Agenzia INAIL di Maglie: uno spreco per l’USB

L’agenzia INAIL di Maglie, strategica per l’utenza ma aperta solo in parte, rischia di chiudere nonostante un ampio investimento pubblico.

La nuova agenzia INAIL di Maglie, sita nei locali ASL il via Galati, 1, è già a rischio chiusura nonostante non sia mai stata aperta. Questa è la denuncia di Fabiana Timo e Luca Puglisi, sindacalisti dell’Unione Sindacale di Base.

L’INAIL, nel 2013, a causa di una riorganizzazione dell’Istituto, decise di declassare la sede di tipo C di Maglie, piccola ma a servizio di un bacino di utenza piuttosto vasto del territorio salentino, a semplice agenzia. Essa avrebbe dovuto mantenere il Centro Medico-Legale e un piccolo contingente di personale amministrativo a supporto dell’attività medica nonché per fornire informazioni all’utenza con attività di front-office.

Nel comunicato dell’USB, si legge che “La Direzione territoriale di Lecce, all’epoca dei fatti, si disinteressò quasi totalmente della ricerca del nuovo sito, delegando la Responsabile dell’ex sede C di trovare dei locali idonei. L’USB si adoperò per la risoluzione del problema dopo aver contrastato la chiusura totale della sede, questo poiché si riteneva assurda, per l’utenza del territorio interessato, la privazione di un fondamentale servizio dello Stato Sociale in favore della cittadinanza e soprattutto perché si riteneva che l’Istituto non dovesse ulteriormente arretrare da un territorio così importante privandolo di un presidio di legalità, che da sempre ha avuto un’ottima collaborazione con i Carabinieri, lo SPESAL  e la Guardia di Finanza di Maglie.

Il Comune di Maglie, nella persona del Sindaco Antonio Fitto, offrì in comodato d’uso gratuito un intero piano della struttura ASL di Via Galati, 1, a condizione di creare un “polo di eccellenza” per il recupero del gesto lavorativo degli infortunati sul lavoro; tale progetto poi, mediante apposita convenzione, si sarebbe dovuto estendere anche alla ASL perché ne potessero fruire tutti i cittadini invalidi.
Il progetto prevedeva, oltre le attività medico-fisiatriche, necessarie per il recupero del gesto lavorativo del disabile, anche il trasporto a Maglie delle attrezzature fisioterapiche, comprate dalla Direzione Centrale, inviate alla Sede di Lecce e lasciate qualche anno a marcire negli scantinati dell’INAIL, nonché l’intervento programmato con cadenza mensile dei tecnici dell’INAIL di Vigorso di Budrio al fine di preparare e somministrare piani riabilitativi individuali agli infortunati interessati.

La nuova agenzia di Maglie fu aperta il 30.04.2014 dopo una serie di lavori edili di natura strutturale, pagati dall’INAIL. Negli ultimi mesi del 2014, fu chiesta l’autorizzazione sanitaria e l’agibilità dei locali che a tutt’oggi mancano poiché l’INAIL non ha mai più effettuato un versamento di circa 100 euro (per contributi e tasse fisse).
Ancora oggi l’Agenzia di Maglie non funziona, è aperta al pubblico tre volte alla settimana ma solo per fornire informazioni di front-office. Non è mai stata effettuata una sola visita medica!
Tutta l’attività del Centro Medico-Legale di Maglie è ricaduta sulla Sede di Lecce che, nei giorni di minore afflusso, effettua almeno 60/70 visite al giorno. A tutta l’utenza del territorio di competenza di Maglie che si riversa nel capoluogo, l’INAIL ha creato un notevole disagio, in particolar modo agli infortunati che ormai da 2 anni sono costretti a recarsi fino a Lecce (dai 60 agli 80 km tra andata e ritorno) per essere sottoposti ad una visita medica che potrebbe essere effettuata a 10 km di distanza dal loro domicilio.
E’ recente la notizia, che peraltro l’amministrazione vuol far passare sotto silenzio, che a breve nella Sede di Lecce verrà aperto un ambulatorio di fisiatria/fisioterapia e che tutta l’attrezzatura fisioterapica, a suo tempo trasportata a Maglie, tornerà a Lecce perché possa partire questo nuovo progetto.
Viene naturale chiedersi, che senso abbia avuto la nascita della nuova Agenzia di Maglie se poi c’era la precisa volontà politica dell’amministrazione di lasciare che tutto morisse in un mero progetto che doveva accontentare solo formalmente le richieste del Sindaco e della ASL di Maglie.
Che senso hanno avuto i soldi spesi per mettere a norma i nuovi locali di una sede INAIL che, si sapeva già, mai avrebbe funzionato?
Che senso hanno avuto le spese sopportate per il trasporto delle attrezzature fisioterapiche da Lecce a Maglie, se poi le stesse sarebbero dovute tornare a Lecce nuovamente?
Qual è la giustificazione per questo arretramento dell’INAIL dal tacco d’Italia?
Perché, con una sede nuova e funzionante, l’amministrazione vuole creare disagio a tanti lavoratori che avrebbero pur diritto alle cure INAIL vicino casa?
E che bella figura ha fatto l’Istituto con le Istituzioni coinvolte in questa vicenda come la ASL e il Comune di Maglie?

Crediamo, in questo caso, che si possa parlare legittimamente – e non solo, come spesso accade, demagogicamente – di spreco di denaro pubblico!”

Articolo pubblicato originariamente su Tagpress

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