FSE e Regione fanno figli e figliastri e il Capo di Leuca insorge

I sindaci reclamano treni domenicali FSE già da domenica prossima. Ma è tanta la delusione per l’esclusione dal servizio domenicale delle fermate intermedie.

Una disparità di trattamento fatta alla luce del sole. Di questo si tratta. FSE ha ripristinato dopo 19 anni i treni domenicali, ma solo per chi da Lecce va a Gallipoli e ad Otranto, lasciando a digiuno il Capo di Leuca. I fautori di questa operazione dovrebbero spiegare perché Gallipoli e Otranto sì e Leuca no.

Era inevitabile che dalla “terra di dove finisce la terra” qualcuno reclamasse parità di trattamento, sentitosi trattare da figliastro. Già era accaduto il 31 luglio, con gli otrantini che reclamavano giustizia. Sono stati poi esauditi la domenica successiva. Ora sono i sindaci del Capo di Leuca a pretendere treni già da domenica prossima.

La differenza di trattamento non si esaurirebbe solo nell’esclusione dalle corse domenicali. Infatti sembra che i treni nuovi, gli ATR 220, più capienti e confortevoli, siano perlopiù destinati verso Gallipoli, mentre a Gagliano (la stazione FSE più a sud) ad arrivare e partire sarebbero principalmente i treni “vintage”.

Il collegamento da Gagliano a Leuca (circa 8 chilometri), inoltre, sarebbe garantito da una sola navetta che parte alle ore 8,45. Se si arriva un minuto dopo ci si deve arrangiare come si può.

Eppure anche dal punta di vista turistico, il Capo di Leuca non avrebbe nulla da invidiare alle più “blasonate” Gallipoli e Otranto.

Il malcontento non riguarda solo il territorio del “finibus terrae”, ma riguarda in generale la scelta di escludere dalle corse domenicali le fermate intermedie. Solo la città di Lecce è collegata con Gallipoli e con Otranto. Chi dovesse soggiornare in un’altra località, pur servita normalmente dal servizio ferroviario FSE, rimane tagliato fuori.

Inoltre il numero limitato di corse ha reso poco fruibile il servizio e l’affluenza non è stata alta come si sperava. Questa operazione di ripristino di qualche corsa domenicale, così come concepita e organizzata, appare più come un’operazione di facciata per dimostrare che qualcosa sta cambiando, con un miglioramento del servizio che avviene col contagocce.

Articolo pubblicato originariamente su TagPress

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