Incendio doloso ai danni del camion dei panini

Completamente distrutto da un incendio nella notte il camion dei panini. Pochi dubbi sulla natura dolosa del gesto. Danni per oltre 80 mila euro.

Un incendio appiccato nella scorsa notte ha distrutto completamente un camion adibito all’attività di somministrazione di alimenti (panini principalmente) e bevande. Il fatto è accaduto a Muro leccese, in un parcheggio nei pressi della strada che collega il paese a Maglie, dove l’esercente, un 36enne del luogo, usava appostarsi. L’attività invece sarebbe intestata alla moglie.

L’incendio sarebbe stato appiccato intorno alle 3 della notte, alcune ore dopo la chiusura, quando ormai le strade del paese erano deserte.

I Vigili del fuoco, intervenuti a seguito di una segnalazione, non hanno potuto evitare la distruzione del mezzo. Le fiamme sono state difficili da domare, conseguenza dell’utilizzo di liquido accelerante, probabilmente benzina.

Ci sono pochi dubbi sulla natura dolosa dell’atto. Sul posto sarebbe stata anche trovata una bottiglietta contenente tracce di liquido infiammabile, semidistrutta.

Più che altro si tratta di capire chi e perché ha compiuto un simile vile gesto, che avrebbe causato danni per almeno 80 mila euro. Da quanto si apprende, l’attività potrebbe essere comunque assicurata. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri di Maglie e del Norm (Nucleo operativo radio mobile), i quali, insieme ai Vigili del fuoco, stanno tentanto di ricostruire la dinamica dell’accaduto.

I militari contano di cogliere elementi interessanti dagli impianti di videosorveglianza installati nella zona, tra i quali alcuni distributori di carburante ubicati nelle vicinanze.

Un altro camion dei panini era stato incendiato nello scorso settembre a Maglie. Non si esclude che i due fatti possano essere connessi e che dietro possa esserci il racket delle estorsioni. Tuttavia, in entrambe le occasioni, gli esercenti hanno dichiarato agli inquirenti di non aver mai subito minacce o richieste estorsive. Paura di denunciare, oppure la pista degli inquirenti è da cercare altrove.

Articolo pubblicato originariamente su TagPress.it