Task force anti xylella, si procede alla vecchia maniera

Priorità a contrasto xylella e riduzione vettori, anche con insetticidi. Entra nel discorso la valutazione ambientale strategica. Critico Casili: “Bozza va modificata”.

Il batterio della xylella fastidiosa, secondo quanto affermato dai ricercatori di Bari, si sposterebbe di pochi centimetri all’anno, una volta insediatosi nella sua pianta ospite. E’ un microorgonismo, è molto lento, ma sembra comunque essere più veloce della task force regionale incaricata di occuparsi del batterio.
Nella giornata di oggi si è concluso il terzo incontro dei 60 esperti, convocati dal Direttore del Dipartimento Agricoltura Gianluca Nardone.

L’impressione che al momento si ha è che sia cambiato tutto per non cambiare nulla, secondo l’italica tradizione del gattopardo. Il problema del disseccamento è ancora identificato con la xylella, mentre il CoDiRO è tornato marginale. Le proposte, fatta eccezione per l’abbattimento degli alberi (bloccati dalla magistratura), sembrano avere continuità con la precedente task force: “buone pratiche agricole” per ridurre la popolazione dei potenziali vettori della xyella, impedendo alle larve di diventare adulti, al cui stadio sarebbero potenzialmente in grado di trasmettere il batterio; uso degli insetticidi per eliminare i vettori allo stadio adulto.

Per ora le cure sperimentali restano un miraggio. Eppure qualcosa di nuovo c’è, almeno negli intenti, perlopiù in recepimento delle indicazioni contenute nei provvedimenti della magistratura. Nardone, infatti, ha sostenuto la necessità di effettuare una Valutazione ambientale strategica (VAS) prima di varare misure potenzialmente invasive; di sostenere studi giuridici multidisciplinari per capire come intervenire, anche coercitivamente, in alcune aree; di effettuare un’analisi costi-benefici rispetto agli interventi da attuare.

La priorità della Regione resta il contrasto al batterio, anche se non è dimostrato che sia la causa del disseccamento. “Dobbiamo continuare a indagare – ha affermato Nardoneper trovare il sistema capace di far convivere l’olivicoltura con il batterio. Per questo non lasceremo nulla di intentato”.
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A prescidere dalla validità o meno delle misure proposte, ciò che si osserva è un sostanziale appiattimento sulla vecchia linea, mentre per il momento le cure sperimentali restano ai margini. Sono questi i contenuti principali della bozza, predisposta dalla task force, del nuovo piano degli interventi, che nei prossimi giorni la Regione Puglia dovrà varare.

“Una impostazione vecchia – commenta il Consigliere regionale Cristian Casili aggiornata solo in funzione delle determinazioni della Procura che hanno previsto l’interruzione degli abbattimenti” .
Il Consigliere del Movimento 5 Stelle ha presenziato all’incontro della task force e si dice preoccupato dal rischio che gli abbattimenti vengano sostituiti dalla “mutilazione estrema” delle piante e ribadisce il ruolo fondamentale della Valutazione Ambientale Strategica, nella progettazione del piano di interventi.

Secondo il Consigliere agronomo occorre intervenire per modificare alcuni punti della bozza del piano che manifesterebbe la sua debolezza nel perseguire la lotta al vettore unicamente con interventi chimici e drastiche potature.

“Ciò che manca ancora – aggiunge Casili – è una vera strategia per fronteggiare il problema: Nel mio intervento ho messo in evidenza la necessità di differenziare e non omologare gli interventi di potatura in relazione allo stato fitosanitario. Il rischio è infatti quello di sostituire agli abbattimenti la mutilazione delle piante con il ricorso a potature estreme come le capitozzature e sbrancature per evitare che il vettore trasmetta il batterio sulla pianta. Gli alberi non vanno demoliti, ma rinforzati per meglio rispondere attivamente al fenomeno del disseccamento”.
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