Cantiere TAP sotto sequestro: stavolta non è uno scherzo

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Cantiere TAP sottoposto a sequestro dai carabinieri su provvedimento della Procura di Lecce. Violazione vincolo paesaggistico e prescrizione sul trattamento degli ulivi espiantati in corso di accertamento da parte degli inquirenti. TAP: ‘Piena fiducia nella magistratura’.

Nei mesi scorsi davanti al cancello del cantiere TAP di San Basilio era comparso un foglio con la scritta “area sottoposta a sequestro”. Si trattava in quel caso di un atto goliardico e niente di più.

Il 26 aprile, invece, il sequestro, di tipo probatorio, è arrivato per davvero. Non riguarda tutto il cantiere TAP, ma solo l’area di contrada La Paesana (il cluster 5), dove TAP ha provveduto nei giorni scorsi all’installazione di una recinzione con jersey e filo spinato e all’espianto e al trasferimento di 448 ulivi. Proseguono invece i lavori a San Basilio, dove è in corso la realizzazione del pozzo di spinta.

Sono stati i carabinieri della forestale a provvedere all’esecuzione del decreto firmato dalla PM Valeria Farina Valaori e dal Procuratore Capo della Repubblica di Lecce Leonardo Leone De Castris. Nell’area di cantiere TAP sottoposta a sequestro potranno entrare solo le persone autorizzate dall’Autorità giudiziaria.

Tra l’altro il Sindaco di Melendugno, Marco Potì, aveva anche diffidato Ministero e TAP, intimando loro di non procedere all’espianto degli ulivi.

Le nuove indagini ed il provvedimento di sequestro sono legati al trattamento degli ulivi, attività che in base all’autorizzazione può essere svolta da dicembre a febbraio, e all’installazione della recinzione realizzata in una zona di notevole interesse pubblico soggetta a vincolo assoluto di indisponibilità.

L’inchiesta è partita a seguito di un esposto presentato in data 26 aprile 2018 dai parlamentari del Movimento 5 Stelle Daniela Donno e Diego De Lorenzis, a seguito di un sopralluogo effettuato alcune ore prima accompagnati da Michele Mario Elia e alcuni tecnici di TAP.

Formalmente indagata risulta solo Clara Risso, rappresentante legale di TAP, difesa dagli avvocati Andrea Sambati e Massimiliano Foschini.

Le ipotesi di reato per le quali si indaga sono, ‘Esecuzione di Opere in assenza di autorizzazione o in difformità da essa’ (articolo 181 del Codice dei Beni culturali del paesaggio, D.Lgs 42/04), ‘Distruzione o deturpamento di bellezze naturali’ (art. 734 del codice penale), ‘Danneggiamento’ (art. 635 comma nn. 1 e 3 c.p.), ‘Interventi edilizi nelle zone sottoposte a vincolo storico, artistico, archeologico, paesistico, ambientale, in variazione essenziale, in totale difformità o in assenza del permesso’, (articolo 44 lettera c) Testo unico dell’edilizia, DPR 380/01).

Alla notizia del sequestro, TAP ha diramato una nota per esprimere piena fiducia nella magistratura:

‘Tap, nella convinzione di aver operato nel pieno rispetto delle disposizioni legislative in materia e delle autorizzazioni ricevute, ribadisce l’assoluta fiducia nella magistratura e fornirà tempestivamente alla Procura tutti i chiarimenti necessari volti ad ottenere il dissequestro dell’area.’

I dettagli dell’inchiesta

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Laureato in giurisprudenza, scrivo, racconto, facendomi domande, senza cercare risposte facili. Più che giudicare mi interessa comprendere. Sono stato cofondatore e caporedattore della Testata TagPress.it. Al momento gestisco il blog SalentoMetropoli.it e collaboro come freelancer per altre testate.

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