Canile di Galatina chiuso per carenze igienico-sanitarie

Il Comune di Galatina ordina la chiusura del canile gestito dall’ANTA per carenze igienico-sanitarie. ENPA, Nuova LARA e ORAA diffidano il Comune: “E’ a rischio il benessere dei cani”

Il canile di Galatina torna nuovamente sotto i riflettori e questa volta nell’occhio del ciclone c’è il RTI (Raggruppamento Temporaneo d’Impresa) composto da Dog Park e ANTA, gestori del canile da poco più di un anno, già comparsi sulle pagine dei giornali in seguito a sospetti di anomalie nell’aggiudicazione del bando di gara.

In quell’occasione l’ENPA sez. di Galatina aveva denunciato irregolarità circa l’affidamento della gestione del canile alle associazioni sopracitate, portando alla luce “rapporti di conoscenza e sostegno” tra l’assessore al ramo Roberta Forte e la responsabile dell’ANTA Maria Voltino. L’accusa si basava su uno scambio di post su Facebook, nel quale l’assessore “nei giorni successivi all’indizione del citato bando esprime parole di incoraggiamento nei confronti della signora Voltino. Ciò fa sollevare – sottolineava l’ENPA- molti dubbi in merito alla regolarità della procedura di selezione. Sono in gioco anni di sacrificio puro e autentico, che hanno visto l’ENPA di Galatina e tutti i suoi volontari affrontare ogni genere di difficoltà, emergenza, disagio”. L’ENPA si è opposta per mesi all’esito della gara, promuovendo petizioni, lettere e appelli, che però non hanno portato l’esisto sperato e l’incarico è rimasto all’ANTA, la quale però adesso è stata sospesa dall’incarico in seguito ad un’ispezione dell’ASL veterinaria di Lecce, prevista nell’ambito dei Piani di Controllo straordinario dei canili ubicati in tutta la regione.

Nella nota redatta dall’ASL Lecce in riferimento al sopralluogo presso il canile Latronica avvenuto il 30 marzo scorso, si sottolinea come “la stessa parte del canile evidenziava uno stato di degrado ancor più grave rispetto al precedente riscontro per la presenza di erba incolta in tutti i recinti e negli spazi comuni” da attribuire, secondo il comune, “alla cattiva gestione e conduzione dei locali da parte del conduttore“.

A seguito delle carenze igienico-sanitarie riscontrate, con nota (prot. n. 20160014888 del 19.04.2016) dell’ 11.04.2016, il Direttore del Servizio Veterinario Area C – Nord chiede al Sig. Sindaco l’emanazione di apposita ordinanza contingibile ed urgente nei confronti della Sig.ra Voltino Maria, innanzi generalizzata, al fine di disporre l’immediato trasferimento dei 56 cani, attualmente ospitati nel canile rifugio di contrada Latronica, presso altra idonea struttura di ricovero e la contestuale chiusura del canile de quo“.

Sulla base del sopralluogo dell’ASL Veterinaria, il Comune di Galatina in data 22 aprile ha emanato un’ordinanza di chiusura del canile comunale sito in contrada Latronica ed il contestuale trasferimento dei cani presso una struttura privata sita in Ugento. Inoltre, si stabilisce che “alla copertura finanziaria della spesa necessaria a garantire il trasferimento ed  il mantenimento dei 56 cani dovrà provvedere l’attuale gestore“.

Quello che allarma le associazioni del territorio è proprio il trasferimento dei cani interessati. A tal riguardo è stata presentata una diffida nei confronti del comune, da parte di ENPA, Nuova LARA e ORAA, preoccupate dalle conseguenze psicologiche e fisiche che tale provvedimento potrebbe avere sui cani, soprattutto quelli più anziani.

Le associazioni firmatarie invitano di fatto il comune a impegnarsi a far si che l’RTI “ottemperi al contratto di appalto effettuando la normale manutenzione della struttura riportandola alle originarie condizioni, ciò anche al fine di evitare inutili spostamenti produttivi di stress per quei cani oramai molto anziani che sicuramente riceverebbero un enorme trauma per colpa di soggetti inadempienti“. Sottolineano inoltre, che “da quando l’RTI si è aggiudicata la gara le scriventi non hanno mancato di segnalare al Comune di Galatina tutte le disfunzioni e le anomalie nella gestione di tali soggetti, che di mese in mese sono diventate sempre più gravi e lampanti, come in quest’ultimo caso, e che avrebbero dovuto portare all’immediata risoluzione del contratto, ma riteniamo non sia accettabile che di tali mancanze siano poi gli animali a pagarne le conseguenze“.

Il Comune è ritenuto in parte responsabile della situazione attuale in cui versa il canile, poiché “è stato proprio lo stesso Comune, con assurde motivazioni, a negare alle Associazioni di poter effettuare attività di volontariato all’interno delle strutture, ciò che avrebbe almeno garantito un controllo più penetrante sulla condizione delle strutture e avrebbe ampliato la possibilità degli animali di essere adottati“.

Articolo pubblicato originariamente su TagPress.it