Regione Puglia: scendono le tasse (per i politici)

Abbassate le tasse sui vitalizi dei consiglieri: Il 15 per cento dell’assegno non sarà tassato. Protesta il M5S.

Scendono le tasse o, per lo meno, una parte dell’assegno percepito a fine mese non sarà sottoposta a tassazione: peccato che a beneficiare di tutto ciò saranno nientemeno che 206 ex consiglieri regionali a cui spetta il vitalizio, per effetto della delibera numero 61 approvata lo scorso 13 settembre dall’ufficio di presidenza del Consiglio Regionale pugliese.

Nello specifico, l’organo di autogoverno presieduto da Mario Loizzo (Pd) ha disposto che per l’anno 2016 potrà essere soggetta a Irpef soltanto l’84,26 per cento della somma percepita dai consiglieri in pensione e dalle vedove dei beneficiari defunti; Il 15,74 per cento del totale non sarà dunque sottoposto a tassazione, per la gioia dei destinatari del vitalizio, che a partire dal prossimo mese potranno beneficiare degli effetti della delibera.

Alla base di tutto vi è però un pronunciamento dell’Agenzia delle entrate, che nel 2012 stabilì che una quota del vitalizio spettante ai consiglieri regionali sia stata tassata due volte: per porre rimedio allo “sbaglio” segnalato, si provvederà dunque a non tassare una percentuale del vitalizio. Una decisione simile a quelle già approvate in altri consigli regionali italiani, eccezion fatta per il Friuli Venezia Giulia, dove è stata approvata la tassazione sull’ammontare del vitalizio percepito.

Non è della stessa idea, invece, il Movimento 5 Stelle, che ha da tempo presentato una proposta per abolire i vitalizi e portare la quota percepita dagli ex consiglieri al livello di un qualsiasi dipendente pubblico: “Vogliamo portare a 1300 euro il vitalizio di un consigliere che oggi, per soli cinque anni di attività, percepisce circa 4mila euro al mese, e vogliamo portare a 2mila 700 euro quello di chi dopo solo dieci anni ne percepisce 8mila 200” spiegava la consigliera Antonella Laricchia nel maggio del 2016.

Stavolta, l’intero Movimento 5 Stelle ha tuonato all’unisono per far sentire la propria voce sulla delibera da poco approvata: “All’enorme danno per i cittadini pugliesi, costretti a pagare ogni anno 15 milioni di euro di vitalizi, si è aggiunta la beffa a firma dei cinque membri dell’ufficio di presidenza. Oggi è quantomai comprensibile come mai, all’inizio della legislatura, non si sia voluto dare un ruolo di garanzia all’interno di quell’ufficio ad alcun consigliere del Movimento 5 Stelle, nonostante fosse la prima forza di opposizione: semplicemente non avremmo mai permesso una “porcata” del genere. Ed oggi più che mai, chiediamo con forza al presidente Emiliano, che in campagna elettorale parlava di tagli di stipendi e riduzioni dei privilegi finora ancora non pervenuti, di appoggiare la richiesta di calendarizzazione immediata della nostra proposta di legge per l’abolizione dei vitalizi. Le chiacchiere non bastano più. Con quella proposta eliminando un privilegio a 208 ex consiglieri regionali potremmo dare un reddito di cittadinanza a ben 4668 famiglie pugliesi in difficoltá. Chissà come mai per calendarizzare una proposta del genere è necessario attendere tempi biblici mentre per rendere immediata una riduzione della tassazione sulle pensioni d’oro bastano i voti di cinque persone rinchiuse in ufficio di presidenza. Questa volta si è davvero toccato il fondo”.

Pubblicato originariamente su TagPress.it

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