 anni), Yelenia Federici (32 anni), Michela Nikolic (24 anni), Elisabetta Nikolic (31 anni) e Dido Georgievic (30 anni).

Dopo i furti tornavano a Roma. I colpi, presumibilmente, venivano messi a segno “strada facendo”, fermandosi in diverse città, compresa Bari. Ed è proprio in provincia di Bari, a Mottola per la precisione, che lo scorso dicembre furono arrestati quattro di loro.

L’unica rimasta in libertà era Laila Kostantinov, arrestata dai carabinieri di Treviso ieri a seguito di un’ordinanza di custodia cautelare spiccata dal Gip di Lecce Vincenzo Brancato su richiesta del Pubblico ministero Roberta Licci.

 

Attualmente gli inquirenti stanno cercando di accertare se altri furti denunciati a Maglie e dintorni, che presentano caratteristiche analoghe a quelli accertati, possano essere ricondotti alla stessa banda

Altre ordinanze di custodia cautelare sono state emesse in varie parti d’Italia, dove la banda è sospettata di aver agito.

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