Casili duramente contestato da alcuni olivicoltori, insulti compresi

L’associazione Voce dell’Ulivo e altri olivicoltori hanno contestato Casili per le sue posizioni su xylella. Insulti anche personali, compreso un augurio di morte “alla svelta”.

Il Consigliere regionali del Movimento 5 Stelle, nonché agronomo, Cristian Casili, è stato duramente contestato su facebook dall’associazione di olivicoltori La Voce dell’ulivo e da altri, olivicoltori e non.
Criticare, contestare un politico fa parte della democrazia. Talvolta però le contestazioni sfociano in un comportamento indecoroso, soprattutto se ad un politico si augura la morte o se si vanno a toccare le tragedie familiari, di cui purtroppo un anno fa è rimasta vittima la famiglia di Casili.

Tutto è sorto in seguito all’approvazione nella Commissione agricoltura del Consiglio regionale del disegno di legge sul xylella e disseccamento degli ulivi, il cui testo originario ha subito delle modifiche in virtù dell’approvazione di una serie di emendamenti presentati dal Movimento 5 Stelle.
Tra questi emendamenti c’è quello riguardante la possibilità della conversione agricola degli uliveti colpiti dal disseccamento con la sostituzione degli ulivi in vitigni o altre specie o varietà di ulivi considerati tolleranti o resistenti al batterio della xylella.

Questo emendamento non è stato ben accolto da molti olivicoltori, che invece speravano in quella norma. La vicenda ha generato non pochi malumori.

cristian-casili-sputacchina-in-autoIl secondo fatto scatenante è rappresentato dalla pubblicazione da parte di Casili, su facebook, di alcune foto che ritraevano una sputacchina all’interno della sua auto.
Il Consigliere era nella zona di Gallipoli, pronto a dirigersi al Consiglio regionale, a Bari. Casili, con un po’ di ironia, ha voluto dimostrare con quel post come sia facile trasportare questo insetto anche a centinaia di chilometri di distanza senza accorgersene. “Che senso ha – si chiede Casili – perseverare in inutili misure di eradicazione e distribuire tonnellate di insetticidi e diserbanti nelle zone di contenimento se poi la cicalina può superare indisturbata questi confini? Stiano tranquilli Andriukaitis e Martina, a sto giro ho fatto già scendere la povera sputacchina clandestina. Ma se non me ne fossi accorto?”

L’associazione La Voce dell’Ulivo ha risposto con un post, lanciando pesanti accuse all’indirizzo del Consigliere neretino:

“Caro consigliere di minoranza Casili (Movimento 5 Stelle) lei è un trasformista di professione, oltre che essere geneticamente un negazionista. Ha una bella faccia tosta a parlare di insetto vettore e di Xylella quando ha sempre asserito pubblicamente che il patogeno fosse innocuo o che addirittura non esistesse. E comunque di cosa si sta preoccupando? Non è stato lei a dichiarare che, dopo alcune virate, con il batterio si può convivere? Non è stato lei a pubblicizzare metodi di cura, farlocchi, senza alcuna prova scientifica? Ne ricordiamo uno? Quello della proteina del latte per esempio? E dove è finita questa proteina? Nelle forme del formaggio per caso? Oppure le campagne contro le cultivar Leccino?  Diciamoci la verità una volta per tutte, per lei e quelli come lei, l’interesse primario è quello che non si trovi la soluzione a Xylella, così può continuare la sua ascesa in politica. Per adesso non vogliamo dilungarci troppo sulle speculazioni, ci sarà l’occasione, sicuramente più opportuna per spiegare al Salento, e non solo, quali siano state le sue idee contro gli agricoltori veri del Salento. E lo faremo pubblicando tutte le sue dichiarazioni su Xylella in questi anni, in modo che tutti possano comprendere e leggere le sue virate da opportunista, quale lei è! PS: Questa nota è stata sollecitata per primo da elettori del movimento 5 Stelle facenti parte del direttivo.”

A questo post son seguite sempre su facebook una serie di contestazioni, ma anche di insulti, nei confronti di Casili, sia da parte di appartenenti della Voce dell’Ulivo, che da parte di esterni, tra i quali anche un venditore di agrofarmaci.
che-dio-lo-abbia-in-gloria-insulti a casiliIl commento più pesante è stato “Che Dio l’abbia in gloria alla svelta”.

In pratica un augurio di morte riferito a Casili. E’ stato proprio questo commento a far scattare la scintilla e scatenare l’indignazione da parte di diversi esponenti del Popolo degli Ulivi, i quali hanno lanciato l‘hashtag #giùlemanidacasili.

Ne è derivato un botta e risposta tra le diverse anime del movimento e quelle della Voce dell’Ulivo, dove sono volate parole grosse e insulti reciproci. Nella discussione al veleno si è anche inserita un’amministratrice del Comune di Ugento.
Un’altra brutta pagina è stata scritta nell’ambito della vicenda xylella e CoDiRO.

Articolo pubblicato originariamente su TagPress

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