Fse, Fiorillo indagato anche per peculato e abuso d’ufficio

Regione Puglia ammessa a costituzione di parte civile nel processo Fse. Respinta la richiesta di 18 dipendenti di Ferrovie Sud Est.

Si aggrava la posizione per l’ex amministratore unico di Ferrovie Sud Est (Fse), Luigi Fiorillo. La relazione degli attuali Commissari Fse consegnata alla Procura di Bari ha contribuito a chiarire molte dinamiche della vicenda legata alle consulenze d’oro e agli sprechi avvenuti durante la gestione della società negli ultimi anni.

A condurre l’inchiesta sono il Procuratore di Bari Giuseppe Volpe ed il Procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno, i quali hanno affidato il compito di spulciare tutte le carte ad un pool di inquirenti al fine di accertare le responsabilità nella gestione della società di trasporti pugliese.

La relazione dei commissari individua numerose irregolarità nella gestione del denaro pubblico e costituisce per la magistratura barese un punto di partenza su cui costruire l’indagine penale a carico degli ex amministratori. Accertamenti che la Guardia di Finanza di Bari è già stata delegata a svolgere nei mesi scorsi su delega della Corte dei Conti.
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Fiorillo è indagato per truffa aggravata transnazionale, per fatti riconducibili al periodo 2006 – 2012, in concorso con Marco Mazzocchi, responsabile legale della società polacca Varsa; Carlo Beltramelli, procuratore speciale di Varsa; Nicola Alfonso, responsabile tecnico Fse; Giuseppe Ficcadori, rappresentante legale della Railconsulting Srl; Tomasz Zaboklicki e Zygfryd Franciszek Zurawski, della società Pesa Bydgoszcz Sa.

I fatti si riferiscono essenzialmente all’acquisto di 56 carrozze, di cui 27 nuove e 25 ristrutturate, pagate – secondo il consulente della Procura – a peso d’oro. La metà di queste non sarebbero mai entrate in servizio.

Fiorillo è inoltre indagato per il reato di peculato, in quanto avrebbe usato beni aziendali per fini personali, tra cui auto intestato a Ferrovie Sud Est, per spostarsi da Roma a Bari e viceversa. Dovrà difendersi anche dall’ipotesi di delittuosa di abuso d’ufficio, in quanto, secondo la Procura, l’ex amministratore di Fse avrebbe deciso, senza motivazione, l’affidamento diretto di incarichi e consulenze, che avrebbero gravato sulle casse della società per 272 milioni in 11 anni, corrispondenti al 18% dei ricavi della stessa Fse.

Nell’udienza preliminare di ieri, il Gup (Giudice per l’udienza preliminare) ha respinto richiesta di 18 dipendenti Fse di costituirsi parte civile all’eventuale processo a carico di Fiorillo e degli altri, mentre ha accolto la medesima richiesta avanzata dalla Regione Puglia. Secondo il Gup l’unico soggetto danneggiato dai fatti per i quali si sta procedendo sarebbe la Regione Puglia, non anche i lavoratori Fse.