Xylella: “I Comuni non hanno i fondi per effettuare gli interventi obbligatori”

codiro - xylella - li sauli

Sindaci del Brindisino chiedono incontro urgente al Dipartimento regionale Agricoltura. Le misure imposte per il contrasto alla xylella sono troppo costose e i Comuni lamentano mancanza di risorse.

La primavera è alle porte e le disposizioni dell’Osservatorio fitosanitario regionale impongono misure a lotta obbligatoria per contenere la sputacchina, l’insetto considerato vettore della xylella fastidiosa.

Ma alcuni Comuni della provincia di Brindisi, rientranti nelle zone cuscinetto e di contenimento, lamentano di non avere sufficienti risorse per dare attuazione a queste misure, che consistono in operazioni di aratura, trinciatura e fresatura della vegetazione spontanea, da ultimare entro e non oltre il 30 aprile.

Per questo i Sindaci dei Comuni di Ceglie Messapica, Cisternino, Fasano, Ostuni, di San Michele Salentino, nonché il Commissario straordinario del Comune di Carovigno, ieri, 2 marzo, hanno firmato una lettera congiunta per chiedere un incontro urgente al Dipartimento Agricoltura, Sviluppo Rurale e Ambientale della Regione Puglia.


Oggetto della discussione dovrebbe essere la ricerca di una soluzione e la definizione di una strategia condivisa in ordine alle tempistiche e al finanziamento – auspicando il sostegno economico della Regione – delle iniziative di contrasto alla diffusione del coleottero (la sputacchina) mentre è ancora allo stadio giovanile, non solo nei terreni agricoli, ma anche nelle zone urbane.

In base alla normativa di contrasto e contenimento della diffusione della xylella fastidiosa, ci sono precisi obblighi a carico dei proprietari di terreni. Per quanti riguarda i le aree pubbliche, questi obblighi gravano sugli enti pubblici competenti, principalmente i Comuni, in relazione anche a strade comunali, contrade e percorsi interpoderali.

Ginfranco Coppola, Sindaco di Ostuni, Comune capofila, sostiene la presenza di una “difficoltà oggettiva di portare a compimento le buone pratiche indicate su territori estremamente vasti”, per cui i Comuni hanno ritenuto urgente “un incontro con i tecnici e gli amministratori regionali per studiare un programma d’intervento efficiente ed efficace, prima dell’arrivo della primavera”.

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