Discarica Castellino: una bomba ad orologeria?

Casili: Ancora nessun piano di post gestione per la discarica di Castellino. Santorsola: la procedura è in corso d’opera

“Accelererò affinché in Regione si possa fare chiarezza sulle responsabilità degli enti pubblici e privati coinvolti e far partire urgentemente il piano di messa in sicurezza” aveva ammonito il consigliere regionale del M5S, Cristian Casili, circa un mese fa, in riferimento alla gestione dell’ex discarica RSU di Castellino a Nardò.

Proprio nella giornata di ieri è arrivata la risposta scritta dell’assessore all’Ambiente, Domenico Santorsola, all’interrogazione presentata da Casili, con Grazia Di Bari e Mario Conca del M5S. La risposta era ben lontana da ciò che i grillini speravano di sentire ed a tal riguardo il consigliere regionale Casili ha dichiarato:

“Ancora nessun piano di post gestione, prevenzione assolutamente carente e inquinanti sopra le soglie di legge. La Regione proceda a sostituirsi in danno intervenendo con proprie risorse alla messa in sicurezza e chiusura definitiva della ex discarica RSU di Castellino a Nardò“.

“Riteniamo la risposta del responsabile della delega all’Ambiente non soddisfacente perché non affronta in concreto gli annosi problemi che riguardano la discarica. Questa discarica (partita 25 anni fa per coprire le esigenze di 6 comuni poi portati a 46) si trova oggi, per contenziosi tra il gestore, Comune, Provincia e Regione, senza un piano di post gestione. La discarica, infatti, è stata chiusa nel 2007. Ma in realtà non lo è mai stata. Il procedimento di post gestione e messa in sicurezza, infatti,  viene eluso dall’ente gestore. Le misure di prevenzione lasciano a desiderare.

I trend di alcuni inquinanti, come ad esempio il nichel, nelle analisi di inizio 2014 su tre dei pozzi spia (cioè di quei pozzi che devono essere utilizzati per il monitoraggio di alcuni micro e macro elementi), hanno superato le soglie di legge. Tra l’altro, proprio nella zona e nell’area intorno alla discarica di Castellino, molti agricoltori lamentano inquinamenti anche sulle loro coltivazioni. Si è in presenza di fenomeni di allagamento anche nel corpo superficiale della discarica. Non dovrebbe verificarsi questa presenza di allagamenti, perché è indice di possibili infiltrazioni all’interno del corpo della discarica stessa, quindi di una formazione anomala di percolato che, poi, arriva in falda. La Provincia ha più volte intimato l’ente gestore a fornire dati più seri e più concreti. L’ente gestore, da quello che si sa, all’ultima intimazione da parte della Provincia non ha ancora risposto”.

A sostegno di una risoluzione repentina, si è pronunciato anche l’ingegnere Massimo De Marco, candidato sindaco del M5S:

“Non possiamo più attendere la risoluzione del contenzioso tra la società privata, la Mediterranea Castelnuovo srl 2 e le istituzioni. I cittadini neretini sono stanchi delle campagne elettorali e delle strumentalizzazioni politiche fatte su questa metastasi che grava sulla salute pubblica. Alcuni inquinanti, come il nichel e l’arsenico hanno superato i limiti di legge, Castellino è ormai un emergenza improcrastinabile. Siamo di fronte ad una bomba ad orologeria e il tempo è scaduto. Il percorso per la messa in sicurezza e la chiusura di Castellino portato avanti in Regione dal Consigliere Cristian Casili troverà nei prossimi mesi il nostro appoggio incondizionato quando a governare la città sarà il movimento cinque stelle”.

Immediata la replica dell’assessore all’Ambiente Domenico Santorsola:

“La risposta scritta presentata la ritengo corposa ed esauriente. Prendo atto nella di quanto detto in merito alla mancata ottemperanza da parte del gestore delle prescrizioni previste. Tuttavia gli uffici hanno comunicato che la procedura è in corso d’opera. Nel frattempo l’ARPA continua a monitorare la discarica. Gli uffici provvederanno ad  un’ulteriore verifica su quello che è lo stato degli adempimenti connessi dell’ottemperanza alle prescrizioni. Dopodiché saranno valutate  eventuali altre iniziative”.