Insulti sessisti contro donna per aver aiutato stranieri a cercare lavoro

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‘Fatti controllare da un ginecologo casomai sei incinta da uno di colore’; ‘stanno cercado dei pornoattori per un importante film […] nn si sa mai se prendano anke lei’: sono alcuni insulti sessisti rivolti a un donna in un gruppo di domanda e offerta lavoro a Lecce.

In un gruppo facebook di domanda e offerta di lavoro nella provincia Lecce una donna aveva pubblicato nei giorni scorsi un post per aiutare alcune persone a trovare un lavoro, solo che non tutti hanno accolto bene l’iniziativa ed è sfociata in polemiche, dure contestazioni e anche insulti sessisti.

Nel nostro Paese il fattore di divisione più forte tra i cittadini è legato alle proprie convinzioni intorno alla presenza di stranieri, all’accoglienza dei migranti, alla questione dei diritti e dei sussidi. A gettare benzina sul fuoco ci sono false notizie che circolano anche da anni, notizie travisate o riportate in maniera tendenziosa o inesatta, fino a far passare il messaggio secondo il quale gli stranieri in Italia sarebbero trattati meglio degli italiani, non lavorerebbero pur vendendo pagati, delinquerebbero abitudinariamente e sarebbero inclini a comportamenti deplorevoli. Ma sono solo dei luoghi comuni che sono entrati nell’immaginario collettivo di una parte della società, sapientemente utilizzati da alcuni forze politiche per attingere consenso.

A difendere gli stranieri quando vengono attaccati in maniera generalizzata ci si espone a diversi insulti razzisti e all’accusa sostanziale di essere buonista o di essere un traditore della patria o degli italiani, se non addirittura di avere un tornaconto personale. Il mantra, in certi ambienti, è “prima gli italiani”.


Se sei donna va anche peggio, perché molto spesso diventa bersaglio di insulti sessisti, soprattutto quando gli stranieri di cui si parla sono di colore, perché – citando le parole di Fabrizio De André – sarebbero dotati della “virtù meno apparente, tra tutte le virtù la più indecente”.

Quindi una donna non può permettersi di aprir bocca in difesa di un africano, senza essere accusata di farlo per un doppio fine, di tipo sessuale, perché evidentemente attratta da determinati attributi maschili.

Succede quotidianamente sui social e non fa eccezione il gruppo facebook “Cerco Offro Lavoro LECCE”, che vanta oltre 37mila iscritti, tra cui persone che non offrono né cercano lavoro, né aiutano qualcuno a farlo. Il loro ruolo sembra essere quello di paladini della difesa della razza italiana, intervenendo per insultare gli stranieri e chiunque si permetta di difenderli in qualche modo, salvo poi ostentare le proprie convinzioni nazionaliste, xenofobe e “politiche”, con post che inneggiano a Salvini o a Mussolini.

Capita costantemente che da un semplice annuncio di lavoro scaturisca una discussione senza fine, di certo non più attinente al lavoro. Il tutto accade senza che i moderatori intervengano, se non in rari casi.

In un recente episodio una iscritta aveva inserito il seguente annuncio:

‘Cerco persone disponibili ad assumere persone di colore, con regolare permesso di soggiorno. Grazie’

Insulti cerco offro lavoro lecceApriti cielo. L’annuncio ha scatenato indignazione e accuse di ogni sorta e in molti hanno ritenuto trattarsi solo di una provocazione, nonostante in più occasioni la stessa autrice del post abbia chiarito che stesse solo aiutando degli amici stranieri a trovare un lavoro e di aver voluto chiarire fin da subito che si tratta di persone di colore, in quanto quest’aspetto cromatico sembrerebbe essere un problema per alcuni datori di lavoro.

Slogan quali i classici “prima gli italiani”, “fuori da casa nostra” e “ci rubano il lavoro” si sprecano, così come tante espressioni sgrammaticate, scritte in una lingua ibrida tra qualche dialetto locale e una lingua assomigliante all’italiano, intrise di odio verso lo straniero, ma anche verso chi non la pensa allo stesso modo.

La donna viene accusata da diversi utenti di avere un tornaconto personale e di voltare le spalle agli italiani. E non basta chiarire che in realtà non si tratta di una preferenza per gli stranieri, ma che l’intenzione fosse solo quella di aiutare dei ragazzi regolari a trovare un lavoro.

Si è scatenato un forte scontro verbale su facebook, tra chi difendeva la donna e chi invece continuava ad accusarla. Sotto quel normalissimo post il numero di commenti ad oggi ha raggiunto quota 650.

C’è chi ci è andato giù pesante, con insulti sessisti, qualcuno anche tramite messaggio privato. Spesso il razzismo è accompagnato da un pensiero machista o maschilista, per cui non è raro che chi dispensa insulti razzisti vanti anche un repertorio di insulti sessisti contro le donne e i gay.

Come accennato, sovente le donne che sono amiche, conoscenti, fidanzate, coniugi di persone di colore, o semplicemente ne difendono i diritti, vengono accusate di farlo solo perché ne apprezzano quella “virtù” a cui si accennava.

Insulti sessisti - cerca lavoro lecceE così un “signore” le suggeriva di farsi controllare da un ginecologo:

‘In questo caso per come sei presa fatti controllare da un ginecologo casomai sei incinta da uno di colore nn si sa mai perché prendi posizione’

Un altro “signore”, forse per un briciolo di senso del pudore, ha preferito scrivere un messaggio privato:

Insulti sessisti - cerco lavoro lecce‘Egregia sig.ra leggendo il post da lei creato su questo social mi viene da rammentare ke a Lecce presso l’hotel Tiziano stanno cercado dei pornoattori per un importante film.se vuole può accompagnarli di persona i suoi amici di colore.nn si sa mai se prendano anke lei ai pronini…… La saluto’

Si è riportato il testo autentico, senza apportare correzioni, per sottolineare anche il livello di conoscenza della lingua italiana di questi “difensori dell’italianità”.

Tra gli argomenti che vengono utilizzati contro le culture straniere in certi ambienti ci sono quelli legati al rispetto della donna, ma forse bisognerebbe prima guardarsi allo specchio. Se l’italiano medio si ritiene rispettoso della donna, allora sarebbe il caso che “prima gli italiani” siano d’esempio.

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Laureato in giurisprudenza, scrivo, racconto, facendomi domande, senza cercare risposte facili. Più che giudicare mi interessa comprendere. Sono stato cofondatore e caporedattore della Testata TagPress.it. Al momento gestisco il blog SalentoMetropoli.it e collaboro come freelancer per altre testate.

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