E-commerce, la Puglia è in testa

L’e-commerce è sempre più l’alleato degli italiani per che vogliono effettuare acquisti risparmiando parecchio e con tutta la comodità di ricevere quanto ordinato direttamente a casa propria, senza problemi di stock esauriti e prodotti non disponibili. Un fenomeno che va di pari passo con lo sviluppo delle infrastrutture per ADSL e fibra ottica (su SosTariffe.it si possono trovare tutte le offerte Internet più convenienti in base al comune in cui si risiede).

La Puglia, che in molte classifiche fa segnare ritardi rispetto ad altre Regioni italiane per quanto riguarda l’utilizzo di Internet e le conoscenze informatiche, ha però risultati di tutto rispetto proprio per quanto riguarda il commercio elettronico: il numero di imprese che vendono online è infatti pari al 13,3%, più di tre punti sopra la media nazionale del 9,95%.

Sono questi i risultati del report dell’Osservatorio sullo stato dell’innovazione digitale nella Regione realizzato da EY per Confindustria, presentato in occasione del roadshow “Viaggio nell’Italia che innova”, la cui seconda tappa si è da poco tenuta proprio a Bari. Secondo il report, si assiste a «un buon avanzamento della Regione verso l’utilizzo di tecnologie informatiche nel proprio business e una forte spinta alla crescita competitiva grazie anche alla nascita di imprese innovative».

Buoni anche i risultati dal punto di vista educativo, e infatti oltre l’80% dei laboratori delle scuole pugliesi può vantare una connessione Internet, e il 60% le lavagne luminose. Ottimi numeri che però non devono far dimenticare le criticità della Puglia, che non spicca per innovazione di prodotto e di processo malgrado la capacità delle imprese della Regione di rimanere sul mercato sia perfettamente in linea con la media italiana.

Una rivoluzione, quella dell’e-commerce, che molti guardano con sospetto, magari temendo che ci voglia un investimento troppo consistente per dotarsi delle piattaforme necessarie o temendo un utilizzo limitato da parte dei clienti. Bisogna convincersi, invece, che non è così: «Le Pmi, di cui vive il Paese, devono sfruttare la finestra oggi offerta dal digitale. Facciamo un esempio in un settore tipico della Puglia come la produzione e il commercio agroalimentare: la vendita della frutta su e-commerce può sembrare un vezzo per chi non vuole muoversi di casa. In realtà, se la vendita on line raggiungesse il 30% del totale del mercato della frutta, cambierebbe tutta la filiera, rivoluzionando così il modello di business», secondo quanto dichiarato da Donato Iacovone, amministratore delegato di EY in Italia. «Questa Regione oggi è ancora indietro sull’innovazione digitale, ma esprime una grande vitalità imprenditoriale; settori tra i quali il turismo, la meccatronica, l’agroalimentare e il farmaceutico stanno avendo risultati significativi. L’obiettivo anche in Puglia è fare sistema per coinvolgere non solo le imprese, ma anche i cittadini, le Università e la PA per cogliere le opportunità dell’innovazione digitale».

Capacità di fare sistema, quindi, e modifiche necessarie delle proprie strategie da parte delle aziende, per creare una nuova imprenditoria anche sfruttando l’occasione delle startup. Perché il carrello, oggi, è soprattutto virtuale.

Articolo pubblicato originariamente su Tagpress.

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