Tempio crematorio, ieri in centinaia per dire “no”

Un parte della cittadinanza botrugnese è scesa in piazza contro il progetto del Tempio crematorio. San Cassiano poco presente.

Ieri a Botrugno si è tenuta la manifestazione “Marcia della democrazia e della salute”, organizzata la Movimento civico ApertaMente, collegato al gruppo di opposizione consigliare.

Come da programma, i dimostranti, sfidando lo scirocco, si sono riuniti verso le 15 presso Piazza Sant’Oronzo, al centro di Botrugno, per poi mettersi in marcia per le strade del paese, terminando il percorso davanti alla sede del Comune. Il corteo, durante la marcia, ha fatto anche una sosta di pochi minuti davanti alla casa del Sindaco Pasquale Barone.

Alla manifestazione hanno partecipato alcune centinaia di persone, tra i quali i componenti della minoranza cosigliare e cittadini comuni, compresi bambini, perlopiù di residenti a Botrugno.

Fischietti, striscioni, megafono e slogan. La manifestazione è stata colorita e appassionata, senza disordini né tensioni. I manifestanti chiedono all’Amministrazione comunale la revoca del bando per la realizzazione del progetto e la possibilità di potersi esprimere sul progetto con un referendum. Il Movimento ApertaMente invita anche a diffidare dalle promesse che sarebbero state fatte, circa un importante ritorno economico che il Tempio crematorio avrebbe sulla comunità botrugnese.
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Le preoccupazioni di manifestanti e cittadini riguarda principalmente la potenziale pericolosità delle emissioni connesse all’attività del forno crematorio. Il Sindaco, che è anche un medico pneumologo, ha provato a rassicurare sulla non pericolosità dell’opera. Ma non tutta la cittadinanza ne è convinta e vuole vederci chiaro ed essere coinvolta nel processo decisionale.

Si è registrata anche qualche presenza di persone provenienti da altri Comuni, in particolare da San Cassiano. Tuttavia a presenza dei sancassianesi è stata piuttosto scarsa, se si considera che il progetto del Tempio crematorio coinvolge direttamente anche loro. Il cimitero di San Cassiano è adiacente a quello botrugnese; di fatto entrambi costituiscono un’unica area cimiteriale. Inoltre il suo centro abitato si trova a centinaia di metri rispetto al punto in cui sorgerebbe il Tempio crematorio, per cui, se l’attvità di cremazione dovesse comportare emissioni dannose per la salute e l’ambiente, la popolazione sancassianese sarebbe esposta tanto quanto quella botrugnese.

Al termine della manifestazione, decine di manifestanti hanno raggiunto spontaneamente Piazza Sant’Oronzo, dove sono state raccolte le firme a sostegno della petizione con cui si chiede la revoca del bando.
In piazza erano presenti anche i frequentatori abituali del bar che si affaccia sulla piazza, i quali farfugliavano qualcosa e commentavano tra di loro: “Fanno la manifestazione contro il forno e poi è tutto inquinato…”. Come a dire: “Meglio farsi un tressette al bar che prendere l’iniziativa”.