Popolo degli ulivi: 46 indagati

Avevano bloccato i binari per protestare contro la mattanza degli ulivi. Solidarietà sul web: “Hanno impedito la distruzione di un territorio, della sua identità, dei suoi simboli”.

Quarantasei persone sono state raggiunte da avviso di garanzia e contestuale avviso di conclusione indagini, emessi dalla Procura della Repubblica di Brindisi.

I fatti contestati risalgono al 10 novembre 2015, quando oltre un centinaio di persone occuparono i binari della stazione ferroviaria di San Pietro Vernotico (BR), ostacolando il transito dei treni, per diverse ore. Secondo quanto risulta dagli atti di indagine, l’azione sarebbe iniziata alle ore 15,35 e terminata alle ore 23.

Si trattava di un’azione di protesta contro gli abbattimenti degli ulivi previsti dal Piano Silletti bis. In quel periodo le ordinanze di abbattimento si stavano moltiplicando, soprattutto nella provincia di Brindisi. La loro esecuzione avrebbe rischiato di portare alla desertificazione del Salento. In particolare, le ordinanze basate sul Piano Silletti bis, quelle emesse fino a quel momento, avrebbero portato all’abbattimento di circa 4 mila ulivi, quasi tutti sani.

Per ogni albero di ulivo dichiarato positivo al batterio della xylella fastidiosa, sarebbero state abbattuti tutti quelli negativi compresi nel raggio di 100 metri. Per ogni pianta malata sarebbero state sradicate e distrutte oltre 300 piante sane, anche 350.

Solo l’azione di attivisti e di semplici cittadini ha permesso il salvataggio di scongiurare questo drammatico epilogo, almeno fino a quando non è intervenuta la magistratura leccese a bloccare le estirpazioni. Ricordiamo che alcuni degli ulivi destinatari di ordinanza di abbattimento, in quanto certificati come positivi alla xylella, grazie all’endoterapia sono tornati a vegetare e a produrre frutto, con evidente riduzione riduzione dei sintomi da disseccamento rapido. Almeno uno di questi ulivi è stato salvato in extremis dall’azione di alcune persone del popolo degli ulivi.

In quel clima, caratterizzato dalla percezione di una grave ingiustizia, dalla minaccia di devastazione e desertificazione del territorio, dall’esasperazione per le istituzioni apparse come sorde e assenti, completamente asservite al piano di abbattimento degli ulivi, senza alcuna prova scientifica circa le cause del disseccamento e l’efficacia delle estirpazioni, senza la dovuta ponderazione per le conseguenze a livello ambientale, sanitario, economico, d’immagine per l’intero Salento nell’attuazione del Piano Silletti, tutte questi elementi hanno portato questo gruppo eterogeneo di persone ad attuare dei blocchi stradali ed infine all’occupazione dei binari della stazione ferroviaria di San Pietro Vernotico, avvenuta il 10 novembre scorso.

Sul posto intervennero anche gli agenti della Digos ed i colleghi in assetto antisommossa. Ci furono alcuni momenti di tensione, con il timore di una possibile carica, ma non ci fu nessuno scontro e la manifestazione si svolse in maniera pacifica. Gli agenti procedettero all’identificazione di alcuni presidianti.

Quest’azione è quello che potremmo definire “disobbedienza civile”. Ma quarantasei di loro sono stati denunciati alla Procura di Brindisi, che ora ha concluso le indagini preliminari. I reati contestati sono quelli interruzione di pubblico servizio e di riunione in luogo pubblico senza preavviso, in concorso e con continuazione di reati.

Sul web si stanno moltiplicando i messaggi di stima e di solidarietà nei confronti dei 46 indagati. Soprattutto si osserva che queste persone abbiano agito per impedire la distruzione di un territorio, della sua identità, dei suoi simboli, e che con le stesse finalità la Procura di Lecce ha iscritto sul registro degli indagati 10 persone, ravvisando in quel famigerato Piano Silletti e nell’intera vicenda xylella fatti penalmente rilevanti.

Articolo pubblicato originariamente su TagPress.it