Xylella, nuovi abbattimenti con il “consenso obbligato” del proprietario

Tornano gli abbattimenti degli ulivi per contrastare la xylella nel nord Salento. Nuovi focolai puntiformi tra Oria e Francavilla. L’infezione resta nel confine della proprietà.

Tolto lo scudo della magistratura leccese, determinata dai provvedimenti di sequestro degli ulivi colpiti da ordinanza di abbattimento, le motoseghe e le ruspe sono tornate in azione nella zona di contenimento, nel nord Salento, in provincia di Brindisi.
Venerdì mattina sono stati abbattuti 9 alberi di ulivo, tutti insistenti in unico oliveto di Oria di proprietà di un agricoltore di Francavilla Fontana.

L’abbattimento sarebbe avvenuto con il “consenso” del proprietario, se così si può chiamare. La procedura, infatti, prevede che la Regione notifichi ai proprietari delle piante infette l’intimazione ad estirpare “volontariamente” dietro pagamento di un indennizzo, pena una salata sanzione e l’abbattimento coatto da parte dell’Arif in danno ed a spese del proprietario. La notifica sarebbe stata effettuata il 10 agosto e l’agricoltore ha provveduto da sé.

Gli alberi, come da analisi da laboratorio, sarebbero risultati positivi al batterio della xylella.
Il fatto è passato sotto silenzio, fino a fatto compiuto. Pertanto nessuna azione da parte di attivisti ha potuto ostacolare le operazioni di abbattimento. Nemmeno il Comune di Oria è stato avvertito.

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Nel territorio di Oria è l’unico uliveto a risultare infetto, mentre tre nuovi focolai sono stato rinvenuti a Francavilla Fontana.

Questa circostanza avvalora la tesi secondo la quale i focolai si sviluppano in maniera puntiforme. E’ inoltre interessante notare come ancora una volta la xylella sembra rispettare i confini delle proprietà. Presupponendo che il batterio non conosca il concetto di proprietà, evidentemente occorre considerare maggiormente le condizioni che hanno fatto sì che una determinata campagna venga attaccata, mentre quelle circostanti restino indenni, sempre ammesso che la xylella sia responsabile in tutto o in parte del disseccamento degli ulivi.

Il territorio di Oria rientra nella zona di contenimento, dove è prevista la sola estirpazione delle piante positive. Nella zona indenne (fascia più a nord) vale anche la regola dei 100 metri, quella che impone l’abbattimento di tutte le piante ospiti che rientrano nel raggio di 100 metri da ogni pianta infetta, ad esclusione degli ulivi monumentali, per i quali è previsto un trattamento diverso.

La Regione spera di convincere la Commissione Europea di aver fatto abbastanza per contenere l’avanzata del batterio e di ottenere l’archiviazione della procedura di infrazione nei confronti dell’Italia.

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