FSE: le porte non si aprono, il treno riparte

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Disavventura per una pendolare, costretta a scendere alla fermata successiva perché le porte del treno erano rimaste bloccate. Il personale si scusa: ‘Non è la prima volta che succede’.

Può capitare anche questo se si viaggia su un treno delle Ferrovie Sud Est: le porte rimangono bloccate e non si riesce a scendere, poi il mezzo riparte e bisogna scendere alla fermata successiva e non sempre è così facile rimediare…

E’ successo martedì scorso ad una viaggiatrice, la quale ha segnalato l’episodio al Comitato Trasporti Salento, che da diversi mesi si fa portavoce dei disagi e dei disservizi patiti dai viaggiatori.

Il treno era quello delle 17:55 in partenza da Lecce e diretto a Gagliano del Capo, via Zollino, uno dei treni dismessi da Trenitalia, riciclati e consegnati a Ferrovie Sud Est dopo l’acquisizione della stessa al gruppo di Ferrovie dello Stato.

La nostra sventurata viaggiatrice non è una turista, ma una persona residente che normalmente si sposta nel territorio – per quanto possibile – attraverso i mezzi pubblici. Martedì pomeriggio era diretta a Corigliano d’Otranto, l’arrivo era previsto per le ore 18:38, ma una volta raggiunta la stazione le porte del vagone in cui viaggiava non si sono aperte.


‘Le porte di quel treno si aprono spingendo un pulsante. Ho provato ad uscire da una porta e non si apriva, poi ho tentato di aprire la seconda porta, ma non c’è stato niente da fare – ha dichiarato la viaggiatrice – e il treno è ripartito. Le porte degli altri vagoni, invece, si sono regolarmente aperte. Ho subito fatto presente la cosa al personale FSE, che si è scusato e mi ha detto che è già successo altre volte e di averlo già segnalato‘. Nonostante ciò, niente è cambiato.

Alla sventurata pendolare non restava quindi che scendere alla fermata successiva, quella di Maglie, dove avrebbe dovuto prendere un treno proveniente dal senso opposto, che la portasse da Maglie a Corigliano.

Una volta giunta a Maglie, oltre a dover fare un nuovo biglietto a proprie spese, la donna si è trovata di fronte ad un problema più serio. Il treno sarebbe passato da Maglie alle ore 20:32, con arrivo a Corigliano previsto alle 20:41, vale a dire quasi due ore dopo, il che avrebbe vanificato i motivi del suo viaggio verso Corigliano, in quanto non le avrebbe permesso di arrivare in tempo all’evento a cui doveva presenziare.

Come spesso accade, in mancanza di un servizio di trasporti pubblici soddisfacente, l’ultima risorsa rimane quella del ‘buon samaritano’, cioè l’intervento di una persona che si offre di accompagnare con il proprio mezzo il malcapitato o la malcapitata di turno. E così, in soccorso della pendolare, è arrivato un amico della stessa, che venuto al corrente dell’accaduto ha deciso di prendere l’auto e andarla a prendere dalla stazione di Maglie.

Questo episodio è solo uno dei tanti disagi quotidiani a cui sono sottoposti i viaggiatori nel Salento, che restano inascoltati. Infatti il dibattito sul trasporto pubblico, nelle sedi istituzionali, è incentrato sui servizi per il turismo, come se il trasporto pubblico fosse solo uno strumento per sfruttare l’economia turistica, mentre i viaggiatori residenti restano sostanzialmente invisibili.

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Laureato in giurisprudenza, scrivo, racconto, facendomi domande, senza cercare risposte facili. Più che giudicare mi interessa comprendere. Sono stato cofondatore e caporedattore della Testata TagPress.it. Al momento gestisco il blog SalentoMetropoli.it e collaboro come freelancer per altre testate.

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