TAP: gli ulivi restano lì almeno fino all’autunno

TAP alle prese con il termine del 16 maggio. No TAP hanno gli occhi puntati sul successore al MISE: in lizza Chicco Testa, Teresa Bellanova, Claudio De Vincenti, Vasco Errani.

TAP aveva tempo fino al 30 aprile per espiantare, spostare e stoccare gli 231 alberi di ulivo nell’area del cantiere del micro tunnel. Ora, nel rispetto del riposo vegetativo delle piante, non sarà più possibile toccarli. Pertanto il cantiere non potrà essere allestito prima dell’autunno prossimo, quando gli ulivi torneranno a riposo e sarà possibile spostarli. Sempre ammesso che la procedura di ottemperanza della prescrizione A44 (quella che fino ad ora ha impedito l’operazione) sia completata e sempre che l’autorizzazione unica del progetto di gasdotto possa considerarsi ancora in piedi.

Infatti l’autorizzazione unica prevede il termine ultimo per avviare i lavori per il 16 maggio. Ma senza espianto degli ulivi non è possibile allestire il cantiere; senza allestimento del cantiere non è possibile avviare i lavori.
Tuttavia TAP pensa di giocare una carta disperata che, secondo il Comitato No TAP, sarebbe solo un tentativo di arrampicarsi sugli specchi: avviare nei prossimi giorni la valutazione del rischio archeologico e la bonifica bellica, sperando ciò basti a a superare il termine del 16 maggio. Non sarebbe, però, sufficiente in base al Parere della CTVIA dello scorso dicembre, come abbiamo già avuto modo di approfondire.

Per i prossimi giorni ci si aspetta qualche importante novità su questo aspetto. Ciò che è certo è che gli ulivi resteranno lì dove sono fino all’autunno.

Chicco Testa
Chicco Testa

Intanto l’attenzione dei No TAP si concentra anche sul successore di Federica Guidi al Ministero per lo sviluppo economico. Il lizza sembra esserci Chicco Testa, ex comunista, ambientalista e radicale, totalmente convertito.

E’ stato negli anni ’80 prima segretario, poi presidente nazionale di Legambiente, di cui è stato cofondatore. E’ stato anche deputato del PCI, prima, e del PDS, poi. Durante la sua attività di parlamentare si è occupato di materie ambientali, contribuendo alla disciplina della valutazione d’impatto ambientale, del danno pubblico ambientale ed è stato uno dei fautori del trasferimento del Corpo forestale dello Stato sotto la guida del Ministero dell’Ambiente.

E’ alla metà degli anni ’90 che avviene la svolta. Diventa presidente di ACEA (Azienda Comunale Energia e Ambiente del Comune di Roma) nel ’94, presidente di Enel dal ’96 al 2002 e membro del consiglio di amministrazione di Wind. È stato membro dell’Expert Advisory Committee dello European Carbon Fund, presidente del comitato organizzativo del ventesimo Congresso Mondiale dell’Energia, promosso dal WEC-World Energy Council tenutosi nel 2007.

È stato anche membro del consiglio di amministrazione del gruppo Riello, membro dello European Advisory Board di The Carlyle Group (Private Equity), presidente di STA SpA di Roma e della società Roma Metropolitane, presidente di Kyoto Club, direttore in Rothschild Italia. Al momento è presidente di Telit Communications Plc, di Sorgenia, di E.VA Energie Valsabbia, di Assoelettrica; è vicepresidente di Idea Capital Funds SGR ed è amministratore delegato di Telit Communication SPA.

E’ favorevole al ritorno al nucleare. Ha anche pubblicato il libro Tornare al nucleare? L’Italia, l’energia, l’ambiente ed è stato Presidente del Forum Nucleare Italiano.

Proprio sul nucleare ha collezionato due “epici” scivoloni. Nel 2010, durante la trasmissione Cominciamo bene minacciò fisicamente il geologo Mario Tozzi, credendo, forse, che l’audio dei microfoni fosse spento: “Non ti permettere di dire che io guadagno dei soldi perché io ti spacco la faccia” … “Fuori dopo, ne parliamo dopo…”. Presentò successivamente scuse parziali. Nel corso del programma televisivo Otto e mezzo e su La Stampa, commentando il disastro nucleare del terremoto in Giappone, sostenne che “nonostante tutto, andava tutto bene”, salvo poi scusarsi nuovamente in seguito, ammettendo di avere detto “una stupidaggine”.

Ha scritto insieme a Patrizia Feletig il saggio Contro (la) natura, criticando il cibo a km zero, le terapie naturali e altre convinzioni del movimento ambientalista. E’ anche favorevole alla TAV e contrario all’acqua pubblica.

Sembra l’uomo giusto per Renzi, per i colossi energetici e per i grossi gruppi industriali, nemico dei vari movimenti a tutela del territorio (No TAP, No TAV, No Triv, No Nucleare, ecc….).

claudio de vincenti
Claudio De Vincenti

Le alternative a Testa sarebbero quelle di Vasco Errani, Claudio De Vincenti e della salentina Teresa Bellanova. La Bellanova, attuale sottosegretaria del MISE, è pronta ormai: si è schierata contro Emiliano su TAP, invitandolo a non far perdere tempo nella realizzazione dell’opera; sul referendum del 17 aprile ha preso netta posizione contraria, dopo che in precedenza era stata “No Triv”; mentre il suo trascorso da sindacalista sembra ormai retaggio del passato. Abbiamo già avuto modo di conoscere il fermo sostenitore del gasdotto TAP Claudio De Vincenti, definito da Federica Guidi con “simpatici” epiteti. Fu lui ad incontrare alle Officine Cantelmo, il 27 dicembre 2013, – nella veste di Sottosegretario del MISE – amministratori locali, attivisti e cittadini per parlare del gasdotto, ricevendo fischi e dure contestazioni.

Articolo pubblicato originariamente su TagPress.it