Migranti devolvono pocket money ai terremotati, Brescia: “Gesti che zittiscono chi fomenta guerre tra poveri”

Ospiti dei centri per richiedenti asilo SPRAR si mobilitano a sostegno delle popolazioni terremotate. In Puglia iniziative dai centri di Bari, Taranto e Martina Franca.

Già nelle prime ore successive alla diffusione della notizia del disastroso terremoto che ha colpito le popolazioni del centro Italia, si sono diffuse in alcuni ambienti del mondo politico e dell’informazione, oltre che sui social network, commenti e articoli che colpevolizzano i migranti richiedenti asilo. Le accuse contro di loro sono principalmente quelle di “alloggiare in alberghi di lusso” mentre i terremotati sono sistemati nelle tendopoli o di percepire 35 euro al giorno dallo Stato senza fare nulla, mentre le popolazioni colpite dal sisma si ritrovano senza casa.

A parte le convinzioni non esattamente rispondenti alla realtà, è evidente che non sussiste un nesso tra l’accoglienza dei richiedenti asilo, da un lato, e il verificarsi del terremoto e la gestione dell’emergenza, dall’altro.

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Suor Marjana, la suora salvata da un immigrato colombiano ad Amatrice. Ph: agensir.it

A prendere le distanze da queste polemiche, che di certo non hanno prodotto alcun aiuto ai terremotati, sono stati anche i sopravvissuti al disastroso sisma. A scavare tra le macerie c’erano anche gli ospiti dei centri rifugiati presenti nella zona, i quali hanno mostrato molta vicinanza alle popolazioni, fornendo il loro aiuto. Per di più a perdere la vita o la casa sotto le macerie sono stati anche diversi immigrati residenti, di diverse nazionalità. E’ stato un immigrato, precisamente della Colombia, a salvare alcune suore intrappolate nel convento di Amatrice, mettendo a repentaglio la propria vita. Ma questa è solo una delle tante storie che si possono raccontare in questa tragedia, mentre altre sono destinate a rimanere sepolte sotto le macerie.

In tutta Italia sono state diverse le iniziative di solidarietà messe in piedi, oltre che da italiani, anche da comunità di immigrati di ogni continente, tra cui le comunità cinesi di Prato e Firenze, che hanno caricato dei furgoni riempiendoli di beni di prima necessità, cibo, biancheria, stoviglie, ecc…

Anche i richiedenti asilo, da diverse parti d’Italia, stanno mettendo mani ai propri modesti risparmi per aiutare le popolazioni terremotate. Si tratta di somme messe da parte grazie al pocket money percepito in virtù del loro status di rifugiato, che non ammonta a 35-39 euro al giorno, come si crede, ma di circa 2 euro al giorno.

Il deputato pugliese del M5S Giuseppe Brescia, vice presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta su CIE e CARA, si esprime in seguito al gesto di solidarietà dei minori stranieri ospiti dello Sprar di Bari ‘La casa dei ragazzi del mondo’ che hanno deciso di rinunciare ai “pocket money” messi da parte per seguire la partita Italia-Francia, al fine di offrire questi fondi alle persone delle zone terremotate.

“La solidarietà di questi migranti dichiara Brescia – nei confronti delle popolazioni colpite dal sisma è la miglior risposta alle polemiche filo-razziste che purtroppo hanno riempito le pagine di alcuni giornali ed alcune bacheche Facebook subito dopo il terremoto. Sono tanti i gesti di solidarietà da parte di rifugiati e richiedenti asilo ospiti del nostro paese, dalla disponibilità a recarsi nelle zone terremotate per dare una mano ai soccorritori alla donazione del sangue: gesti concreti come questi – conclude – cancellano tutta quella retorica un po’ razzista di chi gioca a fomentare la guerra tra poveri.”

L’iniziativa si aggiunge alle manifestazioni di solidarietà e di disponibilità a dare un aiuto concreto sui luoghi del disastro espresse da 20 richiedenti asilo ospiti del Cara di Bari Palese così come da 20 beneficiari dello Sprar del Comune di Martina Franca che devolveranno una parte di quanto percepiscono dal lavoro che svolgono nell’ambito della borsa lavoro e in ultimo da 45 ragazzi della cooperativa sociale ‘Costruiamo insieme” di Taranto, che hanno donato il sangue per i superstiti del sisma.

Articolo pubblicato in origine su TagPress

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