Omicron e contagi: il pretesto del Governo per il Super Green Pass al lavoro

Mario-Draghi-omicron

Variante Omicron declassata a raffreddore e contagi che esplonodo tra i vaccinati, ma il Governo pensa di vessare ulteriormente i non vaccinati, con il Super Green Pass al lavoro.

Dai dati attualmente a disposizione, risulta che la variante Omicron del Sars-Cov-2 sia molto meno virulenta e quindi provochi una malattia molto più lieve rispetto alle altre varianti, tanto da essere declassata ad un comune raffreddore.

Questo fa bene sperare circa la possibilità che la variante Omicron diventi prevalente e spazzi via l’emergenza.

Ma nel nostro Paese, come da tradizione, si continua a parlarne in termini allarmistici, descrivendo la nuova variante come la bestia nera.

Un altro fenomeno che si sta verificando in questi giorni è un esplosione di contagi tra i vaccinati, anche con terza dose. D’altro canto, se quasi l’80% della popolazione è vaccinata con due dosi, è anche normale che il virus circoli soprattutto tra questa fetta di popolazione, mentre i vaccini contro il Covid non sono fatti per impedire il contagio, ma per attenuare la malattia in caso di infezione, oltretutto per circa cinque mesi.

Questa situazione ha messo i vaccinati nelle condizioni di dover fare il tampone per poter partecipare ai cenoni e alle altre celebrazioni natalizie.

Dunque, dovrebbe essere evidente che i contagi corrono anche tra i non vaccinati, come già dimostrato da diverse pubblicazioni scientifiche nei mesi scorsi.

Eppure il comodo capro espiatorio continua ad essere quella minoranza di persone non vaccinate, quello che, per la lavorare, da oltre due mesi sono costrette a fare tamponi ogni 48 ore e che quindi sono decisamente più controllate.

Non da meno il Governo, in piena contraddizione con la realtà di fatto, dopo aver ulteriormente inasprito le restrizioni per i non vaccinati, sta pensando al super green pass esteso a tutti gli ambiti lavorativi, il che si tradurrebbe di fatto ad un obbligo vaccinale, pena la perdita della fonte di sostentamento.

Il Governo mostra, così, ancora di più la sua brutalità e il suo carattere autoritario, tentando di legittimare il proprio operato facendo leva su una falsa scienza, costruita mediaticamente e che contraddice le effettive evidenze scientifiche.

Ogni fatto diventa un pretesto per andare ancora più in fondo verso l’obbligo vaccinale di fatto generalizzato, il che sembra rappresenta per questa compagine governativa un fine prioritario, che prevale su qualsiasi interesse pubblico e su qualsiasi diritto costituzionalmente garantito. Non è la salute pubblica, né quella individuale a muovere l’azione governativa, ma le misure autoritarie che possono essere imposte col pretesto di perseguire questi interessi.

L’obbligo anche per lavorare di un vaccino sperimentale, ad efficacacia molto limitata e che non ferma i contagi, non ha finalità di interesse pubblico, non è scientificamente fondato. E’ solo autoritarismo.

Riferimenti:

Prof. Frajese: “Vaccini Covid sono sperimentali e la protezione cala nel tempo”

Pur scientificamente infondato, il super green pass è legge

Prof. Marco Cosentino: “Infondato dire che i vaccinati non contagino. Infondato il green pass”

Anche il prof. Mariano Bizzarri stronca il green pass

Vaccinati contagiano quanto non vaccinati asintomatici, ma per poco

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