Referendum e la sospetta svolta “ambientalista” di Renzi

“Puliamo il mare. Il mio un gigantesco ramoscello d’ulivo ad amministratori locali”. Emiliano: “Ha capito che i 13 milioni e mezzo di Sì  al referendum hanno influenzato il suo pensiero sull’ambiente”.

Sull’esito del referendum si è detto tutto e il contrario di tutto. La norma che permette alle compagnie petrolifere o metanifere lo sfruttamento a vita dei giacimenti entro le 12 miglia marittime resta in piedi, ma c’è chi vede comunque una vittoria in quei 13 milioni e mezzo di elettori che hanno votato Sì domenica scorsa, numero che sarebbe superiore rispetto al numero di elettori del PD alle elezioni del 2013.

Di sicuro il PD ne esce con le ossa rotte, per via delle divisioni e delle serrate lotte intestine e degli attriti tra il capo e altri esponenti, che nel partito hanno un certo peso. Attriti che proprio in occasione del referendum hanno raggiunto una nuova dimensione, pericolosa per la tenuta del partito. Certo, il centrosinistra è abituato alle guerre intestine, nate già ai tempi del primo Governo Prodi, se non già in precedenza. Ma prima o poi la corda rischia di spezzarsi.

Sarà stato questo il motivo per cui il premier ha deciso di tendere la mano ad amministratori locali e governatori? Ma soprattutto, lo fa in veste di vincitore o nella consapevolezza che non convenga avere troppi nemici?
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“Ora dobbiamo parlare di questioni serie. Bisogna pulire il mare e per pulire il mare servono i depuratori. Il mio è un gigantesco ramoscello d’Ulivo. Agli amministratori locali, sindaci e presidenti di regione, dico “cerchiamo di dare un segnale agli italiani sbloccando le cose che servono, basta polemiche: chi è amministratore pubblico sappia che avrà tutto l’appoggio del governo per sistemare le cose””. E’ quanto ha dichiarato Matteo Renzi parlando delle polemiche sul referendum sulle trivelle.

Le parole di Renzi trovano il tempo che trovano. Ricordiamo le promesse di rottamazione e le altre promesse non mantenute; ricordiamo il famoso #EnricoStaiSereno e la dichiarazione in diretta televisiva, secondo cui non sarebbe mai andato a Palazzo Chigi senza passare per le elezioni. Sta ad ognuno di noi scegliere di credere o meno in questa rinnovata sensibilità ambientale del premier.

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ci crede, o almeno la diplomazia e la strategia gli impongono di crederci e si dice “pronto a raccogliere l’invito” a collaborare del premier. Ma lo fa da vincitore, non da sconfitto, sostenendo che evidentemente il risultato elettorale abbiano avuto su Renzi “un effetto taumaturgico”. Così Emiliano all’Ansa ha dichiarato: “Noi siamo pronti ad accogliere tutti i ramoscelli di ulivo del mondo, in particolare quelli del nostro presidente del Consiglio. Ho capito che i tredici milioni e mezzo di persone che hanno votato sì al referendum hanno fortemente influenzato il suo pensiero sull’ambiente”.

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