Chitarre Eko Elements: così l’azienda italiana sfida il mercato

eko aire masterbuilt

Aire, Aqua, Tero, Fire, sono i modelli della serie Elements delle nuove chitarre Eko, che verranno prodotti nella versione “Masterbuilt”, di liuteria italiana, e nelle versioni “Standard” e “Lite”, realizzate in Corea. I modelli sono stati sviluppati con la collaborazione di Massimo Varini e Roberto Fontanot.

La storica azienda italiana Eko torna a produrre in Italia con una linea di strumenti musicali di alto livello, grazie alla collaborazione con Roberto Fontanot e Massimo Varini.

La Eko è un’azienda italiana di produzione e distribuzione di strumenti musicali fondata nel 1959 a Castelfidardo (successivamente spostata a Recanati), che ha legato la sua immagine alla realizzazione di strumenti a corda e fisarmoniche che hanno accompagnato la storia della musica italiana, soprattutto durante gli anni della “bit generation”.

paletta vecchia Eko 12 cordeSono molti i gruppi di quegli anni che hanno utilizzato strumenti musicali Eko, come Nomadi, Kings, Rokes e perfino i Beatles. Dopo la morte del suo fondatore, Oliviero Pigini, nel 1967, le varie vicende societarie hanno spinto la Eko a spostare la produzione all’estero, di fatto perdendo il prestigio che aveva acquisito negli anni precedenti.

Nella prima fase storica della Eko si possono trovare strumenti sia importati che realizzati in Italia, compresi strumenti di liuteria.

Alcuni esemplari sono di bassa qualità, altri invece sono particolarmente pregiati e molti di essi sono diventati degli oggetti da collezione molto quotati.


Negli ultimi anni l’azienda sembra aver mostrato chiaramente l’intenzione di riprendersi un ruolo da protagonista nel mercato internazionale di strumenti musicali, sia con produzioni “entry level”, sia con la produzione di strumenti di fascia media dall’ottimo rapporto qualità prezzo, avvalendosi anche della collaborazione di chitarristi di un certo calibro, tra i quali Massimo Varini.

eko aqua masterbuilt

Lo scorso anno la Eko ha annunciato ufficialmente la ripresa della produzione italiana con strumenti di liuteria. Stelvio Lorenzetti, amministratore delegato di Eko Music Group, l’ha dichiarato in un’intervista rilasciata al quotidiano “Il Resto del Carlino” a gennaio 2017, ricordando di aver assunto il noto liutaio Roberto Fontanot.

L’imprenditore spera di portare la produzione italiana alle 100mila unità all’anno.

Già Massimo Varini aveva anticipato da diverso tempo che Eko avrebbe prodotto quattro modelli di chitarra in Italia, grazie ad una linea di chitarre sviluppate su indicazioni dello stesso chitarrista e curate e prodotte dal liutaio veneto Roberto Fontanot.

Si tratta della linea “Elements”, formata da quattro modelli che prendono il nome di ognuno dei quattro elementi della filosofia classica greca (Fire, Aire, Aqua, Tero), che ricordano rispettivamente i modelli Superstrat, Stratocaster, Les Paul, Telecaster.

La linea è prodotta nelle versioni “Lite” (entry level), “Standard” (fascia media), “Masterbuilt” (liuteria). Le versioni Lite e Standard sono prodotte all’estero, mentre i 4 modelli della versione Masterbuilt sono destinate alla produzione italiana di liuteria e rappresentano il top della qualità che si può sperare di avere in una chitarra elettrica.

Le Eko Masterbuilt sono prodotte nei laboratori italiani, con materiali di prima scelta. Una particolarità innovativa di queste chitarre Eko è la realizzazione delle meccaniche con l’impiego della fibra di carbonio, che le rendono leggere, robuste e stabili. Le versioni “Standard” e “Lite” sono realizzate sulla falsariga delle Masterbuilt. Tutte e tre le versioni sono caratterizzate dalla disposizione delle meccaniche in formato 4+2 (4 chiavette sopra, 2 chiavette sotto), mentre il foro del truss road è stato praticato non davanti alla paletta, ma dalla parte opposta, in corrispondenza dell’attacco al corpo. In questo modo si è voluto evitare di indebolire una parte molto delicata del manico, che in caso di caduta rischia di rompersi o di lesionarsi. Tutti gli humbucker, inoltre, sono splittabili.

Le Masterbuilt sono vendute insieme alla custodia abbinata.

Chitarre Eko “elements”: i singoli modelli e le caratteristiche in base alla versione

Aire

eko aire masterbuilt

Il modello Aire si rifà alla Fender Stratocaster, differenziandosi per il numero di tasti, che nella Eko è di 24 tasti, mentre nelle Fender è tradizionalmente pari a 22.

La configurazione dei pick-up è HSS, mentre il ponte è ancorato a due pivot. In tutte e tre le versioni, manico e tastiera sono realizzate in acero. Sia nella versione Masterbuilt che in quella Standard il corpo è in ontano, mentre nella Lite è in okume. E’ diversa anche la qualità dei pick-up, del ponte e delle meccaniche, sebbene anche nella Lite la qualità di base è più che accettabile.

