Giorni senza memoria: nuovo singolo dei Radiodervish

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E’ stato pubblicato sulle piattaforme digitali il 25 aprile, in occasione della Festa della Liberazione, il nuovo singolo dei Radiodervish, ‘Giorni senza memoria’. Il brano è dedicati ai genocidi e ai crimini contro l’umanità spesso dimenticati.

In occasione del 25 aprile i Radiodervish hanno pubblicato sulle piattaforme digitali e in videoclip un nuovo singolo inedito intitolato ‘Giorni senza memoria’. La scelta della data non è casuale.

La canzone ‘Giorni senza memoria’, scritta da Michele Lobaccaro e Nabil Salameh, prende musicalmente la forma di una ballata arrangiata insieme ad Alessandro Pipino, mixata e masterizzata da Mauro Andreolli e completata dalle chitarre elettriche di Massimo Zamboni e dall’apporto grafico di Amleto Melgiovanni.

Il brano intende essere un invito a riflettere su questi temi superando visioni parziali colonialistiche ed “eurocentriche” per contribuire alla costruzione attiva di una memoria viva e sempre in dialogo con l’attualità, Il tutto in un’ottica di speranza come suggerisce il ritornello: “Per leggi incomprensibili dopo il buio sai nascerà una luce”, che forse è rappresentata proprio da quella linea che collega il cervello al cuore e che viene tracciata da una bambina nel videoclip.


Nel testo si ricordano una serie di genocidi e di crimini contro l’umanità che spesso vengono dimenticati: i ‘Giorni senza memoria’ appunto; da quello contro i nativi americani a quello contro gli armeni, dalle bombe atomiche sganciate sul Giappone alla follia criminale dei Khmer rossi fino a giungere all’apartheid che esercita l’occupazione israeliana contro i palestinesi, il tutto passando per la terribile realtà dei campi di concentramento nazisti.

Per questo il videoclip, diretto da Carlo Mazzotta, che costituisce il supporto di questo singolo, si è scelto di girarlo nel campo di concentramento della Casa Rossa ad Alberobello. Luogo significativo dove sono stati internati ebrei e prigionieri di guerra alleati e, subito dopo la Liberazione, i fascisti a loro volta catturati.

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