Xylella, il piano di Coldiretti in dieci punti

Ancora attraverso il Piano di Sviluppo Rurale, nel punto 7 si chiede il “sostegno al ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità naturale, con possibilità di diversificazioni autoctone ed eventuale rinaturalizzazione o forestazione di aree non più produttive”, mentre al punto 8 viene proposta la “attivazione della misura 16 del Piano di Sviluppo Rurale per costituire un gruppo operativo con finalità di partecipazione al partenariato europeo per l’innovazione, che abbia a tema la ricerca di una terapia vincente e definitiva che possa debellare il patogeno Xylella fastidiosa”.

Chiudono i punti 9 e 10 del programma di Coldiretti:

9) Attivazione di un network internazionale di studio, con il coinvolgimento di prestigiosi nomi nelle materie dell’ambiente, del paesaggio, della economia agraria e delle dinamiche socioeconomiche, che, partendo dalla ricognizione della realtà attuale delle aree dove il fenomeno del disseccamento è comparso per la prima volta, possa contribuire alla definizione di linee di studio e all’attivazione di una discussione sul futuro agricolo di quei territori.

10) Attivazione  di politiche di valorizzazione e promozione dell’olio extravergine di olivo del Salento attraverso concorsi nazionali, carta degli oli e manifestazioni ad hoc, con il coinvolgimento e l’impegno di tutti gli attori politici, economici e sociali.

“E’ questa la road map scaturita dall’incontro costante con i nostri coltivatori associati – dichiara il direttore di Coldiretti Lecce, Giuseppe Brillantee dal confronto sereno e pressante che abbiamo costruito con i referenti della ricerca scientifica che si sono succeduti nei seminari di approfondimento organizzati presso la nostra sede di Coldiretti Lecce”.
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“Durante questo percorso speriamo di incontrare la sensibilità di tutti anche del sistema politico locale – prosegue Brillante – che deve affrontare questa drammatica situazione con un approccio attivo, di ascolto ma anche di scelte di campo, per fornire risposte alle migliaia di imprese agricole che sono impossibilitate a coltivare e quindi a produrre”.

“Il mondo agricolo, da sempre consapevole del  rapporto qualificante tra produzioni agroalimentari ed unicità di questo territorio – dice il presidente di Coldiretti Lecce, Pantaleo Piccinnoè conscio della gravità della situazione ma pone enorme fiducia sulle capacità innovative dei ricercatori italiani che oltre a dover essere sostenuti devono ritrovare nei vari sistemi universitari ed istituti scientifici la necessaria sinergia, indispensabile per salvare l’economia agraria ed il paesaggio incantevole del Salento”.

Intanto la Commissione europea potrebbe estendere la zona infetta di 40 chilometri a nord, verso Ostuni, con una  zona cuscinetto dell’estensione di 20 chilometri, all’interno della quale sarebbero previste le estirpazioni di eventuali piante ritenute infette.

Sarebbe prevista anche la modifica delle liste delle piante ospiti e la revisione del divieto di movimentazione delle piante dalla zona infetta, almeno per quanto riguarda le specie immuni.