Tempio crematorio, botta e risposta al vetriolo

Tra movimento ApertaMente e Amministrazione comunale il clima e teso. Oggetto del contendere: il progetto relativo al Tempio crematorio.

Tra scambi di commenti sui social, manifesti da ambo le parti, a Botrugno il clima è più acceso che mai. A dividere le due fazioni è il progetto relativo alla realizzazione del Tempio crematorio, per il quale è stata aperta una procedura di gara.

Il Movimento civico ApertaMente, che rappresenta l’opposizione politica, insieme ad una parte della cittadinanza, contesta alla Giunta comunale di aver deciso la realizzazione di questa opera senza coinvolgere cittadini e opposizione consiliare, e senza aver considerato con ponderazione i rischi per la salute che le emissioni comporterebbe l’attività del forno crematorio.

Il Sindaco Pasquale Barone, pneumologo, dal canto suo, difende le sue scelte e assicura i cittadini che non ci saranno rischi per salute e che il Tempio costituirebbe una importante opportunità per la comunità di Botrugno. Tuttavia, nell’ambito del tavolo tecnico convocato su richiesta della minoranza consiliare, qualche criticità sarebbe emersa, pertanto, allo stato degli atti, proprio tranquilli tranquilli non c’è da stare.

Domenica 28 febbraio alcune centinaia di persone hanno aderito alla manifestazione contro il Tempio crematorio, indetta da ApertaMente, chiedendo la revoca del bando e l’indizione di un referendum popolare. Durante il percorso il corteo si è fermato per un paio di minuti davanti all’abitazione del Sindaco. I manifestanti hanno poi proseguito verso la sede del Comune, dove l’evento si è concluso dopo alcuni interventi.

Questa manifestazione, ed in particolare la sosta vicino alla sua casa, ha fatto infuriare il Sindaco, il quale ha scritto una “lettera aperta” in formato manifesto fatta affiggere in diverse copie sulle bacheche del paese. Gli attacchi di Barone vanno anche sul personale, anzi nel “familiare”, senza precisare chi sia il bersaglio delle sue parole.

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lettera aperta Pasquale Barone - tempio crematorio
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VERGOGNA

ha urlato qualche personaggio nei miei confronti sotto casa mia nel corteo di domenica.

Purtroppo il sottoscritto era a fare il proprio dovere di medico in altro luogo e non ha potuto assistere a tale miserevole spettacolo.

Vergogna perché poi? Solo perché come sindaco ho provato a valutare per il paese una possibile opportunità sulla quale comunque non sarò io a decidere ma un imparziale tavolo tecnico votato all’unanimità da maggioranza e minoranza?

Affido pertanto le mie considerazioni da SEMPLICE CITTADINO a questa lettera affermando che la parola vergogna è un sostantivo molto pesante e pericoloso che guarda caso è stato usato nei miei confronti da qualcuno che forse dovrebbe vergognarsi veramente per le proprie storie di vita Familiare che in un paese piccolo come il nostro sono nella memoria di tutti.

ll sottoscritto comunque non si è mai permesso di parlare di vergogna verso nessuno perché ognuno ha la propria dignità, che deve essere rispettata da tutti e una propria coscienza, cui dare conto.

Ecco perché la mia dignità nessuno può permettersi di scalfirla in nome di evidenti miserevoli interessi politici.

Ritengo quindi che comportamenti come quelli verificatesi domenica, e dei quali non c’e memoria a Botrugno, siano fermamente da condannare in maniera forte da pane di tutti, per il bene di tutti.

Se permettiamo che tale squallore abbia spazio nel nostro paese credo che non diamo un esempio edificante ai nostri figli e non facciamo un servizio utile alle prossime generazioni e al vivere sociale. che dovrebbe essere fatto di corretti rapporti umani e rispetto reciproco.

Invito quindi tutti ed in particolare chi rappresenta le istituzioni civili, militari e religiose a farsi carico di un percorso di crescita che riffuga da queste volgarità e meschinità.

Con molta amarezza per ciò che accade, ma con l’orgoglio di chi può avere la testa alta per il proprio percorso di vita nel rispetto della dignità di tutti, vi saluto.

Concittadino Pasquale Barone

Alla lettera del Sindaco, segue la replica del Movimento ApertaMente, che non le manda certo a dire.

