Cane difende famiglia da rapina, condannato a morte: bufala

cane grisù difende famiglia da rapina - condannato a morte da giudice di pace

Il cane Grisù difende i propri padroni da quattro rapinatori, ovviamente nordafricani. Ma il Giudice di Pace ordina la sua soppressione. E’ solo l’ennesima fake news.

Un cane difende i propri padroni da tre rapinatori stranieri, ma il giudice ne decide la sua soppressione. A quanto pare è una delle prime bufale del 2019.

Quando le notizie riguardano il nostro amico fido, l’eroe che subisce un ingiusto destino, che ha dato la vita per difendere la sua famiglia, suscitano forti emozioni. Se poi i cattivi della storia sono i giudici e i nordafricani, principali soggetti presi di mira dai dispensatori di bufale, le condivisioni compulsive degli indignati sono più che assicurate. Peccato sia tutto falso.

Il fatto narrato sarebbe accaduto a Isola Ligure, località inesistente. Il cane si chiama Grisù ed è un cane lupo, che ad un certo punto della narrazione diventa semplicemente un lupo, cambiando specie. La foto di copertina, invece, sembra ritrarre un pastore tedesco.

La fake news è stata pubblicata su tg24-ore.com, che non è una testata giornalistica, né un vero blog, ma una fucina di bufale.

Forma e contenuto lasciano trasparire l’infondatezza nella “news”

L'”articolo” attacca così:

‘Grisù è un cane lupo, che anche se l’espressione pare truce, in realtà è un giocherellone. Lo scorso 19 Luglio nell’abitazione dove risiede assieme ai suoi padroni, mentre tutta la famiglia era a dormire, Grisù ha sventato una rapina.’

Il fatto che “luglio” sia scritto con l’iniziale maiuscola già dovrebbe mettere in guardia. I giorni della settimana e i mesi vanno scritti con l’iniziale minuscola e questo un giornalista o qualsiasi persona che per professione scrive dovrebbe saperlo. Ma sorvoliamo e andiamo avanti, passando alla descrizione del fatto:

‘Verso le 3 del mattino 4 sconosciuti di origine nordafricana si sono introdotti nell’abitazione del signor Marco Parodi. In quel momento i coniugi Parodi erano a dormire, così come i 2 figli di 4 e 5 anni. Il fedele cane di famiglia stava dormendo al piano terreno della villetta, ma il suo fine udito gli ha permesso di sentire i rumori causati dall’effrazione. Il Lupo senza esitare ha aggredito il primo nordafricano che ha messo piede in casa, lacerandogli completamente il polpaccio destro. L’uomo in seguito soccorso ha subito l’amputazione dell’arto.’

Si parla di quattro sconosciuti di origine nordafricana. Ma se sono sconosciuti, come si può avere la certezza della loro origine?

Solo dopo la loro identificazione si può affermare quale sia la loro provenienza, magari indicando l’esatto Paese di provenienza (Libia, Marocco, Nigeria, Tunisia, Algeria, ecc…). Altrimenti, se si tratta di una presunzione, occorre indicare quali elementi hanno portato a ritenere che si tratti di nordafricani. Magari perché alcuni testimoni, le persone che hanno subito il tentativo di rapina, hanno ritenuto dall’accento, dai tratti somatici, che potesse trattarsi di nordafricani. Quindi, o il presunto giornalista ha omesso queste informazioni, dimostrando di non conoscere le famose “5 W”, che costituiscono le regole base del buon giornalista, oppure ha inventato di propria iniziativa.

Si legge poi che: ‘Il Lupo (prima era un cane, poi ha subìto una mutazione di specie all’arrivo dei rapinatori, ndr) senza esitare ha aggredito il primo nordafricano che ha messo piede in casa, lacerandogli completamente il polpaccio destro. L’uomo in seguito soccorso ha subito l’amputazione dell’arto.’

Se l’uomo è stato soccorso e ha subito una ferita così grave da dover subire l’amputazione dell’arto, sarà stato senz’altro presso un ospedale, dove il personale sanitario avrebbe dovuto avvertire le forze dell’ordine, le quali avrebbero poi proceduto all’identificazione e al suo arresto o, quantomeno, alla sua denuncia. Ecco quindi che almeno uno dei “quattro sconosciuti nordafricani” non sarebbe più uno sconosciuto. Inoltre, le forze dell’ordine l’avrebbero senz’altro interrogato per risalire ai suoi complici.

Ma in tutta questa storia non si parla dell’intervento dei carabinieri o della Polizia. Non si comprende nemmeno se qualcuno abbia chiamato il 118 per soccorre il rapinatore azzannato da Grisù e a quale ospedale sia stato condotto.

O magari, pur con il polpaccio maciullato, il malvivente sarebbe riuscito a fuggire con i suoi complici e presentarsi spontaneamente al pronto soccorso di qualche ospedale? E se fosse andata così, in che modo si è stabilito che la persona ricoverata fosse effettivamente uno dei malviventi?

L’autore salta dei passaggi fondamentali che un buon articolo di cronaca nera dovrebbe necessariamente avere e che per tali motivi lo rendono incompleto e inattendibile. Di solito, inoltre, quando si parla di ferimenti e ricoveri, viene riportato anche qualche dato medico come, ad esempio, della prognosi del malcapitato. E invece no.

Da quando un Giudice di pace può decidere di sopprimere un cane?

Si arriva, non si sa come, ad un processo, davanti al Giudice di pace di un’imprecisata circoscrizione:

Oggi il giudice di pace ha ordinato di abbattere il cane lupo: “l’animale si è dimostrato pericoloso per la collettività e per questo motivo deve essere abbattuto”. Sgomento in casa Parodi che hanno annunciato un immediato ricorso per cambiare il destino del loro fido compagno, ma ancor più dura la reazione delle associazioni animaliste che hanno dichiarato guerra contro la sentenza.

Partiamo subito col dire che il Giudice di pace non ha competenza su queste materie, non può decidere l’uccisione di un cane. Nessuna condanna a morte per questo fantomatico Grisù sarebbe potuta essere decisa dal giudice.

La soppressione di un cane costituisce un’ipotesi estrema, molto rara, e la relativa decisione è di competenza di un’apposita commissione presso la ASL competente per territorio, composta da veterinari.

In fondo all’articolo viene riportato, come fonte dell’articolo, il link a ilfatto.it, che però non porta ad una testa giornalistica, ma ad un negozio online di scarpe.

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Laureato in giurisprudenza, scrivo, racconto, facendomi domande, senza cercare risposte facili. Più che giudicare mi interessa comprendere. Sono stato cofondatore e caporedattore della Testata TagPress.it. Al momento gestisco il blog SalentoMetropoli.it e collaboro come freelancer per altre testate.

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