FSE: nuovo sequestro beni per Fiorillo e altri dirigenti

Procura di Bari e Corte dei Conti dispongono sequestri milionari per lo scandalo FSE, che ha portato la società al dissesto finanziario.

Nuovi provvedimenti di sequestro sono stati emessi nell’ambito dello scandalo Ferrovie Sud Est (FSE), caratterizzato da anni di mala gestione, sprechi e consulenze d’oro che hanno portato la società ad accumulare un debito reale di oltre 310 milioni di euro.

Già nei primi di giugno la Procura di Bari, in seno all’inchiesta “Un treno per Yuma”, aveva disposto un sequestro preventivo d’urgenza nei confronti dell’ex amministratore unico di FSE Luigi Fiorillo, per un valore complessivo di circa 3,8 milioni di euro, consistenti nei saldi attivi di due polizze vita ed nel saldo attivo di un conto corrente.

Sempre la Procura di Bari, rappresentata dalla PM Isabella Ginefra, ha chiesto e ottenuto un sequestro preventivo di beni per un ammontare di 12 milioni di euro e un sequestro conservativo per presunto danno erariale da 4,5 milioni, nei confronti, nuovamente, di Fiorillo e di altri dirigenti FSE, nonché di un rappresentante dell’azienda polacca Varsa.

I fatti su cui il provvedimento si fonda riguardano l’acquisto a peso d’oro nel 2009 da parte di FSE di 27 treni dalla società polacca, pagati ben 93 milioni con fondi regionali.

Il Gip, Annachiara Mastrorilli, ha accolto solo parzialmente le richieste del PM, rigettando la richiesta di sequestro di beni per 19 milioni di euro per una  presunta truffa riguardante le famose 25 carrozze ristrutturate. Infatti il giudice non ha riconosciuto l’aggravante della transnazionalità in capo agli indagati. Il mancato riconoscimento di questa aggravante determinerebbe la prescrizione del reato. La Procura ha però impugnato la decisione.

Anche la Corte dei Conti ha disposto un sequestro nei confronti di Fiorillo e dell’ex dirigente FSE Francesco Paolo Angiulli, per il valore di 4,5 milioni consistenti in 3 immobili e diversi rapporti bancari e finaziari, nell’ambito di un procedimento in corso sugli sprechi e sulle consulenze d’oro relative alla gestione della società. In particolare i due avrebbero percepito compensi superiori rispetto a quanto sarebbe spettato per gli incarichi ricoperti.

Articolo pubblicato originariamente su Tagpress

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