TAP: ostacoli sia dalla Regione che dalla Commissione Europea

Regione risponde al Ministero: “TAP è ancora inadempiente”. Dall’Europa evidenziate altre lacune, su impatto ambientale e rischio incidenti rilevanti.

Ad essere di impedimento sono principalmente i 231 alberi di ulivo in località San Basilio, che dovrebbero essere estirpati e stoccati in luogo idoneo fino a conclusione dei lavori.
La Regione Puglia ad oggi non ha ancora rilasciato l’autorizzazione alle operazioni, in quanto non ritiene sussistere le condizioni prescritte dal decreto di compatibilità ambientale rilasciato al progetto TAP (prescrizione A 44).

Il Ministero, alla fine di ottobre, aveva manifestato l’intenzione di scavalcare la Regione. Infatti, con una missiva firmata dal neo Direttore Generale Giuseppe Lo Presti, è stato comunicato a Regione e Comune di Melendugno, che le condizioni previste dalla prescrizione A 44 vanno considerate soddisfatte e non ci sarebbero ostacoli all’espianto e allo spostamento degli ulivi.
La Regione aveva 10 giorni giorni per presentare osservazioni e controdeduzioni e cercare di impedire il via libera all’espianto degli ulivi.

La risposta è arrivata ed ha affermato che le condizioni per dichiarare soddisfatta la prescrizione A 44 (quella relativa all’espianto e reimpianto degli ulivi) non sussisterebbero.
Infatti, secondo l’ente regionale, TAP non avrebbe adeguato il progetto ai rilievi presentati dal Comando provinciale dei vigili del fuoco riguardanti la distanza tra il contorno della condotta a terra e il contorno del tronco degli alberi ad alto fusto.

Inoltre, secondo la missiva della Regione, non sarebbero mai state fornite “modalità utili alla ricollocazione degli ulivi espiantati una volta terminati i lavori“. Insomma, non ci sarebbero garanzie sulla effettiva possibilità reimpiantare questi alberi.
Inoltre sarebbe ancora indeterminato “l’esatto dimensionamento del cantiere del micro tunnel, rendendo indeterminato il quadro complessivo dell’opera”.

Il Ministero potrà superare le controdeduzioni della Regione, con provvedimento motivato. Tuttavia, considerata la delicatezza della questione e la ben circostanziata argomentazione della Regione, dal Ministero potrebbero avere qualche esitazione.

Ma i guai peggiore per TAP potrebbero derivare dalla posizione della Commissione europea sul gasdotto. L’organo di governo europeo, infatti, mostra qualche preoccupazione sull’impatto ambientale e sul pericolo di incidenti rilevanti.

La Commissione ha risposto all’interrogazione dei parlamentari europei del M5S Piernicola Pedicini e Rosa D’Amato, sostenendo di non essere nelle condizioni di valutare le misure previste per compensare i problemi di impatto ambientale, in quanto il Governo italiano non avrebbe ancora presentato il programma contenente misure di attenuazione dell’impatto e strategie, secondo quanto prescritto dalla direttiva sulla strategia per l’ambiente marino.

Secondo la Commissione europea, inoltre, il Governo dovrebbe tener conto anche del nuovo Piano paesaggistico pugliese, oltre che del pericolo di incidenti rilevanti.

Per quanto riguarda quest’ultimo punto, l’organo di governo europeo afferma “l’inclusione dei gasdotti nella legislazione Ue è oggetto di uno studio legato all’applicazione della direttiva europea Seveso III sul pericolo di incidenti rilevanti. A seguito di ciò, se occorre, saranno promossi confronti tra Stati confinanti in materia di sicurezza dei gasdotti ai sensi della Convenzione sugli effetti transfrontalieri degli incidenti industriali”.
Ricordiamo che secondo il Governo il progetto non assoggettabile alla normativa Seveso sul rischio incidenti rilevanti.

“Le risposte della Commissione Ue – si legge in un comunicato congiunto dei due europarlamentari – confermano che avevamo visto giusto e che era necessario presentare l’interrogazione per far accendere i riflettori europei sui numerosi motivi che dovrebbero spingere l’Italia e l’Ue a bloccare la realizzazione del Tap”.
“Ora ci aspettiamo – concludono – che il governo italiano dia delle risposte immediate a quanto evidenziato dalla Commissione europea e rispetti le normative violate”.

Articolo pubblicato originariamente su Tagpress

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