Manifesto Movimento ApertaMente - replica a Sindaco - Tempio crematorio
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In tutti i paesi democratici, chi governa è suscettibile di critiche, a volte anche di sberleffi… la chiamano satira!

Forse al Sindaco di Botrugno sfugge che le manifestazione di disapprovazione di questi giorni non sono rivolte al signor Pasquale Barone “cittadino”, ma al “rappresentante” dei botrugnesi, della cui salute è il primo responsabile, in qualità di Sindaco nonché di medico pneumologo, come ultimamente ci è stato spesso ricordato.

Chi si rivolse a lei, caro dottore, non dubita delle sue capacità professionali né della sua deontologia. Ci consenta però di esprimere liberamente il nostro dissenso sulla sua attività politico-amministrativa, senza dover provare timore di provocare un suo risentimento. Viviamo, per fortuna, in uno Stato democratico dove la libera manifestazione di pensiero è un diritto garantito.

Probabilmente lei crede invece di essere nella lontana Russia ottocentesca governata dagli Zar e… si sarà immedesimato! Così, preso da mille furie, avrà scritto di getto la sua lettera aperta… scagliandosi contro i cittadini che pacificamente protestano e dissentono dalla sua ennesima presa in giro. Si tratta in realtà di persone consapevoli, dignitose e coscienziose: tutti abbiamo una dignità e una coscienza e nessuno le può scalfire in nome di qualcosa di riprovevole come un miserevole interesse politico ed economico…

Lei, signor Sindaco, continua a mostrarsi aggressivo e minaccioso. Pensa forse di poter gestire un intero paese prescindendo dalle esigenze della gente che ci abita? La comunità che lei amministra non è la sua famiglia né la sua èquipe professionale. In Comune è del tutto diverso: occorre saper dialogare col cittadino, senza attaccarlo, come lei ha ormai dimostrato di sapere ben fare. Ci permetta inoltre di darle un consiglio, prima di fornire, tramite lettera aperta, consulenza pubblica sull’educazione dei figli altrui, sarebbe auspicabile per lei assumere una buona dose di umiltà!” La prole muta che deve sottostare agli ordini senza batter ciglio come l’idea stessa di sudditanza da subire in silenzio. risalgono ormai a qualche secolo fa: le rammentiamo che oggi viviamo in una REPUBBLICA DEMOCRATICA!!!

Pensi piuttosto a ricordare di aver espresso, con lettera del 30 gennaio 2016. il seguente pensiero: “Ho avuto ampie certezze dalle mie ricerche e contatti personali con esperti, sulla sicurezza di tale Impianto sulla salute di noi tutti cittadini”, salvo poi dire con un manifesto del 28 febbraio 1016 che “il Tempio non verrà autorizzato se ci sarà un minimo rischio per la salute umana”. Ma non era sia certo della sicurezza? Come mai ha poi cambiato idea ad un solo mese di distanza, Non sarà invece che gli esperti tecnici invitati dalla minoranza durante il Consiglio comunale aperto abbiano evidenziato alcune criticità e quindi acceso del dubbi nella sua persona?
La Vostra lettera aperta è per noi pura strumentalizzazione politica e mistificazione della realtà, con l’unico fine di sminuire gli eventi e spostare il focus su altri argomenti, come ormai di consuetudine fate in tutte le occasioni in cui subite un attacco. Vi avrà forse infastidito il fatto che la manifestazione sia stata partecipata e pacifica senza alcun cenno di disordine… Avreste preferito probabilmente un gruppo di ultra facinorosi come lei spesso ci ‘intitola’, magari armati di mazze e bombe, solo per dare adito a spropositate considerazioni su chi la pensa in maniera diversa da voi.

Vogliamo anche noi rifuggire da volgarità e meschinità che non ci appartengono e desideriamo fortemente “una comunità democratica e libera” dove vivere rapporti umani semplici, corretti e rispettosi. Su questo punto siamo d’accordo, Signor Sindaco!

Intanto continua la raccolta delle firme per la richiesta di revoca del bando. La scorsa settimana sono state depositate circa 900 firme in Comune. Al momento, secondo i promotori della petizione, le firme raccolte sono circa 1500 tra le comunità di Botrugno e San Cassiano.