Il ricordo di Anna Rita Luceri

Ci ha lasciati nella notte Anna Rita Luceri, artista di un raro e genuino talento e soprattutto una donna di grande sensibilità. 

Conosciuta soprattutto per aver fatto parte del trio comico “Ciciri e tria”, in realtà è stata un’artista a tutto tondo, soprattutto è stata una delle più belle voci di sempre del panorama salentino.

Sono numerosi i progetti musicali, teatrali e cabarettistici di cui è stata protagonista e che le hanno permesso di farsi conoscere e apprezzare.

In particolare è stata la voce degli Abash, formazione salentina etno-rock mediterraneo, votata al prog rock, nata nel 1998, con la quale ha inciso tre album.

In questo progetto, condiviso tra l’altro con il marito Maurilio Gigante, Anna Rita ha unito le sue straordinarie doti canore con la sua vocazione teatrale, riuscendo a trasmettere con grande un pathos i temi e le emozioni racchiuse in quei testi che raccontano dei popoli, delle loro radici, delle loro tragedie drammi e delle loro tradizioni.

Il culmine della carriera questo gruppo lo ha raggiunto nel 2011, quando, scoperto da Franz Di Cioccio, è stato invitato al Prog Exhibition a Roma a condividere lo stesso palco dei mostri sacri del prog rock, italiani e internazionali, ottenendo ottimi riscontri.

Anna Rita è nota anche per aver cantato in gruppi quali Kiss & the gang (disco anni ‘70-’80), Io canto (tributo a Laura Pausini) e Solo cari ricordi (tributo ai Pooh).

Come cabarettista ha raggiunto l’apice del successo grazie al trio comico salentina “Ciciri e tria”, con cui ha partecipato a diverse trasmissioni televisive locali e nazionali. Ma degne di nota sono anche le sue numerose collaborazioni e partecipazioni in altri progetti, come anche i suoi monologhi interpretando diversi personaggi di sua creazione, come la “Nonna ‘Nita” con i suoi canti.

Chi ha avuto il piacere di conoscere Anna Rita, anche per poco, non può aver fatto a meno di apprezzare la sua energia, il suo carisma, la sua solarità, la sua sensibilità e la sua semplicità, tutti elementi che esprimeva con il suo sorriso. Il suo approccio sempre amichevole e conviviale annullava quella distanza che ci può essere tra il palco e il suo pubblico.

Oggi c’è incredulità e sgomento nell’apprendere la notizia che Anna Rita non c’è più, non nella dimensione terrena, almeno. Restano i ricordi e tutta l’espressione del suo talento. Aveva solo 48 anni.

Non solo parenti, amiche e amici, ma anche tutto il mondo del teatro, della musica e dello spettacolo di chi l’ha conosciuta condivide un pensiero per un’amica che così, quasi all’improvviso, è uscita di scena.

C’è un video pubblicato da Anna Rita lo scorso 11 febbraio, un canto della Nonna ‘Nita, allora dedicato a due amici, ma che oggi assume un significato particolare.

Lo introduceva in questo modo:

“Perdonatemi, ma oggi la Nonna ‘Nita non è qui per farvi ridere. Quando ero piccola, la morte non veniva nascosta ai bambini, tutt’altro: si andava insieme alla mamma ai funerali e competeva a lei fare da ‘cuscinetto’. Ora invece non ce li portiamo perché non siamo noi abbastanza forti. Io ricordo ancora quanti baci ho dato a mio nonno inerme e quante lacrime versava mia madre ma ho elaborato tutto. L’argomento della morte non era un tabù: lo si affrontava servendosi di brani della tradizione come questo. Quando lo ascoltavo mi veniva da piangere ma poi lo ricantavo in loop. Mi piaceva arrivare all’immagine della nuvoletta perché vi leggevo il senso paraclito della speranza.”

Ciao Anna Rita