FSE: Procura insiste col fallimento

Per la Procura di Bari l’acquisizione di FSE da parte di FSI non basta a scongiurare il fallimento. Per i magistrati FSE non riuscirà ad uscire dallo stato di insolvenza.

La Procura di Bari, che indaga sulla disfatta della società Ferrovie Sud Est (FSE), provocata dalla precedente gestione, ritiene che la società non sia in grado di uscire dallo stato di insolvenza, nonostante l’opera di risanamento avviata dai Commmissari. Per questa ragione i magistrati insistono con il fallimento e non hanno intenzione di revocare l’istanza. Ferrovie Sud Est avrebbe accumulato negli ultimi anni un debito reale di circa 330 milioni di euro, a causa di sprechi, consulenze d’oro e una generale mala gestione.

Le ipotesi di reato su cui la magistratura indaga sono quelle di peculato, abuso d’ufficio e truffa aggravata ai danni dello Stato. Una ulteriore ipotesi delittuosa, quella di bancarotta, potrebbe aggiungersi nel caso in cui venisse dichiarato il fallimento della società.

Alla fine di luglio la Procura di Bari ha depositato istanza di fallimento presso il Tribunale di Bari ed il prossimo 20 settembre è prevista la prima udienza davanti alla Sezione fallimentare.

La procedura di acquisizione da parte di FSI, già in fase avanzata, e l’opera di risanamento avviata dalla gestione commissariale, non basterebbero a evitare il fallimento. Almeno secondo le tesi dei magistrati baresi, i quali, sulla base della relazione economico-finanziaria redatta dalla società Deloitte, a cui il Commissario Andrea Viero ha affidato l’incarico di consulenza, FSE non riuscirà ad estinguere il debito rimanente.

In pratica, nella migliore delle ipotesi – considerati i potenziali ricavi che vanno da 25 a 30 milioni annui, gli introiti legati al contratto di servizio con la Regione Puglia per circa 134 milioni all’anno, i 70 milioni di euro stanziati dal Governo con la legge di stabilità – la situazione debitoria potrebbe essere portata a fine esercizio a 130 milioni. Secondo un’ipotesi meno ottimistica il debito scenderebbe a 160 milioni. Ma intanto la Procura sta accertando la possibile presenza di ulteriori debiti.

I magistrati baresi sollevano forti dubbi anche sul trasferimento di FSE in FSI, operazione ritenuta “del tutto indeterminata e inidonea alla pronta definizione dello stato di insolvenza”.

Dunque per la Procura di Bari FSE va dichiarata fallita, anche se il trasferimento dovesse essere portato a compimento. Mentre regna ancora l’incertezza sul ripianamento della situazione debitoria.

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Articolo pubblicato in origine su TagPress

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