Tero

eko tero masterbuiltLa Tero ispirata alla Fender Telecaster, ma con alcune differenze sostanziali. Al manico, anziché un un single coil monta un humbucker, mentre il manico (ad eccezione della versione Lite) non è avvitato (bolt on), ma incollato (neck through), rendendo magari il suono leggermente meno brillante, con più soustain.

Tutte e tre le versioni hanno manico e tastiera in acero, mentre differenziano i materiali del body: la Masterbuilt monta un corpo in ontano con top in acero fiammato, mentre il corpo della Standard è in mogano con top in acero fiammato. La Lite ha, come la Aire, il corpo in Okume. La Masterbuilt monta pickup Seymour Duncan, mentre la Standard e la Lite montano pickup Wilkinson.

Aqua

eko aqua masterbuiltLa Aqua rappresenta la versione Eko della Gibson Les Paul e ne riproduce la quasi totalità delle caratteristiche. Sia la Standard che la Masterbuilt riproducono fedelmente le tecniche costruttive e i materiali della Les Paul: corpo in mogano con top in acero, manico incollato (neck Through), ponte fisso, due humbucker splittabili, selettore a tre vie.

La Masterbuilt ha la tastiera in ebano, mentre la tastiera della Standard è in palissandro (in via di esaurimento), in acero cotto (“roasted maple” alla vista  scuro, come il palissandro, non più utilizzabile in quanto inserito tra le specie protette) o in roupanà del Sud America. La versione Lite ha il corpo in Okumè, il manico in acero, la tastiera in palissandro (o acero cotto); inoltre il manico è avvitato al corpo.

La particolarità della Aqua sta nel ponte, che si rifà al tradizionale ponte Tune-O-Matic Gibson, ma la cordiera è posta nella parte posteriore del corpo. In questo modo la lunghezza utile delle corde sarà maggiore, conferendo ancora più soustain al suono.

Fire

eko fire masterbuiltLa Fire è un modello “Superstrat” pensato per l’hard rock e l’heavy metal, ma si presenta comunque molto versatile e impiegabile in diversi generi.

E’ simile a modelli quali Ibanez RG, è dotata di ponte su licenza Floyd Rose con bloccacorde e tastiera a 24 tasti. La Standard e la Lite montano un doppio humbucker Eko RockBucker, mentre la Masterbuilt monta anche un single coil centrale, tutti della Seymour Duncan.

La Masterbuilt e la Standard hanno il manico incollato, mentre quello della Lite è avvitato. Cambiano anche i legni utilizzati per il corpo, che è in ontano per la Masterbuilt, in mogano per la Standard e Okume per la Lite. Per tutte e tre il manico è in acero e la tastiera in palissandro.

Chitarre Eko: Masterbuilt, Standard o Lite?

La scelta tra una versione e l’altra dipende dalle esigenze del musicista. Chiaramente la Masterbuilt rappresenta la qualità eccelsa, essendo una produzione italiana di liuteria, con materiali e hardware di prima scelta. Ma chiaramente il prezzo è decisamente più alto, tale da renderla consigliabile a chi fa il musicista di professione o chi è particolarmente appassionato da pretendere il top.

Le Standard e le Lite sono prodotte in Corea ed il basso costo di manodopera permettono di avere una produzione molto economica rispetto a quella italiana, pur offrendo comunque strumenti di qualità.

Le Standard sono molto apprezzate per il suono che offrono, e per la qualità probabilmente superiore rispetto alle concorrenti della stessa fascia di prezzo.

E’ molto buona anche la suonabilità, anche se – come spesso accade per gli strumenti di fascia media – appena uscite dal negozio, di solito richiedono di essere settate per avere un action più bassa. Si tratta di strumenti adatti anche a musicisti d’esperienza, che se ne servono anche per un uso professionale o semiprofessionale, dal momento che i materiali e la costruzione sono di qualità molto buona. Magari con un upgrade di pick-up, se non si è del tutto soddisfatti di quelli montati di serie, si possono ottenere ottimi risultati. Ma il suono di base è già molto buono. Per fare un parallelo, la differenza tra Masterbuilt e Standard è quella che possiamo trovare tra Gibson ed Epiphone o tra PRS USA e PRS SE (coreana).

Le Lite sono ottime per chi inizia a suonare, soprattutto considerato il prezzo. Difficile su quella fascia trovare una qualità migliore. Tuttavia la differenza nel suono rispetto alle Standard è piuttosto evidente, mentre la costruzione rende la versione Lite affidabile per studiare, per fare pratica o da utilizzare nel live come “chitarra muletto”.

Articolo pubblicato in origine sul blog musicistisalento.altervista.org

 

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Laureato in giurisprudenza, scrivo, racconto, facendomi domande, senza cercare risposte facili. Più che giudicare mi interessa comprendere. Sono stato cofondatore e caporedattore della Testata TagPress.it. Al momento gestisco il blog SalentoMetropoli.it e collaboro come freelancer per altre testate.

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