FSE, dissequestro beni Fiorillo e co.: depositate motivazioni

Per Tribunale del riesame nessuna prova che l’ex amministratore e il responsabile tenico FSE abbiano commesso truffa su acquisto 27 convogli a prezzo maggiorato.

Lo scorso 29 luglio il Tribunale del riesame di Bari aveva disposto il dissequestro di beni per 12 milioni di euro appartenenti all’ex amministore unico di Ferrovie Sud Est (FSE) Luigi Fiorillo, del responsabile tecnico di FSE Nicola Alfonso e del procuratore speciale della società polacca Varsa.

I beni erano stato sequestrati dalla Guardia di Finanza su ordinanza del Gip di Bari, che a sua volta aveva accolto la richiesta della Procura barese, nell’ambito dell’inchiesta sull’acquisto di 27 convogli dalla società Varsa da parte di FSE, avvenuto fra il 2006 e il 2012; secondo la tesi della Procura, i convogli sarebbero stati acquistati a prezzi gonfiati e per questo è stato ipotizzato il reato di truffa ai danni della Regione Puglia, che ha finanziato l’operazione al costo di 93 milioni di euro.

In particolare i mezzi sarebbero stati pagati, secondo gli inquirenti, 12 milioni di euro in più del loro valore di mercato, pari cioè alle provvigioni corrisposte da Pesa (la società che ha venduto i treni) a Varsa, società di intermediazione, fornitrice dei servizi di Pesa in Italia.

I destinatari del provvedimento di sequestro si erano quindi rivolti al Tribunale del riesame per ottenerne l’annullamento. L’organo giurisdizionale ha accolto le loro richieste il 29 luglio scorso. A distanza di un mese, martedì 30 agosto, sono state pubblicate le motivazioni, secondo le quali non ci sarebbe prova che con l’acquisto dei 27 convogli sia stato commesso il reato di truffa.

Sono stati sbloccati quindi i beni dei tre indagati. Ora si attende l’udienza preliminare, fissata per il 25 ottobre prossimo, all’esito della quale il Gup dovrà decidere se disporre il rinvio a giudizio degli indagati, l’archiviazione o il supplemento di indagini.

Articolo pubblicato in origine su TagPress

Facebook Comments