Referendum, il caso delle matite non indelebili. Falso allarmismo?

Anche a Salve, come in tutta Italia, un elettore ha denunciato l’utilizzo di matite non indelebili all’interno dei seggi. Il Codacons si rivolge alle Procure. Ma la regolarità del referendum è davvero a rischio?

In attesa dell’esito delle urne, il referendum costituzionale in corso in queste si sta caratterizzando per un’accesa discussione intorno alle matite con le quali gli elettori devono porre la croce sulla scheda. Fioccano infatti da ogni parte d’Italia segnalazioni e denunce da parte di cittadini secondo i quali le matite utilizzate per esprimere il proprio voto non siano indelebili. Una situazione che era stata quasi preannunciata negli scorsi con un messaggio fatto circolare sui social network e whatsapp: “Avviso per chi vota! La matita che vi forniscono per votare è cancellabile! Portatevi una gomma e provate se il voto non si cancella. In caso contrario chiamate le autorità competenti e denunciate”.

Un avvertimento che è stato preso alla lettera da un altissimo numero di italiani, che si sono recati ai seggi con una gomma e un foglio bianco. E così ha fatto anche un cittadino di Salve, che ha raccontato la sua esperienza in un messaggio vocale inviato tramite whatsapp e che in poche ore è arrivato sugli smartphone presenti su tutto il territorio salentino: l’uomo ha raccontato di aver votato nella sezione elettorale n.4 del Comune di Salve con una matita sulla quale non era presente la serigrafia del Ministero dell’Interno; l’elettore ha subito fatto notare l’anomalia al presidente del seggio, il quale ha semplicemente informato che quella matita faceva parte della dotazione fornita alla commissione; una volta entrato nella cabina elettorale, l’uomo ha tracciato un segno sul foglio bianco che aveva portato con sé, per poi, una volta apposto il suo voto, cancellare con una gomma quello stesso segno in presenza di tutta la commissione.

Alla richiesta di chiarimenti, la commissione ha spiegato di aver erroneamente fornito una matita diversa da quelle utilizzate nelle elezioni e presenti nella dotazione del Ministero. L’elettore ha però preteso che l’episodio venisse indicato nel registro da parte del presidente della commissione, il quale ha precisato come fino a quel momento ai cittadini fosse stata consegnata una matita sbagliata.

Come a Salve, è scoppiata in tutta Italia una sorta di psicosi e di timori relativi a brogli elettorali, tanto è vero che nelle scorse ore è intervenuto direttamente il Ministero dell’Interno con una propria nota:

Le matite cosiddette ‘copiative’ sono indelebili così come, tra l’altro, aveva dichiarato il produttore, Faber-Castell, al Corriere della Sera, nel 2013  e sono destinate esclusivamente al voto sulla scheda elettorale. Il ministero dell’Interno, in media ogni anno, ne acquista un certo numero, basandosi sul fabbisogno storico, per rifornire i depositi ed essere in grado di rifornire le Prefetture man mano che manifestano il loro fabbisogno. Nello specifico, quest’anno, il Viminale ha acquistato 130 mila matite dalla ditta Luca srl – aggiudicataria del relativo appalto sul mercato elettronico  che, a sua volta, si rifornisce dalla Faber-Castell, direttamente in Germania. Di queste 130 mila, per esempio, quest’anno ne sono state distribuite circa 80 mila per il referendum costituzionale, mentre altre richieste, da parte delle Prefetture, sono state soddisfatte per il referendum sulle trivelle e in occasione delle elezioni amministrative. Le Prefetture, è bene precisare, possono utilizzare anche le matite che sono rimaste in deposito dagli anni precedenti. Si utilizzano matite prodotte dal Faber-Castell almeno da cinque anni.

Come è stato allora possibile cancellare da un foglio bianco il segno lasciato dalle matite indelebili? In realtà, non si tratta di nessuna anomalia: le tracce di queste matite, infatti, sono infatti facilmente eliminabili dalla carta comune, ma non da quella utilizzata per realizzare le schede elettorali, stampate con un inchiostro cancellabile solo con abrasione, operazione che quindi danneggerebbe la scheda, con conseguente annullamento della stessa. Occorre poi considerare anche altri aspetti: lo spoglio è aperto al pubblico e avviene alla presenza dei rappresentati dei comitati sostenitori del “Sì” e del “No”; inoltre, la chiusura del verbale da parte del presidente rende ufficiali i dati emersi dal conteggio.

La bomba però è esplosa. La Codacons ha presentato un esposto a tutte le 140 procure italiane, anche alla luce di alcune segnalazioni che, se confermate, si rivelerebbero gravissime; è, ad esempio, il caso dell’attore Giorgio Gobbi, che a ilfattoquotidiano.it ha raccontato di essere riuscito a cancellare un segno lasciato sulla scheda senza danneggiarla. L’attore ha poi presentato denuncia ai Carabinieri di Roma, sua città di residenza. A Genova, invece, un elettore ha denunciato l’utilizzo di vecchie matite cancellabili.

Insomma, più che sull’esito del referendum, l’attenzione si è al momento spostata sulla regolarità delle matite utilizzate nei seggi elettorali. Su alcuni episodi, però, bisognerà fare subito luce, così da accertare la regolarità di una chiamata alle urne che potrebbe cambiare radicalmente il volto della Costituzione e della politica italiana.

Articolo pubblicato originariamente su TagPress

Facebook Comments