Europarlamento: ‘TAP non rispetta norme ambientali e sociali’

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Approvata la relazione del M5S su attività finanziarie BEI. Secondo la risoluzione dell’Europarlamento TAP non è idoneo ad essere finanziato da una banca pubblica. FI e PD: ‘TAP è strategico, la decisione di BEI di finanziarlo è una scelta saggia’.

Con la risoluzione dell’Europarlamento che boccia il finanziamento TAP deciso dalla BEI (Banca europea degli Investimenti) il Movimento 5 Stelle ottiene il secondo risultato nella lotta contro il gasdotto nel giro di pochi giorni. Il 26 aprile, infatti, dopo che i parlamentari pentastellati avevano presentato un esposto presso la Procura di Lecce, nello stesso giorno i magistrati avevano disposto il sequestro del nuovo cantiere presso la località La Paesana, in agro di Melendugno.

Due risultati che arrivano proprio mentre incalzava la polemica nei confronti del Movimento di Grillo a causa di un passaggio non del tutto chiaro nello schema di “accordo di governo” nel quale sembra esserci un’apertura verso le infrastrutture del gas.

Ad ogni modo, il fatto odierno riguarda una severa bocciatura da parte del Parlamento Europeo del finanziamento deciso dalla BEI (Banca europea degli investimenti) a favore di TAP.

Si tratta di una risoluzione non vincolante, ma che ha comunque un enorme peso. Innanzitutto è stata votata dall’unico organo rappresentativo dell’Unione Europea, ma è ancor più rilevante il contenuto della risoluzione.

Europarlamento: ‘TAP non andava finanziato’

La BEI, dopo un travagliato iter e una serie di rinvii, lo scorso febbraio ha finalmente deciso di concedere al progetto TAP un prestito da 1,5 miliardi di euro, nonostante le forti opposizioni da parte di associazioni e comitati per la tutela dei dritti umani e per la tutela dell’ambiente, anche internazionali, oltre agli appelli di costituzionalisti, caduti nel vuoto.

La BEI, infatti, non potrebbe finanziare progetti che in qualche modo siano connessi a contesti in cui sussistono violazioni dei diritti umani e il progetto TAP è solo un segmento di un mega progetto che parte dall’Azerbaijan, Paese considerato da numerose organizzazioni internazionali come stato autoritario che viola sistematicamente i diritti umani e le libertà fondamentali. 

Secondo Bankwatch.org il progetto avrebbe l’effetto di sostenere ‘regimi corrotti che calpestano i diritti umani’. Inoltre, la stessa organizzazione sostiene che investire su un progetto di sfruttamento di un combustibile fossile sarebbe in contrasto con la decisione assunta dalla BEI di allineare la propria politica finanziaria all’Accordo sul clima di Parigi, dove i partecipanti si sono impegnati a dismettere le fonti fossili.

Ma anche con riguardo ai Paesi attraversati dal percorso TAP (Grecia, Albania, Italia) sono state denunciate forzature e violazioni “sostanziali” dei diritti ambientali e sociali, sebbene a livello formale fino ad ora gli organi giudicanti abbiano sempre ritenuto legittimo l’operato di TAP e delle pubbliche amministrazioni (salvo possibili sviluppi dalla inchieste in corso).

Nonostante queste osservazioni, la BEI ha accolto la richiesta di finanziamento. A distanza di 3 mesi questa decisione è stata bocciata dal Parlamento europeo.

L’iniziativa era stata intrapresa dal Movimento 5 Stelle, che ha presentato relazione annuale sul controllo delle attività finanziarie della BEI, con particolare riguardo al caso TAP, dove si legge che il ‘gasdotto transadriatico non rispetta, in misura  diversa nei paesi di transito (Grecia, Albania a Italia), le norme ambientali e sociali minime’ ed il progetto TAP non è ‘idoneo per un investimento da parte della BEI’.

I parlamentari europei, riuniti in seduta plenaria, hanno fatto propria la relazione, approvandola. Secondo l’Europarlamento TAP non ‘dovrebbe essere preso in considerazione a fini di finanziamento da qualsiasi banca che aspiri a investimenti responsabili sul piano sociale e ambientale’.

Piuttosto questa Banca pubblica dovrebbe promuovere attività finanziariamente sostenibili, puntando maggiormente sulla piccole e medie imprese.

Le dichiarazioni di Marco Valli e Rosa D’Amato

Marco Valli, eurodeputato M5S e autore della relazione, alla notizia dell’approvazione della risulazione dell’Europarlamento su TAP, ha dichiarato:

‘Con questo atto, chiediamo maggiori risorse per le PMI, più trasparenza sugli appalti e maggiore addizionalità ambientale e sociale per i progetti finanziati. La relazione tra l’altro critica direttamente il prestito al TAP, progetto che non andrebbe finanziato specialmente da una banca pubblica. Auspichiamo che la Bei segua con attenzione le indicazioni del Parlamento’.

Rosa D’Amato l’eurodeputata pugliese del M5S ha aggiunto:

‘Da tempo chiedo alla Bei di rivedere le sue scelte in tema di finanziamento all’industria fossile e in particolare al TAP. Ma la banca si è ostinata a voler finanziare il gasdotto nascondendosi dietro il paravento dell’approvvigionamento di gas, che non è certo una fonte rinnovabile, senza tenere debitamente conto delle esternalità sociali, economiche e ambientali e infischiandosene dei potenziali rischi per la popolazione locale’.

PD e Forza Italia: risoluzione Europarlamento su TAP non vincolante; il gasdotto è strategico

Le delegazioni del PD e di Forza Italia al Parlamento europeo, rappresentate da Elisabetta Gardini (FI) e Patrizia Toia (PD) sono diverso avviso e in un comunicato congiunto, sottolineano che ‘il Tap è un progetto strategico per la sicurezza energetica dell’Italia e dell’Europa, preserva l’ambiente e il territorio e non comporta rischi per la popolazione.’

Definiscono ‘saggia la decisione della Banca europea per gli investimenti di finanziare il progetto’. ‘Come recentemente affermato dalla Commissione europea, il TAP – sostengono – aiuta a diversificare le fonti e le rotte di approvvigionamento in regioni più vulnerabili come il Sud-Est e il Meridione in Italia. E’ per questa ragione – affermano – che la nostra posizione è di contrarietà al paragrafo votato ieri nella risoluzione sopra richiamata e che fa riferimento alla questione’.

‘La relazione del Movimento 5 Stelle, infine, dimentica il prezioso ruolo del gas naturale nella decarbonizzazione e le importanti prospettive in termini ambientali e di risparmi che si stanno aprendo in Italia e in Europa grazie allo sviluppo del gas come fonte rinnovabile attraverso il biometano. Un recente studio, infatti, dimostra – concludono – come entro il 2050 l’Europa potrà risparmiare 140 miliardi di euro l’anno utilizzando il gas rinnovabile, raggiungendo più facilmente i suoi obiettivi climatici.’

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Laureato in giurisprudenza, scrivo, racconto, facendomi domande, senza cercare risposte facili. Più che giudicare mi interessa comprendere. Sono stato cofondatore e caporedattore della Testata TagPress.it. Al momento gestisco il blog SalentoMetropoli.it e collaboro come freelancer per altre testate.

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