“Ulivi affetti da xylella miracolosamente guariti”: è la cura TAP?

Comitato No TAP ironizza sugli ulivi, prima dichiarati affetti da xylella, poi risultati negativi. In dubbio anche l’effettiva possibilità di reimpiantare 231 ulivi.

Siamo nel cuore del periodo utile per messa in atto della “fase 0”, ossia la fase preparatria del cantiere per la realizzazione del micro tunnel del gasdotto TAP, in località San Basilio, a San Foca. La prima operazione prevista in questa fase riguarda l’espianto e lo spostamento in altro sito di 231 alberi di ulivo, da riposizionare a lavori ultimati. Il periodo utile è iniziato il 4 aprile, ma al momento non si muove foglia. O meglio, qualche foglia si è mossa, con le attività di drastica potatura, trattamento fitosanitario e applicazione di reti anti insetto agli ulivi destinati allo spostamento.

Il Comitato No TAP, vigila in continuazione, pronto ad approfittare di ogni eventuale passo falso da parte delle ditte appaltatrici di TAP e intanto continua con la ricerca documentale e gli studi paralleli sul progetto e sulle sue implicazioni.

Il Comitato, con il con il Comunicato N°2 “fase 0” – OTTEMPERANZE, ‪#‎XILELLA‬ E ‪#‎MIRACOLI‬ solleva alcuni dubbi, anche pesanti, che quantomeno richiederebbero una risposta da parte delle istituzioni.

Si legge:

“Ancora non è iniziata la “fase 0″ (preparazione al cantiere secondo la commissione Tecnica VIA) e già accadono i primi miracoli.
Accade, infatti, che gli alberi, che a settembre 2015 avevano subito danni al raccolto, pari a più del 30% del prodotto, dichiarati affetti da Xylella fastidiosa, siano miracolosamente guariti.
Sono guariti subito dopo il sequestro della magistratura, strano”.

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Infatti alcune aziende agricole di Melendugno, proprietarie dei terreni interessate dall’espianto, avevano denunciato la presenza di xylella fastidiosa, dichiarando danni alla produzione superiori al 30%. Prima dell’intervento della magistratura leccese, che ha bloccato le estirpazioni, questi alberi sarebbero potuti essere legittimamente espiantati e distrutti, in quanto infetti. L’onere di ripiantare, stoccare e ripiantare questi alberi sarebbe probabilmente decaduto.

Con l’intervento della magistratura, TAP si è trovata tra incudine e martello. Da un lato il divieto di movimentazione di ulivi o materiale fogliare di piante ospiti dalla zona infetta (tutta la provincia di Lecce), dall’altro l’impossibilità di abbattere gli alberi di ulivo, sancita dall’intervento dei magistrati leccesi.

TAP ha sostenuto che in base alle analisi effettuate, gli alberi interessati sono risultati negativi alla xylella. Ma allora le aziende avrebbero dichiarato il falso? Ci sono stati errori nelle analisi? E’ stata trovata una cura miracolosa proprio a Melendugno? Qualcosa richiede un chiarimento.
In soccorso di TAP è venuto ancora una volta il Governo, che nel decreto anti xylella ha inserito la norma “salva-TAP”, che prevede la possibilità di spostare ulivi all’interno di zone omogenee (es. da sito all’altro sempre rimanendo nella zona infetta), a determinate condizioni.

Il Comitato si pone delle domande:

“Ci chiediamo:
– Ora si potranno spostare?
– Chi ha fatto le prime e seconde analisi?
– Sono state rispettate le procedure per i campioni?”

Questo non si vuole affermare che TAP abbia operato illegittimamente. Ma le domande sono legittime e richiedono una risposta. Il cittadino ha il diritto di avere delle risposte, il Governo e le altre istituzioni pubbliche hanno il dovere di fornirle, senza aspettare che sia la magistratura a dover scoperchiare gli innumerevoli vasi di Pandora che ci sono in questo Paese. Ai cittadini, ai fedeli, è stato vietato lo scambio del ramoscello d’ulivo per la Domenica della Palme, mentre a TAP è stato consentito lo spostamento di 231 alberi, su cui incombe il dubbio se siano affetti dal patogeno. E’ legittimo quindi pretendere trasparenza su chi ha fatto e farà i prelievi dei campioni e gli esami e sui protocolli che seguirà. Magari una risposta soddisfacente fugherà ogni dubbio in proposito.

Il Comitato No TAP dubita fortemente inoltre che gli alberi potranno essere ripiantati nella posizione originaria e che, dopo 5 anni, potranno attecchire:

“Seguendo la linea verde degli ulivi ci siamo imbattuti nel parere dei pompieri, che fa proprio quello del comando regionale, in cui leggiamo che gli alberi ad alto fusto non posso essere riposizionati a meno di 5 metri dalla condotta se tra questi non venga interposta una barriera (ulteriore barriera a quella già prevista come rivestimento della condotta). Nel caso questa barriera venga realizzata, gli alberi non potrebbero essere ripiantati comunque a meno di un metro, lasciando quindi gli elaborati TAP sguarniti di una realtà esecutiva visto che era stato proposto di ripiantare gli alberi li da dove venivano espiantati.

Ma gli alberi, una volta espiantati e reimpiantati dopo 5 anni, attecchiranno?
Secondo ARPA Puglia, chiamata a esprimersi, una grossa percentuale no”.

“È chiaro – conclude il Comitato – che il terzetto di prescrizioni (A29-A44-A45 riguardanti proprio gli alberi e la vegetazione) che darebbe a TAP il diritto di cominciare la fase PREPARATORIA ai lavori, non sono ottemperate”.