Muore in diretta Facebook a 180 km/h uccidendo bambina

morte in diretta facebook - Florin Muntean

Un bambina di 9 anni morta, un bimbo di 3 con la colonna vertebrale rotta, i genitori rimasti feriti. Queste le conseguenze della condotta dell’autista responsabile, morto anche lui mentre faceva una diretta Facebook alla velocità di 180 km/h. E’ successo in Romania.

È successo venerdì 13 ottobre 2018, a Timis, in Romania, ma è un episodio che dovrebbe servire da monito per chiunque di noi, sull’uso del cellulare mentre si è alla guida, sull’importanza di tenere una velocità adeguata e sulla considerazione che quando in strada ci sentiamo dei supereroi a cui nulla può accadere dobbiamo ricordarci che non siamo soli, ma ci sono persone e animali che possono rimanere vittime incolpevoli della nostra incoscienza.

Florin Muntean, 32enne di Oravița, venerdì sera stava sfrecciando con la sua Audi, quando ha avviato una diretta Facebook mentre correva a forte velocità. Sul tachimetro la lancetta indica 180 km/h. Un paio di secondi dopo, l’uomo perde il controllo dell’auto dopo un impatto con una veicolo agricolo che lo precede. La sua corsa e la sua vita si arrestano dopo aver travolto una Volkswagen Passat che viaggiava nel senso opposto, al cui interno c’erano due bambini con i loro genitori.


Una bambina di 9 anni ha perso la vita, a causa della rottura dell’osso del collo in seguito al terribile impatto, mentre il fratellino, di 3 anni, è rimasto gravemente ferito, con la colonna vertebrale fratturata. E’ stato sottoposto ad un delicato intervento ed è tuttora ricoverato. I loro genitori, che sedevano entrambi davanti, hanno subito delle ferite meno gravi.

Florin MunteanFlorin Muntean, che nemmeno indossava la cintura di sicurezza, è stato sbalzato fuori attraverso il parabrezza, morendo probabilmente sul colpo. Per zittire il segnalatore di mancato allaccio delle cinture, usava degli espedienti, come agganciare la cintura facendola passare da dietro il sedile, per poi sedersi.

A causa della sua ennesima bravata ha lasciato suo figlio orfano e reso sua moglie vedova, oltre ad aver rovinato un’altra famiglia. Tutto questo solo per sfoggiare la propria auto, le sue prestazioni e condividerle sui social. Ed invece ha fatto vedere come si muore e come si può diventare, per la propria vanità, responsabili della morte e di gravissime ferite ai anni di creature innocenti.

Lo sprovveduto automobilista era solito fare delle dirette mentre era alla guida, tenendo lo smartphone in mano. Non sempre la fortuna riesce a compensare la nostra imprudenza.

Questa delle dirette alla guida è già diventata moda e questo non è il primo caso noto alle cronache di un incidente grave avvenuto in questo modo. In Ungheria, circa 5 mesi fa a causa di una diretta Facebook da parte dell’autista di un pulmino ha provocato un incidente in cui hanno perso la vita 9 cittadini rumeni. Ma notizie di questo genere arrivano da tutto il mondo. Si tratta di un fenomeno che ricorda molto la follia dei selfie estremi, che sta già mietendo fin troppe vittime.


Già l’uso dello smartphone alla guida costituisce un grave elemento di distrazione, ma la diffusione di questo nuovo gioco alla ricerca di like e attenzioni, sta alimentando delle preoccupazioni. Tanto che in Romania la testata Observator.tv ha anche lanciato, in collaborazione con la polizia rumena, la petizione: “STOP live su Facebook mentre sei al volante! Dai valore alla vita!“, ‘un approccio alla vita, un approccio che tutti dobbiamo coinvolgere!’, che verrà inviata a Facebook al fine di sollecitare l’adozione di strumenti che vadano a tracciare più rapidamente e bloccare le dirette che gli utenti di Facebook avvieranno mentre sono alla guida.
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Laureato in giurisprudenza, scrivo, racconto, facendomi domande, senza cercare risposte facili. Più che giudicare mi interessa comprendere. Sono stato cofondatore e caporedattore della Testata TagPress.it. Al momento gestisco il blog SalentoMetropoli.it e collaboro come freelancer per altre testate.

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