TAP, inizio bonifica bellica in mare a San Foca

Nei giorni scorsi il MISE ha considerato i lavori di TAP regolarmente avviati, ma per De Lorenzis c’è abusivismo edilizio. Oggi avviate le operazioni di bonifica bellica.

La società TAP rende noto che a partire da oggi, nell’area di mare antistante la spiaggia di San Basilio, a San Foca, una ditta specializzata condurrà per conto di TAP la bonifica preventiva di ordigni bellici in vista di prossime attività di monitoraggio ambientale e in preparazione alla realizzazione del micro tunnel.

“I battelli Adriano J. e Roma della MIAR Sub, assistiti dalla motobarca Gelmar, effettueranno attività di ricognizione e bonifica subacquea precauzionale – si legge in una nota – di ordigni esplosivi residuati bellici, che dureranno circa dieci giorni, compatibilmente con le condizioni meteomarine“.

La navigazione, la balneazione e la pesca nella zona interessata dalle attività, durante lo svolgimento di queste operazioni, sono regolate dall’Ordinanza n. 73/2016 dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Otranto, con l’individuazione delle coordinate geografiche dei punti interessati dalle bonifiche e regola.

Inoltre, sempre a partire da oggi sono previsti nell’area del terminale di ricezione (PRT) e lungo il percorso a terra del gasdotto rilievi topografici e fotografici dei muretti a secco.

De Lorenzis: “Per noi è abusivismo edilizio”

Uno dei nodi irrisolti della questione TAP, su cui è aperta un’inchiesta della magistratura leccese, riguarda l’avvenuto avvio dei lavori entro il termine perentorio del 16 maggio 2016. Secondo TAP e secondo il Ministero dello Sviluppo economico (MISE), le operazioni di bonifica bellica e i sondaggi per la valutazione del rischio archeologico sono sufficienti a considerare effettivo l’inizio dei lavori.

Per il Comune di Melendugno, il Comitato No TAP ed il Ministero dell’Ambiente, invece, TAP sarebbe ancora ferma alla fase 0, vale a dire a quella di allestimento del cantiere. In particolare Comune e No TAP hanno in più occasioni rilevato come manchino ancora i progetti esecutivi relativi all’opera di gasdotto, mentre le operazioni che sta eseguendo attualmente TAP sarebbero dovute essere realizzate prima dell’avvio dei lavori, essendo ante operam.

Per questi motivi il deputato salentino del Movimento 5 Stelle, Diego De Lorenzis, ha chiesto spiegazioni, in occasione di un’interrogazione parlamentare, al Sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonio Gentile, il quale ha risposto sostenendo che l’operazione di verifica degli ordigni bellici è da considerarsi avvio di cantiere, e ciò farebbe salva l’autorizzazione. Ma il Sottosegretario avrebbe comunque ammesso la presenza di alcune criticità, legate al fatto che queste operazioni sono state effettuate prima che venisse completata la fase 0, tutt’ora incompleta.

Il completamento della fase 0 prevede lo spostamento di 231 alberi di ulivo e la realizzazione della strada di accesso al cantiere, ma ad oggi manca l’autorizzazione regionale allo spostamenti di questi alberi.

Alla luce di tutto ciò, per De Lorenzis, “si tratta di un abuso edilizio e quelle operazioni non possono essere considerate avvio di cantiere valido”.

Gli studi di sismicità

C’è un altro aspetto, scarsamente considerato dai media e riguarda gli studi sulla sismicità del territorio. Il Salento è statisticamente una zona a bassa sismicità, ma non è immune, come dimostra il catastrofico terremoto che devastò il Salento il 20 febbraio 1743. Lo sciame sismico verificatosi nella notte tra sabato 15 e domenica 16 ottobre ha riacceso i fari sulla questione sismicità.

A ricordarlo è il Comitato No TAP, che segnala che nel decreto di compatibilità ambientale rilasciato a TAP, il Ministero dell’Ambiente ha chiesto un’attenta valutazione sismica, soprattutto in considerazione dell’intensa attività della faglia presente tra Albania e Grecia, la stessa che ha generato gli eventi sismici di qualche giorno fa e quella del 1743 nel Salento.

Articolo pubblicato in origine su Tagpress

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