Nasce anche a Lecce Progetto Itaca

Il Progetto Itaca, un messaggio di speranza per chi e’ affetto da disturbi mentali e per le famiglie. Alla presentazione presente anche Al Bano.

Presentata ufficialmente ieri mattina alla Fondazione Palmieri di Lecce, durante un’affollatissima conferenza stampa “musicale” – movimentata cioè dalla voce di Al Bano, testimonial nazionale dell’iniziativa – l’associazione “Progetto Itaca”, che aderisce a “Progetto Itaca ONLUS”, sodalizio di volontari per la salute mentale costituito a Milano nel 1999, da un’idea di Ughetta Radice Fossati, con lo scopo di attivare iniziative e progetti gratuiti di informazione, prevenzione, supporto e riabilitazione rivolti a persone affette da disturbi della salute mentale, nonché programmi di sostegno per le loro famiglie in collaborazione con il servizio pubblico e le altre iniziative del privato sociale, per creare una rete di supporto più efficiente e con costi contenuti grazie alla valorizzazione del volontariato.

All’insegna dello slogan “Per la mente, con il cuore”, Progetto Itaca fa infatti parte di un importante movimento mondiale che vuole diffondere una visione e metodi innovativi e un messaggio di speranza per le persone che soffrono di disturbi psichiatrici, in partnership con il centro internazionale “Clubhouse International” e con l’associazione americana NAMI (National Alliance on Mental Illness), che hanno sperimentato con successo, negli anni, nuovi modi di recuperare chi soffre di questi disturbi alla sua vita, sociale e collettiva. Dal 2006 sono nate associazioni Progetto Itaca anche ad Asti, Roma, Firenze, Palermo, Genova, Parma, Napoli, Catanzaro e Padova. Nel 2012 è stata costituita la Fondazione Progetto Itaca come Ente nazionale con la finalità di promuovere e sviluppare in altre città in Italia tutte le iniziative di Progetto Itaca.

L’Organizzazione Mondiale della Salute ha a più riprese lanciato l’allarme per i costi sociali delle malattie psichiatriche: circa il 10% della popolazione complessiva. Il 75% delle persone che soffrono di malattie mentali manifestano i primi sintomi fra i 15 e i 25 anni, ma la malattia viene diagnosticata con un grave ritardo, portando un grave danno alla persona negli anni più importanti per la formazione e l’ingresso nella vita adulta e nel mondo del lavoro; questi giovani spesso non riescono a completare il percorso della formazione scolastica, universitaria e professionale, e hanno un CV poco interessante per accedere al mercato del lavoro.

D’altra parte negli ultimi 10 anni terapie molto più mirate ed efficaci permettono alle persone di tenere sotto controllo i sintomi più invalidanti e di avere una funzionalità cognitiva molto spesso intatta; le persone possono quindi aspirare a un benessere di vita maggiore. L’inserimento lavorativo di lungo termine appare insomma oggi una prospettiva realistica ed una risposta efficiente alle problematiche socio-economiche legate alla gestione sociale del disagio psichico grave. Molto spesso però, dopo il ricovero in ospedale e la fase di cura nel centro diurno o in comunità protette, il paziente si ritrova a dover affrontare una realtà quotidiana senza protezione, o un rientro in famiglia estremamente delicato, e a dover ricostruire la sua vita (rapporti sociali, occupazione, lavoro ecc..) senza un adeguato supporto; e spesso ricade nelle situazioni che ne hanno determinato il ricovero.

Forte è quindi l’esigenza di incrementare progetti del privato sociale finalizzati alla fase finale della riabilitazione, per accompagnare la persona fino alla “normalità”, con interventi più sociali che medici e quindi meno costosi, in collaborazione con i servizi socio-sanitari del SSN. Uno degli scopi associativi è infatti debellare lo stigma che ancora accompagna le malattie della mente e rende difficile il percorso della cura e il recupero del benessere di vita. Tutte le iniziative dell’associazione, dunque, sono finalizzate alla riabilitazione e l’inserimento sociale e lavorativo di persone che soffrono di disturbi mentali, ricostruendo relazioni positive con la famiglia e gli amici e permettendo loro di riprendere un ritmo di vita soddisfacente, oltre ad abilità specifiche.

I soci fondatori dell’associazione leccese sono Ughetta Radice Fossati, Maria Lucia Seracca Guerrieri Portaluri, Cristina Caiulo, Maria Luisa Capasa, Lucrezia Cavallo, Leda Cesari, Luigi De Falco, Luigi Del Prete, Claudia Ferocino, Aurelio Filippi Filippi, Andrea Fiore, Rossella Galante Arditi, Lucia Lazari Congedo, Elisa Greco, Natasha Mariano Mariano, Stefano Pallara, Giuseppe Seracca Guerrieri, Hebe Grayson Splane, Francesco Winspeare.

Presidente del sodalizio leccese è Carmen Tessitore. “Progetto Itaca Lecce può contare su una squadra coesa e motivata di primi volontari che si sono messi a disposizione per il raggiungimento degli scopi associativi. Naturalmente, però, speriamo nel sostegno della città di Lecce e dell’intero territorio per garantire un futuro di speranza a chi soffre di disagio mentale”, spiega la presidente Tessitore, “perché solo con le “reti” solidali si raggiungono i grandi risultati che anche noi, con la collaborazione anche delle istituzioni, speriamo di ottenere”. Alla conferenza stampa di ieri mattina hanno preso parte anche l’assessore Andrea Guido in rappresentanza del Comune e il presidente del Tar Antonio Pasca. Il presidente della Regione Michele Emiliano ha invece inviato all’associazione una lettera di congratulazioni in cui si dichiara disponibile a supportare ogni iniziativa che l’associazione vorrà mettere in campo.

La prima azione concreta di Progetto Itaca Lecce sarà la partecipazione alla campagna nazionale “Tutti matti per il riso”, che vedrà i volontari leccesi in strada (corso Vittorio Emanuele) domani (sabato 8 ottobre ore 10-21) e dopodomani (domenica 9 ottobre ore 10-13) a vendere il riso della Fondazione Progetto Itaca Onlus per raccogliere fondi da destinare alla mission associativa (www.progettoitaca.org).

Articolo pubblicato in origine su Tagpress

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