Tempa Rossa, M5S: “C’è anche il nome di Emiliano, chiarisca”

Nelle intercettazioni effettuate nell’ambito dell’inchiesta su Tempa Rossa, che ha portato Federica Guidi alle dimissioni, sarebbe emerso il nome di Emiliano. Il M5S chiede chiarezza.

L’inchiesta della Procura di Potenza, che sta indagando sullo smaltimento dei rifiuti degli stabilimenti Eni di Viggiano e, parallelamente, sul progetto Tempa Rossa, sta provocando un terremoto politico. Il fatto ha creato non pochi imbarazzi nella compagine governativa. Il primo effetto è stato quello delle dimissioni (almeno annunciate) di Federica Guidi da Ministro dello Sviluppo economico.

La Guidi non è per nulla pentita e dichiara che se potesse tornare indietro firmerebbe di nuovo quell’emendamento che ha favorito le aziende del suo compagno e la società Total, sostendendo di aver fatto tutto in buona fede e di aver deciso le dimissioni solo per mera opportunità politica.

Le dimissioni di un Ministro dovrebbero rappresentare un fatto increscioso, ma da queste parti le dimissioni di qualcuno vengono annunciate come un atto eroico, di grande responsabilità, come di qualcuno che si immola per una causa umanitaria. Ciò che sfugge è che in realtà se ci si dimette è evidentemente perché si è incompatibili con quella carica e non dovrebbe costituire motivo di orgoglio.

Non è la prima volta che la Guidi finisce al centro delle polemiche. Già nel 2014, fresca di nomina, i senatori del Movimento 5 Stelle proposero una mozione di sfiducia nei suoi confronti, ma non fu mai calendarizzata. Non è così difficile per l’ormai ex Ministro finire in casi di potenziale conflitto di interessi, dal momento che lei stessa è un’imprenditrice del settore energetico e le aziende di famiglia sono spesso in rapporto con aziende pubbliche. Per lei è come camminare su un campo minato.

Nelle intercettazioni ancora una volta compare il nome di Maria Elena Boschi, il Ministro irremovibile, che comunque non è indagata, come non lo è la Guidi.

[tagpress_ad_marcello]

La vicenda getta un’ombra anche sul progetto del gasdotto TAP, che ha beneficiato di quell’emendamento, ottenendo agevolazioni procedurali e un abbattimento dei tempi. Il caso ha scatenato delle forti polemiche nella provincia di Lecce, se si considera una delle spiagge d’Italia, sta per essere sacrificata per far posto ad un gasdotto il cui progetto è stato approvato seguendo una corsia preferenziale conseguente all’approvazione di un emendamento che guardava all’interesse “familiare” più che a quello pubblico.

Nelle incercettazioni delle conversazioni intercorse tra il dirigente della Total Giuseppe Cobianchi e Gianluca Gemelli, compagno della Guidi, sarebbe emerso anche il nome del Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, almeno stando a quanto denunciato dal Movimento 5 Stelle. Il Consigliere Marco Galante, della provincia di Taranto, chiede chiarimenti: “Alla luce di quanto emerso da queste intercettazioni chiediamo ad Emiliano di esprimersi pubblicamente, come aveva già fatto in campagna elettorale, spiegando chiaramente la sua posizione sul caso Tempa Rossa. Se vuole davvero la decarbonizzazione ci chiediamo che senso abbia, ad esempio, operare nella direzione di un raddoppio della raffineria?”

Il Consigliere ricorda come il Movimento 5 Stelle Puglia avesse già presentato due mozioni in cui si richiedeva l’impegno della Giunta regionale ad esprimere motivato parere negativo al progetto Tempa Rossa e alle richieste dell’ENI di adeguamento infrastrutturale dello stabilimento di Taranto in cui sarebbero stati stoccati e raffinati i migliaia di barili di greggio provenienti dalla Basilicata.

Secondo i dati a disposizione del M5S, questo avrebbe provocato un aumento delle emissioni diffuse pari a 10 tonnellate all’anno che si aggiungeranno alle 85 tonnellate all’anno già prodotte (con un incremento del 12%) nella città di Taranto.

Taranto – aggiunge Galante – è una città che a quanto pare viene facilmente presa di mira dalle istituzioni per quanto concerne opere che di “strategiche per l’interesse nazionale” hanno ben poco.

Noi tutti ci auspichiamo – conclude – che non solo Emiliano ma l’intera Giunta regionale pugliese possa prendere una posizione in merito, esprimendo parere negativo e quindi respingendo con forza il progetto “Tempa rossa”. La salute dei cittadini di Taranto va difesa innanzitutto con coerenza politica.La strada per salvare il nostro territorio è lo sviluppo delle energie rinnovabili e l’efficienza energetica che non solo produrrebbe migliaia di posti di lavoro, ma migliorerebbe anche la qualità della vita dei cittadini”.
[tagpress_ad_marcello]