TAP e i cantieri fantasma

La società annuncia che i lavori sono iniziati. Il Comitato No TAP smentisce e diffonde le foto dell’area designata per l’inizio lavori.

I lavori ci sono ma non si vedono, oppure sono iniziati solo sulla carta. Era stato annunciato per oggi l’avvio dei cantieri da parte di TAP, formalizzato nei giorni scorsi con la comunicazione di inizio lavori inviata alle autorità competenti.

Non avendo però, TAP, ottemperato a tutte le prescrizioni imposte per l’inizio della fase 0 (preparazione area di cantiere del micro tunnel) e della fase 1 (realizzazione micro tunnel e pozzo di spinta), tanto il Comune di Melendugno, quanto la Sezione ecologia della Regione Puglia e l’Autorità di bacino, avevano chiesto formali chiarimenti alla società.

Come noto, TAP, pur di dimostrare di aver fatto qualcosa entro il termine del 16 maggio, ha puntato tutto su due operazioni che in realtà dovrebbero essere preliminari all’avvio dei lavori: bonifica del terreno da eventuali residui bellici e studio del rischio archeologico.

Le ronde dei No TAP non abbandonano per un solo attimo le aree dove TAP potrebbe svolgere delle operazioni, sempre pronti a contestare eventuali irregolarità. Secondo i “bollettini” diffusi attraverso i social, e secondo un comunicato diramato a firma del Comitato, oggi non si sarebbe mossa foglia. No TAP e giornalisti si sono recati nel punto (individuato con segnale Gps) indicato da TAP per l’avvio dei lavori, pronti a documentare il “taglio del nastro”, ma così non è stato. E l’unica comunicazione da parte di TAP è stata diramata dall’ufficio stampa poco prima delle 18. TAP avrebbe, inoltre, disertato l’appuntamento previsto per oggi con la Polizia locale per la realizzazione del piano traffico.

Ma la società svizzera racconta una realtà diversa. Nel comunicato odierno ha fatto sapere che “TAP ha proceduto alla consegna formale dei lavori alle imprese esecutrici. Le attività sono iniziate con la gradualità che caratterizza la fase di avvio di tutti i cantieri di lavoro”.

Insomma, il cantiere, se c’è, non si vede. Aveva annunciato un avvio “soft” dei lavori, ma forse TAP si è fatta prendere troppo dalla leggerezza. In una sorta di botta e risposta, il Comitato ha replicato all’ufficio stampa di TAP, con una nuova smentita, scrivendo:

“Dalla documentazione presentata il 13/04/2016 […] si evince chiaramente che i lavori alle ditte appaltatrici sono stati consegnati più di un mese fa.
Del resto la prescrizione A30 del decreto VIA prevede che la comunicazione, e quindi la consegna alle ditte, avvenga almeno 30 giorni prima dell’avvio dei lavori.

Potete anche notare che erano previsti lavori di espianto di alberi, che come ormai è chiaro non possono essere eseguiti per la mancata ottemperanza della prescrizione A44.
Per inciso le coordinate scritte nell’avvio lavori non sono quelle nella zona del micro tunnel(ulivi impacchettati) ma ben si in zona “fanfula” nei pressi del cimitero di Melendugno (4 km di distanza) dove TAP non ha ottemperato a NESSUNA prescrizione”.

Secondo il Comitato No TAP, la società avrebbe solo l’intenzione di fingere un avvio dei lavori per non perdere i finanziamenti europei:

“Cosa pensiamo noi:
I signori di tap volevano la mobilitazione violenta per poter far cadere sulla popolazione la colpa del mancato avvio; pensiamo che le ditte incaricate da Tap abbiano, a buona ragione, paura di iniziare qualsiasi cosa senza le autorizzazioni mancanti; crediamo che Tap sia morta e che cerchi di prendere i NOSTRI soldi tramite i finanziamenti europei e fuggire; pensiamo che domani approfittando della festività della “Madonna di Roca” TAP faccia qualche foto da dare alla stampa “amica” per far passare un FALSO inizio lavori.
Noi resteremo vigili”.

Articolo pubblicato originariamente su TagPress