I crimini contro l’Italia nel documentario di Grimaldi

Verrà presentato domani a Poggiardo il documentario di Fulvio Grimaldi “L’Italia ai tempi della peste”, che denuncia i crimini perpetrati ad ambiente, salute e sovranità del paese. Ampio spazio anche a Ilva, Tap, Cerano e Xylella

Un titolo forte quanto evocativo: “L’Italia ai tempi della peste“. Si intitola così il documentario realizzato dal giornalista Fulvio Grimaldi e che verrà presentato domani, martedì 12 aprile, alle ore 19:30, presso il Palazzo della Cultura a Poggiardo; un incontro organizzato dall’associazione “Spazi Popolari” con il patrocinio del Comune di Poggiardo.

Non si tratta di un lavoro storico, bensì estremamente attuale, perché la peste denunciata da Grimaldi è quella che sta oggi infettando l’Italia sotto le mentite spoglie del progresso, una malattia il cui virus è costituito dagli interessi delle élite internazionali; una peste che Grimaldi sintetizza nel sottotitolo del suo docufilm, “Grandi opere, grandi basi, grandi crimini“.

Nel suo lavoro Grimaldi denuncia quelli che lui considera una sorta di attentati verso il territorio italiano, soprattutto in riferimento ad ambiente e salute e perpetrati ai danni della sovranità popolare e della stessa legalità. E il giornalista fiorentino sviluppa i temi riguardanti il Mose di Venezia (opera destinata a salvare la città dall’acqua alta e per la quale è stata aperta un’inchiesta per tangenti) e le Grandi Navi destinate al suo allestimento ma che danneggerebbero la laguna; i traffici dei rifiuti, le discariche tossiche e le industrie inquinanti (come la centrale al carbone dell’Enel o la polveriera della Marina Militare) di La Spezia; i poligoni e le servitù militari sparse in Italia, come in Sardegna (fallite e abbandonate), Lampedusa, Toscana (il Camp Darby di Pisa), Friuli Venezia-Giulia (Aviano) e ancora La Spezia, o ancora, in ambito militare, la questione degli F35.

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Locandina documentario Fulvio GrimaldiIl documentario di Grimaldi, però, mette al centro della sua indagine anche temi che interessano direttamente, e spesso principalmente, la Puglia e il Salento. Ecco quindi l’Ilva di Taranto, Cerano, i gasdotti (Tap in primis), la questione Xylella e le piattaforme petrolifere del meridione che, oltre alla nostra regione, coinvolgono anche, e forse soprattutto, Basilicata, Irpinia, Sicilia, Abruzzo e i loro mari.

Un virus che ha attecchito, ma che deve ora fare i conti con il suo vaccino, il popolo; e proprio attraverso la voce dei territorio si snoda il lungo documentario di Grimaldi, che tra l’altro si è così espresso: “Ovunque, per opporsi a queste aggressioni all’ambiente, alla salute, alla pace, alla sovranità, si muovono mobilitazioni popolari delle quali abbiamo sentito i protagonisti”.

Sullo sfondo di questa indagine, si trova il decreto “Sblocca Italia” e, soprattutto, gli interessi delle élite internazionali: “Crimini di una classe politica intrecciata a mafia e imprenditoria senza scrupoli -dice Grimaldi- e obbediente ai poteri sovranazionali della militarizzazione e della globalizzazione neoliberista”.

Fulvio Grimaldi è giornalista indipendente, documentarista, blogger e ha lavorato come inviato di guerra per Panorama, l’Espresso, Paese Sera, ABC, The Middle East, New African. E’ stato direttore di Lotta Continua dal 1972 al 1974. E’ stato inviato RAI dal 1984 al 1999. E’ Autore di numerosi libri sui principali conflitti e sulla situazione politica italiana.

“L’Italia ai tempi della peste – Grandi opere, grandi basi, grandi crimini” si presenta, quindi, come un documentario forte e non scevro di discussioni e polemiche. Basta visionare il trailer qui pubblicato per rendersene conto.